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Quadrupla A, il videogioco che vorrei giocare

Il videogioco che vorrei giocare, esiste davvero qualcosa oltre il tripla A?



Ci vuole ambizione per creare un videogioco, questo è sicuro. Ambizione e di certo anche competenze di un certo livello. Eppure sembriamo sempre ignorare quanto difficile possa essere in alcuni casi, e ci arrabbiamo perché non ci sta bene cosa abbiamo davanti. Troppi bug, troppo corto, troppo lungo, troppo poco impegnativo. Insomma, “non è il videogioco che vorrei giocare“. Lo vediamo spesso come il fallimento dei programmatori, perché proprio non vogliamo crederci a cosa abbiamo davanti. Pensano sempre solo ai soldi, mai a chi sta oltre lo schermo. E se invece lo facessero ogni volta, ma avessimo tutti gusti molto diversi? Se la realtà fosse che il vostro “videogioco che vorrei giocare” cambia ogni due giorni?



Quell'idea è prima di tutto un'ambizione, tanto grossa quanto il voler superare il tripla A fino ad arrivare a un videogioco quadrupla A. Credeteci, perché sembra proprio la prossima tappa. Lo possiamo immaginare in mille modi diversi: una grafica tanto realistica da farci sentire lì dentro, una fluidità da confondersi con la vita reale. Sì, pensate a un PUBG tanto realistico da spaventarvi a morte quando morite. Poi vi guardate intorno, e siete sempre stati in salotto. Un po' come il salto da due a tre dimensioni e poi quattro, il videogioco quadrupla A vuole proprio confondervi la mente e convincervi fino in fondo che ci siate dentro.



Da PUBG a un'ambizione: 'il videogioco che vorrei giocare'.

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12 aprile 2020 alle 14:10

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Ma perché il punto non è fare criticone su grafica, bug, longevità ecc. L'importante è giocarsi il titolo e goderselo, senza partire per forza da presupposti rigidi tipo "deve durare tot ore, non deve avere bug, deve avere tale grafica", ancora prima di averlo approfondito, bisognerebbe affrontare ogni gioco a mente aperta, indipendentemente che sia considerato un tripla A o meno, esaltato da tutti o scagato, eliminare presupposti standard a volte al limite del patologico insiti nella mente e giocarselo tranquillamente, poi alla fine decideremo indipendentemente da tutto se ci è piaciuto o meno, infondo manco siamo pagati per essere così rigidi e comunque non è per forza la quantità di A a definire la qualità di un titolo.

 

Si sono d'accordo con te... finché i giochi li pagavi 20 /30 €...ma se ne spendi 60 e in un paio d'ore lo hai finito...bello finché vuoi ma i coglioni ti girano