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Ti piace scrivere? Vorresti partecipare ad un racconto a più mani? Hai mai sognato di prendere parte ad uno pseudo GDR cartaceo? Questa è la stanza che fa per te.

Akar

Prospettive.
Pt. 1 di 3.

Pareti poiché di pareti é fatta la vita. Il caldo abbraccio del quotidiano sempre uguale. L'eterna illusione. L'aspirazione mai realizzata che affonda dentro me. Giorno dopo giorno cammino lungo la linea guida. L'aspettativa sempre uguale, sempre irraggiungibile. Non vi é nulla. Il morale é lontano, distante. Solo l'aspettativa resta, imperativo sommo.
Parenti, visite, amici, scuola. Solita roba.
E l'imperativo irrealizzabile, l'aspettativa impossibile. Come se l'universo se ne fregasse.
Il bozzolo si stringe solo di più attorno a me. Da semplici pareti divengono catene, come camice di forza. Legacci di seta che mi intrappolano.
Improvvisamente, rosso sullo sfondo del bianco più puro, il dolore. La frattura.
Da qui, nulla sarà più identico a prima.

Se il dolore é sprone, allora io mi trovo davanti uno sprone enorme.
Il bozzolo si fende, si apre. Per mia forza, per mia disperazione, per mia necessità, impostami dall'universo. E al fendersi delle mie catene, improvvisamente, il bozzolo scompare.
Vento promana dall'esterno. Aria che soffia dentro i resti della mia prigione. Porta odori, sentori nuovi, sensazioni completamente diverse.
Il bozzolo si sfalda definitivamente, diviene improvvisamente un ricordo, come l'aspirazione.
Amici, parenti, case, luoghi, ricordi... Un sifone universale che riduce tutto al presente, un pianto sulle ali del vento. Assoluta rivelazione portata dal soffiare di un uragano.
L'essenziale rimane, immoto. Centro immobile del ciclone che spazza l'esistente.
L'essenziale é il centro. Il centro é un punto immobile. Ma non per questo insensibile.
Ascolto. Sento. Il vento mi raggiunge, sono inginocchiato come una farfalla emersa dal suo bozzolo. Rimango immobile. La carezza del vento diviene un'artiglio.

Il caldo scompare.
Ora fa freddo.

Continua...