Becastled – Recensione
I ragazzi di Mana Potion Studios ci propongono Becastled, un gioco di strategia survival che fa del fulcro dell'esperienza di gioco un mix tra gestione delle risorse e difesa del proprio castello in un'ambientazione fantasy medievale. Il titolo, graficamente semplice ma con meccaniche anche intricate, riesce a combinare semplicità e profondità, creando un'esperienza rilassante ma al tempo stesso coinvolgente per chi ama pianificare ogni mossa e affrontare sfide crescenti.
Verremo messi alla guida di un piccolo regno, che dopo la costruzione del castello andrà difenderlo da ondate di nemici. L'obiettivo sarà quello di espanderne la dimensione giorno dopo giorno. Ogni decisione conta: dove costruire le case, quali risorse raccogliere, quante truppe inviare a difendere le mura. Il gioco è immediato da capire, ma difficile da padroneggiare.
Una trama minima che lascia spazio alla strategia
Becastled, come molti esponenti del genere sia strategici che survival, non punta sulla narrazione: non esiste una storia vera e propria, il focus è sulla sopravvivenza e la crescita del regno. Non ci sono dialoghi o cutscene, ma ogni notte che passa porta nuove sfide: ondate di nemici che testano le nostre difese e la nostra capacità di organizzare il villaggio. Il gioco comunica molto attraverso l'esperienza stessa: ciò che succede e come reagisci definisce la tua storia.
Pianificazione e la sopravvivenza
Il gameplay di conseguenza diventa l'anima pulsante di Becastled. All'inizio si partirà con poche risorse e una manciata di abitanti. Come di consueto la prima cosa da fare sarà accaparrarsi risorse: dovremo quindi raccogliere legno e pietra, così da costruire edifici essenziali e assegnare i compiti agli abitanti. Ci sono soldati e arcieri già presenti per aiutare a difendere il castello, ma il loro numero è limitato: prima che arrivi la notte dovremo pianificare attentamente chi inviare a difendere le mura e chi lasciare libero per lavorare alle risorse.
L'espansione del regno è strettamente legata alla gestione intelligente delle risorse: avremo la possibilità di espanderci catturando nuovi territori, in un numero limitato ogni giorno. Questo ci costringerà a pianificare ogni nostra mossa e decidere se consolidare ciò che si ha già o rischiare e espandersi a fronte di una difesa meno solida. Il gioco, come detto precedentemente, premia la pianificazione e se sprecheremo risorse o espanderemo troppo in fretta, sarà difficile aggiornare tutte le difese in tempo per la prossima ondata nemica o peggio ancora l'inverno.

Un regno felice è un regno prospero
Per lo sviluppo delle nostre tecnologie sarà presente un apposito albero, che ci permetterà di espandere la nostra conoscenza sbloccando mura, torri e nuove unità militari. Potremo inoltre migliorare edifici e creare risorse avanzate come il carbone, necessario per affrontare l'inverno. Il gioco insegna presto che la sopravvivenza non dipende solo dalla quantità di truppe, ma anche dalla capacità di garantire risorse e felicità agli abitanti.
La felicità è un elemento sorprendentemente profondo: costruire case vicino a taverne e decorazioni aumenterà il morale dei cittadini, mentre costruirle vicino ad edifici rumorosi come miniere o mulini ridurrà la felicità. Abitanti felici lavorano meglio, altrimenti potrebbero non uscire dalle loro case, rallentando o addirittura fermando la produzione. Questa dinamica costringe a bilanciare difese, espansione e comfort degli abitanti, rendendo ogni decisione significativa.
Le ondate nemiche sono il vero cuore della sfida. Il nemico appare solo di notte: gli abitanti corrono nelle case e le ondate diventano sempre più impegnative. Di giorno, invece, avremo la possibilità di attaccare torri nemiche sparse sulla mappa, riducendo la pressione notturna. Tuttavia, il tempismo è cruciale: attaccare troppo tardi può significare subire perdite importanti, e se non pianificheremo bene ogni attacco ci ritroveremo con il castello raso al suolo.
Il ritmo del gioco è modulabile: si potrà giocare a velocità normale, rallentata o in pausa, adattandolo a sessioni brevi o lunghe maratone. Le mappe generate casualmente o personalizzate includono elementi extra come cavalli, lupi, bestiame e tane nemiche, che aggiungono varietà e opportunità tattiche.

Un mondo semplice ma funzionale
La grafica semplice e cartoon funziona perfettamente con il tono leggero e strategico del gioco. Gli effetti sonori ridotti al minimo rappresentano una scelta intelligente, evitando fastidi durante le lunghe sessioni. Un plauso va fatto al team di sviluppo che, nonostante in fase di lancio si potesse lamentare l'assenza di tutorial, con una patch post lancio ha provveduto a questa importante aggiunta.
Allo stesso modo, nel corso delle settimane il titolo sta andando incontro a una costante evoluzione, per offrire ai giocatori un'esperienza sempre più completa. Le meccaniche si imparano rapidamente, anche grazie alla progressione naturale delle prime giornate, e una spiegazione iniziale ci permetterà di non perdere le prime partite in attesa di capire bene il funzionamento del gioco. Fa comunque piacere che i ragazzi di Mana Potion Studios siano sempre al lavoro per migliorare la loro opera e continuare ad arricchirla.
Un Platino per veri strateghi
Becastled include 39 trofei, distribuiti tra nemici da eliminare, boss da sconfiggere, truppe da reclutare e condizioni di completamento del gioco come il numero di giorni sopravvissuti o il livello di difficoltà. Per ottenere il Platino sarà necessario padroneggiare tutte le dinamiche del gioco: gestione delle risorse, difesa del castello, espansione del territorio e pianificazione strategica. Questo rende il Platino una vera sfida, destinata a chi vuole completare il gioco in ogni sua parte.
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