Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed – Recensione
Hot Wheels Let's Race è la serie Netflix dedicata ai più piccoli basata sull'omonimo marchio Mattel, ormai storico e di cui anche lo sviluppatore italiano Milestone ha realizzato ben due capitoli (qui le recensioni del primo e del secondo titolo). Bamtang Games, sviluppatore dei tre titoli i Nickelodeon Kart (che abbiamo recensito in passato) ha dalla sua una certa esperienza nel genere racing e lo si vede immediatamente una volta avviato il titolo. Ma non perdiamo altro tempo, andiamo in città e scendiamo in pista con la recensione di Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed.
Hot Wheels City, dove si vive correndo
Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed è ambientato a Hot Wheels City, una città immaginaria in cui le corse sono il succo della vita sociale. I sei personaggi principali e selezionabili (Coop, Spark, Mac, Brights, Axle Spoiler, Sidecar) sono bambini che si sfidano continuamente sulle piste della città. Ma non sono soli, infatti è presente un villain, il Professor Rearview, che proverà a mettere costantemente i bastoni tra le ruote ai ragazzi, cercando di distruggere la città e il divertimento.
Le modalità di gioco sono quelle che ci si aspetterebbe da qualunque gioco del genere, ossia la gara singola, la prova a tempo, il campionato, la carriera (denominata Racing Camp) e il track builder, fondamentale nel mondo di Hot Wheels. Ma il punto più importante dell'intero gioco sono ovviamente le automobili, cioè quelle che hanno realmente reso famoso il marchio Hot Wheels nel mondo del passato e del presente. Saranno presenti le più famose e blasonate come la GT-Scorcher oppure la Duck N' Roll, ma anche la Roger Dodger e molte, molte altre.

Racing Camp, cuore pulsante del titolo
La carriera – qui denominata Racing Camp – è il punto nevralgico del titolo, modalità in cui passeremo più tempo a divertirci senza ombra di dubbio. La carriera è strutturata in campionati da 12 gare per ogni contendente, selezionabili per difficoltà (facile, normale, difficile, estrema) e ogni quattro gare sono presenti delle boss fight in cui il Professor Rearview cerca di ostacolare i nostri progressi. I boss sono davvero interessanti seppur le loro meccaniche siano per ovvi motivi ridotte a essere adatte ai bambini. Nonostante questo ce ne sono per tutti i gusti, come ad esempio dei ragni, dei dinosauri, una piovra o molto altro, tutti da scoprire mano a mano che si procede con l'avventura.
Le meccaniche di combattimento sono all'acqua di rose, e chiaramente diventa difficile conciliare un gioco di corse con degli scontri corpo a corpo, nonostante questo, tutto funziona. Le boss fight si compongono di due momenti: uno di difesa in cui il boss attacca lanciando, sulle tra corsie della pista, i suoi attacchi che dovremo evitare. Il secondo è dedicato alla raccolta di oggetti che il boss stesso lascerà in pista e al nostro attacco. Il tutto è da considerarsi da giocare contro anche gli altri avversari, quindi essere davanti e raccogliere quante più armi è fondamentale per poter vincere la battaglia e piazzarsi tra i primi.

Le piste di Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed
Oltre alle auto, l'altro aspetto eccezionale del marchio Hot Wheels sono le piste. In questo titolo, come nei precedenti, c'è il track builder, dove dare sfogo alla nostra fantasia con evoluzioni, giri della morte, salti incrociati, acrobazie esagerate quant'altro. Le piste standard del gioco sono ottime già di per sé, ricche di power up come blocchi per gli avversari od olio da spargere in pista, oltre ai classici turbo e alle derapate che sono il fondamento del modello di guida.
Prima di ogni gara avremo la possibilità di scegliere un pezzo a nostra discrezione da inserire nella pista su cui andremo a correre e così faranno anche gli avversari, permettendo quindi ai circuiti di essere diversi e sempre emozionanti, con la costante adrenalina per la paura di sbagliare questa curva o quel passaggio.

Il Platino di Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed
La lista trofei di Hot Wheels Let's Race: Ultimate Speed è composta da 28 coppe, divise in 10 di bronzo, 11 d'argento, 6 d'oro oltre a uno scintillante Platino. La conquista di quest'ultimo è decisamente facile, considerando il fatto che già al D1 due persone hanno conquistato il trofeo più ambito in una quindicina di ore. Per riuscirci sarà necessario sbloccare quattordici auto nel garage, completare alcune gare senza essere colpiti da nulla e molti altre azioni di gioco, ma tutte decisamente facili e senza fastidi particolari. Una passeggiata di salute per un cacciatore senza macchia e senza peccato.
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