Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

Lagomorph condivide alcuni suoi interventi solo con i suoi amici. Se vuoi conoscere Lagomorph, aggiungilo agli amici adesso.

TechGaming.it

ha pubblicato un link

Interrogata sullo stato attuale in cui versano Pokèmon Scarlatto e Violetto, Nintendo afferma di non essere al corrente di alcun problema, non avendo ricevuto lamentele, per cui non sono previste per ora patch correttive.

Lagomorph

ha scritto una recensione su Triangle Strategy

Cover Triangle Strategy per Nintendo Switch

La triplice intesa

Ultimamente prendere un gioco Square Enix è un po' come comprare un gratta & vinci, al 50% sarà una delusione, al 40% ti ci ripaghi magari la spesa e nel 10% dei casi si rivelerà invece un buon investimento.
E per quanto non si stia parlando di un vero jackpot come potrebbe essere un Dragon Quest XI, Triangle Strategy rientra sicuramente in quest'ultima categoria.
Stiamo parlando per certi versi di un omaggio agli RPG strategici vecchia scuola(Tactics Ogre in primis), un po' come lo era Octopath Traveler per i JRPG classici, ma che proprio come quest'ultimo butta in mezzo un paio di meccaniche originali e molto interessanti, in grado di renderlo qualcosa di più di un semplice bait per nostalgici.
Nello specifico si tratta di 2 feature principali: la prima consiste nella Bilancia Risolutrice, un sistema secondo il quale nei vari bivi della trama non potremo semplicemente seguire la scelta che più ci aggrada, ma bensì saranno i nostri 7 compagni principali a scegliere tramite votazione, mentre noi al massimo potremo provare ad influenzare le loro decisioni discutendoci tramite dialoghi a risposta multipla, che però potrebbero tranquillamente non bastare per fargli cambiare idea.
L'altra invece riguarda le battaglie, perché stiamo parlando del sistema d'interazione elementale, dove gli attacchi possono sortire effetti diversi a seconda appunto della loro proprietà elementale e del terreno su cui avvengono. Per fare un esempio semplice semplice: colpendo una casella d'erba con una freccia infuocata andremo ad incendiare la zona circostante danneggiando chi vi ci si trova sopra e chi intenderà passarci da lì in poi. È una meccanica che è più facile vedere in rpg in isometrica come un Divinity: Original Sin che in uno strategico, ma si sposa perfettamente anche con questo genere aggiungendo un nuovo strato di tatticismo che aumenta le opzioni del giocatore, l'unico problema è che in generale gli effetti sono un po' troppo lievi, finendo per sembrare alla fin fine piuttosto trascurabili.
Per il resto, il battle system pur volendosi mantenere approcciabile non appare mai semplicistico, offrendo abbastanza su cui ragionare ed una sfida sempre divertente e mai frustrante anche alle difficoltà più alte, questo grazie anche alla peculiare scelta di far mantenere l'esperienza guadagnata nei tentativi falliti, così da non scoraggiare troppo il giocatore dopo un try finito male ed anzi, spingendolo a riprovare subito con quel livello o due in più di vantaggio. Da notare anche la notevole varietà sia in termini di mappe che di obiettivi delle missioni, grazie ai quali si riesce a mantenere una varietà sufficiente da preventivare il rischio ripetitività anche a fronte di più run, perfino facendo tutte le missioni secondarie non ho mai avvertito la minima stucchevolezza.
Passiamo ora ad un altro elemento importantissimo per il genere: i personaggi ed il sistema di classi. Parto col dire che quest'ultimo è praticamente assente, questo perché ogni unità è unica e possiede proprie caratteristiche, abilità e job, creando così un'ottima diversità tra la trentina di combattenti a nostra disposizione, ma lasciando al contempo al giocatore ben poca voce in capitolo sul come personalizzarli. La cosa interessante è che partiremo con personaggi facilmente riconducibili alle solite figure del genere tra tank, lord/eroe, healer, arciere, cavaliere ecc...ma andando avanti si incontreranno figure sempre più peculiari(soprattutto con i pg segreti) con le quali sbizzarrirsi nella composizione del proprio esercito, per quanto ci sia anche da dire che qualche mancanza si sente, ad esempio fa strano vedere solo 2 personaggi a cavallo o anche una distinzione così netta tra utilizzatori di magia e non, senza vie di mezzo come potrebbero essere monaci o maghi rossi di qualche tipo.
Altra cosa da far notare è che quanto detto si applica anche per i boss, i quali avranno sempre una propria classe e relative abilità in grado di renderli ogni volta scontri unici, senza mai incappare nella sgradevole sensazione di star solamente affrontando la versione più forte di un nemico combattuto in passato. (A meno che tale nemico non fosse questo stesso personaggio).

Prendiamoci ora un attimo per parlare del comparto narrativo. In questo Triangle Strategy si pone in una posizione piuttosto particolare, offrendo al giocatore una mole tale di dialoghi da avvicinarsi per certi versi più agli ibridi Visual Novel/SRPG che agli esponenti puri del genere, non è raro infatti che tra una battaglia e l'altra passi tranquillamente un'oretta o anche più di sola trama, quindi è importante tenere presente per chi intende approcciarsi al titolo che se si vuole solo menare le mani senza tanti fronzoli allora è meglio dirigersi altrove.
E quindi ora la domanda sorge spontanea: ma com'è questa storia?
Le vicende prendono luogo in questo continente chiamato Nortelia, appena uscito da una lunga guerra tra le tre nazioni che vi risiedono: Glenbrook, Aesglast e Sabulos, causata dalle conseguenze del monopolio che quest'ultima possiede sulla risorsa più desiderata di tutte: il sale.
Ovviamente, come accade sempre in questo tipo di storie, la tregua dura ben poco ed Aesglast decide di attaccare "inaspettatamente" Glenbrook. In questo casino noi impersoneremo Serenoa, erede della famiglia dei Wolfhort, una delle 3 casate principali del regno invaso, ora in una posizione piuttosto scomoda visto che tra le varie iniziative per suggellare la tregua c'era appena stato il suo matrimonio con Frederica, della famiglia reale di Aesglast.
La trama è in verità molto più interessante di quanto possa trasparire da questo incipit apparentemente banale, e seppur come intreccio in sé non sia sicuramente niente per cui strapparsi i capelli, il tutto viene inscenato sempre in maniera realistica e coerente, con personaggi che agiscono ogni volta in base a motivazioni o ideali concreti, e mai perché siano semplicemente i cattivi o i buoni della storia. Per questo ho trovato veramente interessati le scelte da dover compiere durante l'avventura, spesso ben più ardue del previsto e spesso basate sulle tre convinzioni su cui si basa l'intero gioco (nonché uno dei vari motivi del "Triangle" nel titolo): Giustizia, Pragmatismo e Moralità, ciascuna rappresentata da uno dei nostri principali alleati, ognuno dei quali cercherà di volta in volta di farci agire secondo quell'ideale. Queste decisioni mi presero al punto che di frequente mi capitava di interrompere lì una sessione e di passare poi le ore successive a pensarci mentre facevo altro, salvo poi fallire nel convincere gli alleati e buttando alle ortiche tutto lo spremersi delle mie povere meningi. asd
E sotto questo aspetto devo dire di essere rimasto un po' deluso durante il new game plus, dove prendendo decisioni diverse ho potuto constatare quanto anche le scelte più importanti finissero per avere effetto solo sul breve termine, arrivando poi a ricongiungersi abbastanza in fretta sugli stessi binari delle altre, peccato davvero.

Concludo con una nota agrodolce riguardo il comparto audiovisivo, partendo proprio dalla presentazione estetica: il motore HD2D rimane ancora dannatamente affascinante, è inutile negarlo, ma al contempo non posso non ammettere che le occasioni in cui in Triangle Strategy sia riuscito a farmi luccicare gli occhi siano state veramente poche. Con un Live a Live uscito più o meno nello stesso periodo, un Octopath Teaveler 2 in dirittura d'arrivo, un Dragon Quest III Remake in sviluppo e chissà quanti ancora che verranno, è chiaro che ci vorrà qualcosa di più e l'effetto novità da solo non basterà, finendo altrimenti per dare la sgradevole impressione che questo engine venga usato più per offrire una bella estetica con poco sforzo che per sfruttarne le incredibili potenzialità. Ed è un peccato perché in quanto art direction Triangle Strategy avrebbe avuto veramente molto da dire, un potenziale inespresso che si sarebbe potuto valorizzare decisamente meglio.
Anche sul fronte sonoro non riesco ad essere pienamente soddisfatto, perché la soundtrack è sì corposa e di buon livello, ma gli manca quel quid in più per raggiungere l'agognata eccellenza, sarà perché l'ho trovata a tratti derivativa o semplicemente perché mi viene spontaneo il paragone con Octopath, che in quanto colonna sonora era un colosso, ma nonostante l'abbia sicuramente gradita non credo che la ricorderò per gli anni a venire. Anche il dub anglofono l'ho sentito piuttosto spento, e facendo la mia seconda run con le voci originali ho potuto constatare quanto effettivamente il paragone con i doppiatori nipponici, ben più convinti, appaia effettivamente impietoso, peccato.

Ma fermiamoci qua, che ci siamo già dilungati troppo. asd
Avevo buone aspettative su Triangle Strategy, ma con mia graditissima sorpresa il gioco è riuscito a superarle in scioltezza, ora la domanda è: vorrei un Triangle Strategy 2? Non è propriamente un titolo che si presti ad un seguito, ma volendo del potenziale su cui costruire una serie c'è (oltre che un ottimo riscontro commerciale, con oltre un milione di copie vendute), ora starà a Square ed Artdink decidere cosa farne di questa IP, di sicuro ora il mio interesse lo hanno. ahsisi

PRO:
+Ottima scrittura per narrativa e background.
+Originale sistema a votazione per le interessanti scelte del gioco...
+Notevole varietà di map e mission design, perfino nelle secondarie!
+Ogni singola unità è unica e diversa dalle altre...
+Gameplay semplice ma comunque strategico e divertente.
+Il motore HD2D detiene sempre un gran fascino...
+Difficile ma mai frustrante.

CONTRO:
-...Che però finiscono per ricongiungersi sempre sugli stessi binari.
-A volte la I.A. è davvero poco sveglia e facile da cheesare.
-...Ma, anche per questo, ben poco personalizzabile.
-Doppiaggio inglese piuttosto mediocre.
-...Ma è stato fatto veramente poco per cercare di valorizzarlo e migliorarlo rispetto alle produzioni precedenti.

Lagomorph

Mi ci è voluto un po' ma finalmente ho capito cosa me lo renda così fastidioso alla vista, ed è ironico perché è a conti fatti l'unico aspetto tecnico su cui hanno messo un po' d'impegno: i modelli dei Pokémon. Sono fatti inaspettatamente bene e sono davvero dettagliati ma...solo loro. Essendo il resto ancora una massa informe di texture slavate, quando li accosti si crea uno stacco incredibile che manda a fanculo l'omogeneità visiva, dandoti sempre l'impressione che siano photoshoppati sull'immagine. A conti fatti Arceus non soffriva di questo problema avendo mostri e ambientazioni realizzati con la medesima "cura". 🤔

Non ci sono interventi da mostrare 😔