The Knightling – Recensione
Nel lontano 2013, a Breda, Olanda, due amici d'infanzia uniti dalla passione per gli open world hanno deciso di formare un team di sviluppo. Così nasce Twirlbound, che si è fatto conoscere con Pine e, più recentemente, si è espanso con professionisti che vantano nel curriculum collaborazioni in titoli AAA open world. Sul finire di quest'estate, in collaborazione con Saber Interactive, è stato pubblicato The Knightling, vero e proprio progetto dalle grandi ambizioni del team olandese. Ecco la nostra recensione!
Il Cavaliere di Clesseia
L'avventura si apre affiancando Sir Lionstone, un grande eroe armato di spada e scudo magici, in una ricerca fuori dalle mura di Clesseia, la capitale del regno. Durante l'escursione, verremo introdotti alle meccaniche di base del gioco. L'esplorazione di alcune rovine di una misteriosa civiltà di nome Earthborn, particolarmente disprezzata dal nostro mentore, verrà bruscamente interrotta. Verremo attaccati da una gigantesca creatura appartenente alla suddetta razza. Sir Lionstone ci salverà da morte certa lanciandoci il suo scudo e inseguirà il gigante fuori dall'edificio. Poco dopo, cercheremo di soccorrere il nobile guerriero ma riusciremo solamente a rintracciare il suo guanto a bordo di un inquietante dirupo.
Al nostro ritorno nella Capitale, la scomparsa di Sir Lionstone verrà accolta con disperazione dal popolo e, come suo Knightling (in poche parole suo scudiero), ci verrà affidato il compito di rintracciare Sir Lionstone e riportarlo a casa, cercando al contempo di mantenere la pace di un regno sull'orlo del caos. E così, armati del suo scudo e tanta forza di volontà, ci incammineremo verso una coraggiosa avventura durante la quale incontreremo tanti personaggi disposti ad aiutarci e svelarci storie intriganti su Sir Lionstone, il suo scudo e la civiltà degli Earthborn.
Aspetta, che dovevo fare?
Le premesse sono decisamente semplici e delineano una trama portante piuttosto basilare, priva di particolare mordente. Sia le missioni secondarie che la storia principale si sviluppano in parallelo ma senza dare mai la doverosa “scossa”. Il nostro viaggio viene trainato prevalentemente dai segnalini sulla mappa, piuttosto che da dialoghi approfonditi o dalla curiosità che dovrebbe suscitare la scomparsa del nostro mentore e la scoperta di una cultura ignota. Se è vero che la trama negli open world tende nella quasi totalità dei casi a disperdersi e divenire di inevitabile contorno, è altrettanto vero che, in The Knightline, l'impegno riservatogli è stato eccessivamente marginale. Pure le sezioni finali riescono a non convincere del tutto, dando l'impressione addirittura di esser state affrettate nonostante l'ultima area di gioco sia inutilmente grande e lenta da esplorare.
Sebbene siano presenti dei personaggi secondari dal buon potenziale, nessuno di questi viene sfruttato adeguatamente. Rimangono perlopiù delle icone di contorno atte unicamente all'affidamento di alcune quest principalmente di raccolta. Anche il livello della narrazione stenta a decollare mancando di pathos ed espressività. Solamente lo scudo magico è stato doppiato, ma essendo un oggetto è totalmente privo di emozioni. Gli altri personaggi si esprimono con versi privi di significato, lasciando quindi al solo testo il compito di trasmettere l'apatico messaggio. In sostanza, una trama semplice di contorno a un'avventura che fa leva sul gameplay per intrattenere il proprio pubblico.

Segnalini ne abbiamo?
In The Knightling l'esplorazione è la vera protagonista. Trascorreremo la maggior parte del nostro tempo a perlustrare vallate e rovine alla ricerca di forzieri, artefatti, potenziamenti e personaggi utili per la progressione della storia principale. E' possibile visitare dei punti panoramici che ci permettono di rivelare la porzione circostante di mappa e acquistare dal cartografo dei segnalini utili per rintracciare gli oggetti di cui necessitiamo. Potremo utilizzare lo scudo in vari modi: come slittino per scivolare sulle vallate, parapendio per planare nei cieli di Clesseia, tavoletta per nuotare e persino boomerang per sbloccare percorsi irraggiungibili.
La versatilità della nostra arma rende l'esplorazione coinvolgente, dinamica e mai troppo lenta. Sebbene il viaggio rapido sia presente, è comunque molto limitato e ne usufruiremo raramente. Ci saranno nemici da sconfiggere in lungo e in largo ed enigmi da risolvere, oltre a (poche) quest secondarie da completare. Lo scopo di tutte queste attività consiste nell'acquisire risorse utili per il potenziamento delle nostre abilità e dello scudo oppure per il ritrovamento di alcuni strumenti che ci permettono di scoprire la lore del gioco, a tratti intrigante.
L'esplorazione è indubbiamente la componente più massiccia dell'offerta di The Knightling, con tantissimi punti di interesse nella mappa da smarcare e un completamento di quest'ultima che risulta essere il traguardo più appagante da raggiungere. Nonostante la presenza dei segnalini sulla mappa, non sempre sarà semplice comprendere la posizione di alcuni elementi e, alcune volte, saremo costretti a risolvere degli enigmi ambientali di difficoltà e comprensione variabili. Sebbene le ricompense non siano particolarmente premianti, la ricerca spasmodica del completamento delle cose da fare rimane la componente più avvincente dell'opera di Twirlbound.
La difesa è il miglior attacco
Focalizzandoci sul gameplay vero e proprio, The Knightling alterna delle lunghe e massicce sessioni esplorative a brevi sessioni di combattimento e dialogo. Per quanto riguarda il combattimento, si tratta di un action in 3D molto spartano. Il nostro arsenale si limita al comando di attacco, di parata, di schivata e di salto. Si sente fortemente la mancanza di un sistema di aggancio del bersaglio (un lock-on in stile Kingdom Hearts, per intenderci) che rende la gestione della visuale spesso ostile e “ballerina”. A volte, si rischia di colpire barili esplosivi per errore o di non capire i pattern di attacco dei nemici, rendendo la sopravvivenza difficile quando si viene circondati.
E' possibile apprendere nuove abilità nel corso della nostra avventura, ma nessuna di queste avrà un impatto tangibile sull'esperienza fornita dal gameplay. L'unica meccanica realmente condizionante e spiccatamente sbilanciata è il parry che, se eseguito con i tempi giusti (cosa non complessa con un minimo di pratica) infligge moltissimi danni ad area e stordisce i nemici. Beh, non possiamo negare una sua coerenza concettuale: essendo armati di scudo, è sensato che sia proprio la difesa il miglior attacco.
Nota di demerito va alla scarsa varietà di nemici e boss fight. Le minacce che affronteremo sono poche e simili fra loro, mentre le boss fight non spiccano assolutamente né per epicità né per originalità. Nella maggior parte dei casi non sono altro che dei “mob standard” potenziati.

Posso cambiare codino!
Analizzando il comparto artistico, The Knightling mostra tutti i limiti del l'Engine Unity. Nonostante un mondo molto ampio e un design che differenzia le varie regioni in maniera chiara riuscendo a collegarle fra loro senza generare stacchi paesaggistici forzati, la varietà tende a essere ridotta. Eccezion fatta per la città principale del Regno, un capolavoro architettonico nella sua progettazione, gli spazi aperti offrono quella spiacevole sensazione di déjà vu che spezza il coinvolgimento. Decisamente migliori gli spazi chiusi (templi, rovine) dove vengono ben inserite fasi di platforming e puzzle ambientali.
Splendido il design dei personaggi e dei nemici, decisamente creativo, originale e del tutto caratterizzante. Alternanza giorno-notte ben implementata, una discreta illuminazione dinamica e delle apprezzabili animazioni durante i combattimenti.
Dobbiamo però segnalare alcuni bug nelle collisioni, non sempre ottimizzate, e qualche importante calo di frame rate quando si corre “troppo veloce”. Ottima linea dell'orizzonte che non genera pop-up di elementi paesaggistici, la cui interazione è ridotta ai minimi termini. La mappa piena di segnalini tende a essere confusionaria, l'impossibilità di nascondere i segnalini che non ci interessano ed evidenziare solo quelli che ricerchiamo è incomprensibile, così come quella di “fissare” un obiettivo sulla mappa così da visualizzarlo sulla bussola in alto.
Interfaccia chiara, pulita e ben comprensibile, ma i testi sono troppo piccoli, chiari e con un font poco leggibile che ci ha costretti ad avvicinarci al televisore ogniqualvolta ci era richiesto di leggere qualcosa, compresi i dialoghi. Non è presente la localizzazione italiana, ma i testi in inglese sono molto semplici anche per chi non mastica quotidianamente la lingua britannica.
Per quanto concerne il comparto sonoro, ci sentiamo di promuoverlo con una sufficienza convinta. Musiche che definiscono la fase di esplorazione o di combattimento piacevoli ma non indimenticabili. Buona cura negli effetti sonori, come l'acqua, il vento o lo scoccare delle frecce. Abbiamo oarticolarmente apprezzato questa componente.

Passione, potenziale e ambizione
In sostanza, The Knightling attesta tutte le buone intenzioni del team di sviluppo olandese, nonché le loro conoscenze del genere e un innegabile potenziale artistico. Non tutto questo potenziale è stato espresso pienamente, sia per limiti evidenti dell'engine che per qualche scivolone concettuale che contraddistingue la maggior parte dei titoli open world del mercato moderno. Per essere un titolo dal prezzo di lancio di appena 30 euro, si tratta di un'offerta assolutamente godibile per gli appassionati del genere che potranno intrattenersi per circa 25. Per fare ciò, è doveroso mantenere basse le aspettative, The Knightling non è né rivoluzionario e men che mai iconico.
Il gioco tratta tematiche rilevanti in un contesto narrativo intrigante sebbene non pienamente valorizzato e offre un'esperienza di gameplay incentrata sull'esplorazione fornendo al videogiocatore una libertà quasi assoluta fin dalle prime fasi. Ve lo consigliamo, anche a prezzo pieno, pur evidenziandone le lacune. Se amate gli open world, The Knightling è una valida scelta.
Trofeisticamente parlando: il Magnusteno brilla!
La lista trofei di The Knightling conta ben 36 coppe totali, di cui 20 di bronzo, 11 d'argento, 4 d'oro e l'immancabile Platino. Mettere le mani sulla scintillante coppa blu è impresa semplice ma non immediata. Dovrete infatti raccogliere tutti i collezionabili principali del mondo di gioco, completare ogni missione secondaria, sfida a tempo e acquistare tutti i potenziamenti e le skin, che richiedono un importante farming di nemici e forzieri durante l'intera avventura. Sono presenti anche alcuni semplici trofei di miscellanea. Il viaggio del cavaliere è leggero e godibile, raccogliere tutti i trofei sarà come fare una piacevole passeggiata al parco.
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