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ChrisMuccio

ha pubblicato un'immagine nell'album Immagini riguardante Psychonauts 2

Abbiamo pronta la prossima serie Platform da iniziare a breve ahsisi

ChrisMuccio
Cover The King of Fighters EX: Neo Blood per GBA

Con già alcune comparse pregresse su Game Boy, The King Of Fighters non poteva certo esimersi dall’esordire anche su Game Boy Advance. Il debutto sulla console portatile Nintendo avviene nel 2002 per mano di SNK e Marvelous Entertainment, che offrono ai giocatori The King Of Fighters EX: Neo Blood, adattamento di The King Of Fighters 99 con un personaggio inedito pensato appositamente per questa iterazione (Moe Habana) più Iori Yagami e Geese Howard rispettivamente nei panni di Sub-Boss e Boss Finale.

Chiaramente sono stati necessari alcuni compromessi per poter far funzionare correttamente la serie SNK su GBA, ma in termini ludici l’essenza di The King Of Fighters si avverte anche in tali circostanze. Le modalità di gioco disponibili sono piuttosto classiche, tra Arcade Mode composto da 8 stage, l’immancabile Versus, il Training ed i consueti Time Attack e Survival. Apprezzabile inoltre la possibilità di poter affrontare l’Arcade alla maniera classica, dunque attraverso gli scontri 3 VS 3 tipici della serie, oppure tramite il tradizionale uno contro uno.
Il roster offre invece 18 personaggi giocabili di default suddivisi in sei team, ai quali si aggiungono i due boss da sbloccare; la larga maggioranza dei volti più noti della serie fino a quel momento è presente, da Kyo ai fratelli Bogard, passando per Mai, Benimaru, Ryo, Leona, Ralf e Clark, giusto per fare alcuni nomi. A questi si aggiungono poi ulteriori personaggi non giocabili direttamente, definiti “Strikers”, uno per ogni team più altri quattro da sbloccare: gli Strikers non sono controllabili direttamente dal giocatore, ma possono essere occasionale chiamati in battaglia come supporto, in modo da arrecare danno o distrazione agli avversari.

I contenuti quindi non mancano e, pur non essendo presenti finali specifici per ciascun team (tolta qualche linea di dialogo alternativa), c’è quanto basta per intrattenersi sufficientemente a lungo. Anche perché questo KOF resta piuttosto godibile da giocare: lo stile e le meccaniche tipiche della serie sono presenti, ed il gameplay nel complesso funziona con una buona risposta dei comandi. Certo, non bisogna comunque aspettarsi i tecnicismi ed il coinvolgimento tipico della serie principale: Neo Blood nel suo piccolo fa quello che può per risultare un’esperienza comunque apprezzabile, ma deve comunque scontrarsi con la sua realtà di compromessi ludici e tecnici che non gli consentono di spiccare il volo verso chissà quali grandi risultati. In particolare, KOF EX non ne esce nel migliore dei modi se paragonato a quanto svolto un anno prima da Capcom su GBA con Super Street Fighter II Turbo Revival: la riedizione di questo grande classico, infatti, riesce a tirar fuori il meglio possibile dalle limitazioni della console di appartenenza, riuscendo in questo ad offrire un prodotto capace di andare oltre i compromessi mantenendo quasi intatta la sua essenza. Cosa che questo KOF non riesce a fare con lo stesso impatto.

Ciò risulta evidente in particolare osservando il lato tecnico e sonoro di Neo Blood. Graficamente, in verità, l’opera si difende bene, presentando sfondi curati e dettagliati e sprites dei personaggi ben adattati al piccolo schermo del GBA. A trasmettere invece qualche perplessità sono le animazioni, che provano a ricalcare quelle originali ma non nel migliore dei modi: si nota la mancanza di alcuni frame e ciò da vita ad un effetto un po’ macchinoso dei movimenti (anche in questo caso nulla a che vedere con quanto fatto da Capcom con la sua riedizione GBA di Street Fighter II).
Il punto più basso, comunque, viene raggiunto in ambito sonoro, semplicemente improponibile: le musiche di sottofondo sembrano provenire direttamente dal Game Boy originale e le composizioni sono terribili da ascoltare, mentre gli effetti sonori sembrano un’accozzaglia di rumori gracchianti da dare quasi fastidio all’udito. La tentazione di giocare tenendo su “muto” il sonoro travolge l’utente sin dai primi secondi di gioco (forse addirittura dal filmato introduttivo), chiudendo il cerchio su un comparto audiovisivo che non riesce a convincere fino in fondo.

Alla resa dei conti, The King Of Fighters EX: Neo Blood rappresenta un debutto in chiaroscuro per la serie su GBA. Sicuramente i fan del brand troveranno molto con cui intrattenersi anche in questo adattamento “mignon” di KOF 99, ideale soprattutto per una partita al volo con cui ammazzare il tempo, tuttavia si avverte una certa mancanza di spessore, con Marvelous Entertainment che non è riuscita a gestire sempre al meglio tutti i compromessi necessari per far funzionare The King Of Fighters anche sulla piccola piattaforma Nintendo.

6.5

Voto assegnato da ChrisMuccio
Media utenti: 6.5

Akio

ha pubblicato un link riguardante Pokémon Blue Version

Salve a tutti ragazzi, ragazze, non-binary.
Sono qui per presentarvi il mio lavoro personale, la mia tesi di laurea.
Questa tesi è il risultato di molto lavoro, sia durante la formazione dell'idea per la tesi, sia durante la stesura della stessa. È un prodotto fatto e finito che si prefissa l'obiettivo di raccontare, tramite l'espediente della traduzione e localizzazione, il contesto alle spalle di Pokémon Blu, gioco arrivato in Italia nel 1999 a seguito di una tumultuosa traduzione italiana.
Grazie all'aiuto di tantissime persone questa tesi ha preso vita propria e si è lasciata scrivere con piacere, arrivando a circa 70 pagine di lavoro.
Detto questo, lascio qui il link di google drive per chiunque voglia leggerla. Potrete anche copiarla, stamparla... farci quello che volete, insomma. Spero sia di vostro gradimento!

ChrisMuccio

ha scritto una recensione su Sifu

Cover Sifu per PS5

Un “simulatore d’arti marziali”: è ciò che Sifu prometteva di essere, e che si è poi rivelato tale all’atto pratico. I ragazzi di Sloclap mettono la firma su un’avventura rigida, brutale, talvolta anche davvero infame in termini di difficoltà, ma che riesce a conquistare grazie non solo alla spettacolarità del suo sistema di combattimento, ma anche alla sorprendente profondità che dimostra sin dai primi minuti di gioco. Sifu richiede una padronanza ed una dedizione tale da sembrare sul serio un simulatore di Kung-Fu: è studiato per spingere i giocatori a padroneggiare con maestria ogni singola tecnica presente, ad imparare come dosare in maniera intelligente offensiva e manovre evasive, a comprendere nel minimo dettaglio ogni movimento non solo del protagonista ma anche di ogni nemico che lo circonda, ed a sfruttare al massimo ogni vantaggio a disposizione che si tratti di un’arma contundente o un potenziamento.
A condire il tutto ci pensa una fluidità dell’azione magistrale, talmente naturale e perfetta da fare quasi spavento, che permette di dare vita a combattimenti incredibilmente assuefacenti nonostante il grado di sfida fortemente elevato che li caratterizza e che potrebbe anche scoraggiare non pochi giocatori. Ma Sifu sa come premiare quegli utenti che perseverano senza gettare la spugna di fronte ai tanti ostacoli che si parano loro davanti, che non mollano di fronte ai Boss tanto duri da battere quanto appassionanti da affrontare, e che arrivano in fondo all’avventura, quando da “discepoli” in difficoltà con i primi scagnozzi sono diventati “maestri” capaci di tenere testa a Yang ed i suoi pericolosi alleati.
È molto grande il senso di soddisfazione e gratificazione che Sifu trasmette ad ogni battaglia vinta, registrando progressi un poco alla volta, nel frattempo che si impara ad utilizzare adeguatamente ogni tecnica e si tiene a bada l’invecchiamento precoce giocando e rigiocando ogni livello se necessario. Le meccaniche roguelike alla base dell’opera la rendono indubbiamente molto particolare, e questo sebbene non sempre, va detto, dimostrano di funzionare al meglio: a non convincere è in particolare il grinding quasi estremo richiesto per sbloccare in modo definitivo ogni abilità, con il rischio di perdere tutto e dover rifare da zero in caso di morte definitiva del nostro personaggio; certe tecniche richiedono un quantitativo di punti fin troppo oneroso per essere ottenute in modo permanente, a fronte di punti che vengono accumulati molto più lentamente rispetto a quanto richiesto dal gioco.
Funziona già meglio il concept dell’invecchiamento con i suoi bonus e malus a seconda dell’età raggiunta dal protagonista. Perfezionare sempre di più le nostre capacità rigiocando più volte i livelli già affrontati, per finirli ancora più velocemente (grazie anche a comode scorciatoie sbloccabili) e con un personaggio ancora relativamente giovane è l’essenza stessa di Sifu: è il gioco stesso che spinge a tornare continuamente sui propri passi per crescere sempre di più, imparando a conoscere alla perfezione ogni ostacolo e qualunque avversario, così da avere chance sempre più grandi di arrivare fino in fondo alla battaglia risolutiva.
Un’impostazione che da un lato aumenta non di poco il fattore rigiocabilità (anche perché l’avventura è composta solo da 5 livelli), sebbene al tempo stesso rischi anche di far avvertire con una certa pressione la ripetitività intrinseca dell’opera. Sifu è un gioco che richiede pazienza, tanta pazienza per essere goduto appieno, con il rischio per molti giocatori di perdere entusiasmo e concentrazione di fronte allo stesso livello ripetuto per l’ennesima volta. Proprio per questo, l’opera Sloclap non è per tutti, soprattutto per chi non è disposto ad investire quella pazienza e quel tempo necessario per poter davvero comprendere al meglio le potenzialità del gioco, al netto di alcune sue sbavature indubbiamente presenti.
A parte infatti il grinding, è innegabile che in certi momenti gli sviluppatori abbiano esagerato forse un po’ troppo con le sfide da affrontare, con eccessi (evidenti soprattutto nel terzo stage) che rischiano di compromettere l’equilibrio tra difficoltà elevata e curva di apprendimento messa a punto dagli sviluppatori. In alcune circostanze si ha la sensazione che certe situazioni di gioco siano state create per allungare il brodo e rischiare di perdere momentum, perdendo così anni preziosi e sentendosi quasi spunti a forza a rigiocare i livelli già affrontati per perfezionare i propri risultati.
Per fortuna però, per quanto fastidiose, queste sensazioni si avvertono solo in pochi casi, con gran parte del gioco che invece sa come valorizzare i progressi del giocatore e la sua padronanza con le diverse tecniche di combattimento a disposizione, regalando soddisfazioni enormi ad ogni boss sconfitto e un senso di completezza una volta giunti ai titoli di coda, pronti comunque a riaffrontare l’avventura nel tentativo di raggiungere il suo finale alternativo.
A valorizzare il tutto, un comparto audiovisivo di grande ispirazione. Il lato artistico dimostrato dall’opera è dannatamente affascinante ed evocativo, con momenti visionari che si sposano bene con l’impostazione realistica del prodotto. In certi casi sembra quasi di muoversi attraverso affreschi dipinti con grande creatività, con scenari graziati da una colorazione impeccabile ed un utilizzo di luci ed ombre magistrale. Le musiche di sottofondo rendono l’atmosfera ancora più coinvolgente, dando al tempo stesso una marcia in più ai tanti combattimenti presenti in ogni livello, caratterizzati da un l’eleganza ed una precisione capaci di tenere incollati allo schermo. Forse è un peccato che l’avventura in sé duri poco, proprio perché dopo quei 5 stage si ha ancora voglia di proseguire attraverso la strada del perfezionamento, tecnica dopo tecnica, combattimento dopo combattimento.
Sifu ha indubbiamente delle sbavature, non è un prodotto per tutti ed in alcuni casi appare anche fin troppo rigido, ma il senso di soddisfazione che riesce a trasmettere non ha molti rivali nel suo ambito. E proprio per questo motivo, il lavoro svolto da Sloclap si può considerare un successo.

LA RECENSIONE COMPLETA QUI: https://rysegames.forumfree.it/?t=793090 …

8

Voto assegnato da ChrisMuccio
Media utenti: 8.5 · Recensioni della critica: 8.1

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