Ready or Not – Recensione
Dopo una lunga permanenza in accesso anticipato e la pubblicazione definitiva su PC nel 2023, Ready or Not di Void Interactive approda finalmente anche su PlayStation 5. Il titolo si propone come un tactical shooter realistico, che punta a riprodurre in maniera verosimile le operazioni di una squadra SWAT. Nel panorama odierno, in cui gli sparatutto sono dominati da ritmi frenetici, colori accesi e spettacolarità, l'arrivo di un gioco tanto crudo e metodico rappresenta una boccata d'aria fresca. Eppure, nonostante l'idea e le meccaniche di base risultino affascinanti, l'esperienza su console mostra luci e ombre. Per ogni momento di tensione ben costruito, emergono difetti tecnici e rigidità strutturali che limitano l'impatto complessivo.
Los Sueños: città tra crimine e caos
A differenza di molti shooter moderni, Ready or Not non racconta una campagna lineare con protagonisti e colpi di scena. L'impostazione è più frammentata e si concentra su missioni indipendenti, ciascuna ambientata in scenari urbani degradati della fittizia Los Sueños.
Si va dai magazzini usati come basi per lo spaccio, ai locali notturni pieni di graffiti, fino alle ville lussuose dove vengono tenuti ostaggi. Ogni incarico è una piccola storia a sé, e nell'insieme restituisce l'immagine di una città sull'orlo del collasso, dominata da criminalità e violenza. Non c'è una narrazione cinematografica, ma il contesto ambientale svolge il ruolo di “racconto indiretto”.
Su console, rispetto alla versione PC, alcune rappresentazioni particolarmente crude (nudità, torture esplicite, smembramenti) sono state attenuate o rimosse. Una scelta comprensibile per la pubblicazione su larga scala, ma che fa perdere parte della forza d'impatto originale.

Tensioni, ordini e arresti
Il cuore del gioco è rappresentato dalla gestione tattica delle operazioni. In solitaria si guida la squadra SWAT impartendo ordini ai compagni controllati dall'IA, mentre online è possibile affrontare fino a venti missioni in cooperativa con altri giocatori. Le missioni richiedono di neutralizzare sospetti, salvare ostaggi, disinnescare bombe o ripulire edifici occupati. Il sistema premia la cattura viva dei criminali, un obiettivo che si scontra con la loro aggressività: quasi sempre sparano a vista. Granate stordenti, utilizzo degli scudi e urla intimidatorie diventano strumenti indispensabili per ridurre i rischi. Anche i civili devono essere messi in sicurezza, altrimenti possono trasformarsi improvvisamente in minacce armate.
Tutta l'attrezzatura è disponibile sin dall'inizio, una scelta che evita la frustrazione dei lunghi sblocchi e che lascia al giocatore libertà di pianificazione. Tuttavia, proprio sul piano pratico, emergono alcune criticità evidenti. Il sistema di controllo, sebbene ricco di opzioni, risulta spesso legnoso e poco reattivo. Il movimento del personaggio è lento, macchinoso, e la sensazione generale è di rigidità. L'inclinarsi lateralmente o il piegarsi dietro coperture funziona in modo impreciso, soprattutto negli spazi stretti, dove invece servirebbe maggiore fluidità.
Un'altra criticità riguarda le sovrapposizioni nei comandi: ad esempio, la stessa combinazione serve per chiudere una porta o per urlare ai sospetti, con il risultato che si finisce per compiere l'azione sbagliata nei momenti più delicati. Un problema che si ripresenta spesso e che rompe l'immersione. Uno degli aspetti più frustranti riguarda poi le interazioni con i criminali da arrestare. Capita di doverli immobilizzare dopo averli intimiditi, ma il gioco non sempre registra correttamente l'input: i sospetti rimangono immobili senza reagire, o al contrario reagiscono in ritardo sparando all'improvviso. Anche i civili non sono sempre convincenti: a volte attraversano oggetti o pareti, altre rimangono fermi a metà animazione, rendendo l'azione poco credibile.

Quando in co-op tutto diventa migliore (o quasi)
In cooperativa molti di questi problemi si attenuano, perché la comunicazione tra giocatori sostituisce l'incertezza dell'IA. Pianificare insieme un'irruzione, osservare i compagni tramite la telecamera del casco e sincronizzare i movimenti è l'aspetto più riuscito del gioco. Tuttavia, anche online non mancano disguidi: connessioni che impiegano troppo a stabilizzarsi, oggetti che spariscono per alcuni giocatori, nemici che “resuscitano” dopo essere stati abbattuti.
Parlando del comparto tecnico, graficamente Ready or Not non punta al realismo assoluto, ma riesce a creare un'atmosfera credibile. Le ambientazioni sono varie e dettagliate, dalla pioggia battente del porto ai corridoi illuminati al neon dei locali notturni, fino alle stanze claustrofobiche di scuole e abitazioni. Su PlayStation 5, la modalità Performance assicura un buon compromesso, soprattutto con VRR attivo, mentre la modalità Fidelity è poco convincente a causa del frame rate instabile. Nel complesso il titolo appare funzionale ma non rifinito: texture a volte piatte, illuminazione non sempre uniforme e compenetrazioni frequenti.
L'audio, invece, svolge un ruolo importante: il rumore dei passi, le urla, il metallo delle armi contribuiscono a mantenere alta la tensione. La colonna sonora è quasi assente, scelta coerente con l'approccio realistico. Tra i difetti più evidenti ci sono alcuni bug tecnici. Può capitare, ad esempio, che i proiettili rimangano sospesi nello scenario, come se fossero oggetti fissi, o che i cadaveri dei nemici si blocchino in posizioni irreali. Altre volte gli ordini impartiti alla squadra IA non vengono eseguiti, lasciando il giocatore esposto senza supporto. Sono imperfezioni che, in un titolo basato sulla precisione e sul coordinamento, pesano più che in altri generi.

Il Platino di Ready or Not
Il percorso verso il Platino non è breve. Il sistema di valutazione richiede di massimizzare la precisione e la gestione dei sospetti, portando a termine le missioni con il minor numero possibile di uccisioni. Ciò implica ripetere spesso gli incarichi, studiare i pattern dei nemici e sfruttare al meglio ogni strumento a disposizione. La cooperativa facilita il compito, ma resta comunque un obiettivo per giocatori determinati, disposti a investire molte ore. L'aspetto più impegnativo non è tanto la quantità di missioni, quanto la necessità di eseguirle in modo quasi impeccabile.
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