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Selabi

PS4 problema video

Il video ha uno strano effetto glitch quando mi sposto da una app all'altra o mentre muovo un pg in gioco.
Non riesco a capire cosa sia successo, visto che la settimana scorsa non c'era questo problema e oggi l'ho riaccesa per la prima volta.
Già fatto un aggiornamento di sistema e controllato i setting di uscita video.
Consigli?

SimoRovo il minchione
SimoRovo il minchione

ha pubblicato un video riguardante Resident Evil 2 in Serata Ost

OST DELLA SETTIMANA: ULTIMO GIOCO CHE HAI FINITO
Non giocavo a un horror così bello da RE7, splendido

RESIDENT EVIL 2 Remake - Save Room Theme (1 HOUR EXTENDED)

Resident Evil 2 Remake Save Room Theme (1 HOUR EXTENDED) Save Room B/Model Viewer Extended Theme: https://www.youtube.com/watch?v=39Ty5cYZigU&t=41s Instagram: https://www.instagram..

SimoRovo il minchione
SimoRovo il minchione
Cover Klonoa: Door to Phantomile per PSX

Viaggio nel regno dei sogni

Klonoa: Door to Phantomile è una sorta di piccolo capolavoro dimenticato. Capolavoro sì, perché ad oggi non solo è uno dei platform più curati che mi sia capitato di avere tra le mani, ma vanta una personalità e una maturità così inaspettate che mi rendono difficile capire perché la serie non macini ancora oggi capitoli su capitoli. Andando a informarsi è lampante il motivo di tale insuccesso, riassumibile in una parola: sfiga. La dea bendata non perdona, perché il gioco side-scroller targato NAMCO nasceva in un periodo, quello della sesta e settima generazione di console, in cui il genere platform era sovraffollato di mascotte carine e coccolose (tranne Conker che pisciava sui nazisti e Abe che si divertiva già nel lontano ’98 a maciullare slig nei tritacarne), cosa che portò la serie del gatto orecchiuto a riscuotere un successo commerciale decisamente tiepido nonostante svariati spin-off e un sequel, Lunatea’s Veil, che sebbene si fosse fregiato di un successo di critica stratosferico vendette nello stesso Giappone una miseria. Triste destino per quella che a parer mio è la migliore mascotte mai partorita a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000, andando così a scalzare i già citati Conker e Abe che occupano la corsia preferenziale della mia fantasia fin dall’infanzia: Klonoa è pucciosissimo, con le sue orecchie lunghe, versi dolcissimi, berretto con stilizzazione di Pacman (!) e pantaloni à la topolino, risulta fin dal primo minuto simpatico e adorabile e non si potrà fare altro che adorarlo ancor di più andando avanti con le sue peripezie.
Una volta inserito il disco (o meglio caricata la ROM, nel mio caso), a colpire è in primis la bellezza estetica del tutto. L’uso degli sprite 2D dei personaggi sull’ambiente di gioco 3D, probabilmente dettato dell’affinità ancora piuttosto scarsa che gli sviluppatori all’epoca avevano con le tre dimensioni, ha fatto invecchiare il titolo divinamente: le animazioni e i particellari sono eccellenti, gli sfondi dettagliatissimi e i colori vibranti, e tutta questa perfezione tecnica è supportata da ambientazioni variegate (ghiacciai, regni subacquei o colline spazzate dal vento) e continue soluzioni visive che mostrano i muscoli di uno dei titoli che meno sente il peso degli anni dell’epoca PSX. D’altronde, divine sono anche le magnifiche musiche, alcune che accompagnano perfettamente gli stage donando ulteriore identità a qualcosa che, diciamocelo, sarebbe stato ugualmente ottimo, altre che creano atmosfera per contrasto con risultati ugualmente eccellenti.
Aldilà della magnificenza visiva di un’opera che, ricordiamolo, ha 23 anni sul groppone, Klonoa colpisce con un gameplay tanto semplice e, appunto, classico quanto efficace. A delle meccaniche da side-scroller normalissime dona brio l’Anello del Vento dove risiede Huepow, simpatico spiritello amico di Klonoa, anello che permette al nostro (o almeno mio) felino preferito di catturare ogni nemico dello scenario, a patto di essere particolarmente vicini ad esso, e di utilizzarlo a nostro piacimento, lanciandolo per interagire con elementi dello scenario (mi son reso conto che il 2.5D non era lì per bellezza quando ho rotto per sbaglio oggetti sullo sfondo, reagendo alla cosa con un urlo poco mascolino) o sfruttandolo per un salto aggiuntivo: quest’ultima meccanica nello specifico per quanto sulle prime possa sembrare basilare è la vera anima del gameplay, e viene sfruttata magnificamente dal level design che obbliga di continuo il giocatore a prodigarsi in combinazioni di tasti impossibili (soprattutto verso la fine della campagna, dove si raggiungono vette di genuino sadismo) per bilanciare prese, doppi e tripli salti e interazione con lo scenario. Non son da meno poi le stranamente numerose boss-fight, creature ispirate sia sul piano visivo che per le rispettive gimmick: che sia uno sgherro di poco conto, oppure il fastidioso Joka (che incontreremo a più riprese) o il malvagio Ghadius, nessuno di essi risulta frustrante o noioso da affrontare (salvo il boss finale, il meno interessante) e sapranno tutti offrire uno scontro di tutto rispetto.
Nonostante le lodi sperticate, è da fare un piccolo appunto sulla longevità decisamente scarsa del titolo, che è per me un difetto di poco conto vista la fine cesellatura generale ma comunque corretto da segnalare: completando il titolo al 100%, inclusi collezionabili e bonus vari, ho impiegato approssimativamente 6 ore, durata che sicuramente può crescere se sarete disposti a sbattere la testa su ogni livello tra run no-damage e speedrun ma che non viene in alcun modo accresciuta da contenuto in-game effettivo. Tuttavia, come già detto, un difetto nettamente trascurabile soprattutto quando a fare la differenza rispetto a molti altri giochi del suo periodo e oltre è l’impatto emotivo stranamente pesante che Door to Phantomile ha sul giocatore. Le gioiose premesse dell’eroe prescelto in lotta contro il male e la carineria cartoonesca generale possono trarre in inganno, perché in realtà ben presto Klonoa spiattella in faccia al giocatore eventi drammatici dalla forte carica patetica (dall’effetto fortemente amplificato da colori, sprite e musiche che collaborano in armonia) e il finale, spiazzante e agrodolce, che ricorda a noi giocatori che prima o poi un sogno deve finire e se ne potranno conservare soltanto memorie dolci e nostalgiche. Un messaggio, questo, che contribuisce, assieme a una struttura di gioco granitica e una cura generale certosina, a donare a Klonoa: Door to Phantomile quella bellissima aria da fiaba fuori dal tempo capace di intrattenere e contemporaneamente toccare le corde dell’animo, senza perdere di freschezza, a qualsiasi età. Di certo, se avessi giocato il titolo dieci anni fa avrei pianto come una fontana esattamente come la settimana scorsa.

9

Voto assegnato da SimoRovo il minchione
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