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Myggdrasil

“Giochi come Expedition 33, Baldur’s Gate 3 e Persona 5 dimostrano che il pubblico ha ancora voglia di combattimenti a turni”. Mi è capitato un articolo che afferma questa cosa - in realtà è una frase che si è letta spesso negli ultimi anni.
A me, però, queste sembrano eccezioni che confermano la regola. Il fan medio di E33, Baldur’s Gate 3 è Persona 5 non si va a giocare altri giochi a turni, di solito. Non è che dopo aver giocato Baldur’s Gate 3 uno automaticamente si va a giocare Pathfinder o Wasteland.
Il successo di quei giochi è dovuto ad una serie di fattori, ad esempio, per quanto riguarda Baldur’s Gate 3, la popolarità che D&D sta vivendo da dieci anni a questa parte anche presso chi, fino a poco prima, considerava i nerd degli obesi sudati e pieni di brufoli (che è comunque vero). Più il fatto che ci sia stato un grande passaparola, live su Twitch e quant’altro. Non voglio dire che siano giochi brutti (Persona 5 sicuramente lo è), ma non penso che siano diventati famosi per il combattimento a turni (anche perché se uno si è divertito con il combattimento di Persona 5, boh).
Ancora peggio, non bisogna demonizzare un bel combattimento action. Per me i giochi della serie Ys o Tales of hanno lo stesso valore di un combattimento a turni. Anzi, meglio un bel combattimento action, se poi devo giocare quella roba noiosissima che è Persona 5

Steto96

ha scritto una recensione su Neon White

Cover Neon White per PC

Recensione Veloce (circa)

Da qualche annetto la mia dolce metà ha scoperto le gioie del trekking, cosa che in me invece ha risvegliato il PTSD di mille e passa escursioni in Val Varaita con il campeggio parrocchiale. Il tutto è culminato l'anno scorso con una intera vacanza passata a scoprire i percorsi sulle Dolomiti, un percorso a giornata tra laghi, cime e così via. Il nostro rituale è sempre quello: andiamo a scorrere il percorso sulle diverse app dedicate, guardiamo i tempi segnati dagli altri utenti e infine aggiungiamo sempre due orette di minimo al totale. Questa stima al rialzo è quasi sempre accurata, se non addirittura ottimistica, ma non è perché in fondo non siamo così sportivi da permetterci di credere nella possibilità di stare nei tempi, o almeno non è solo quello. Quando ci allontaniamo da un percorso solitamente io ho lo zaino più leggero di tutta l'acqua che ho bevuto nei primi venti minuti di camminata, lei è più ricca di tutte le foto fatte durante il percorso.

Mi ricorda un po' quando a volte, prima di partire con un gioco, consulto How Long to Beat, ben consapevole che alle ore segnate sul sito devo aggiungere almeno un quindici percento in più. Assieme al completismo, la mia flemma videoludica è un po' il motivo per il quale ho sempre guardato con sospetto lo speedrunning. Confesso, per un lungo momento ho antagonizzato lo speedrunning non capendo veramente cosa fosse. Una volta colmata la lacuna e allontanata l'ignoranza è rimasta l'invidia, perché in cuor mio penso di non avere ciò che serve allo speedrunner, in primis il tempo da dedicare a un singolo titolo, per quanto l'idea di specializzarmi sulla serie di Sly potrebbe essere un buon trampolino di lancio.

Tutto ciò per dire che avendo letto la premessa di Neon White, un gioco dedicato per l'appunto al limare il più possibile i tempi di gioco, per anni ho pensato che non sarebbe stato per me e se non fosse stato su consiglio di Shinichi Kudo, che mi tocca ringraziare di nuovo, probabilmente non avrei provato il gioco e non ci sarei caduto con tutte le scarpe. La premessa di Neon White si regge su una competizione tra Neon, anime destinate all'Inferno alle quali è data la possibilità di combattere in un torneo per garantirsi un posto in Paradiso. Tra queste il protagonista Neon White, l'unico Neon con problemi a ricordare la sua vita passata, e una piccola compagnia di Neon che in quella vita erano legati a lui in modi che man mano saranno esplicitati dal racconto. Ecco, se la trama sembra in prima battuta un pretesto per il gameplay stesso, dopo poche battute tocca ricredersi. I personaggi sono sì macchiettistici, ma nascondono una certa profondità ed è difficile non affezionarsi a loro livello dopo livello. Inoltre la vicenda prende delle pieghe abbastanza sorprendenti e traina il tutto fino alla fine, buttando nell'arena un worldbuilding solido e soprattutto una gestione delle tematiche che molte narrative videoludiche si sognano. Insomma, tanto di cappello.

Il gioco è composto da una serie generosa di livelli da completare il più velocemente possibile. La visuale è in prima persona anche perché per procedere è necessario usare sapientemente le armi a propria disposizione. Queste si presentano nell'ambiente di gioco come carte di diverso colore e potere e possono essere utilizzate come armi da fuoco, utili per sconfiggere i demoni nei diversi livelli, o consumate per attivare un'abilità di movimento. Così una pistola aiuta a volteggiare nell'aria con un doppio salto, un SMG permette di tuffarsi in picchiata e così via. Ci vogliono pochi livelli prima di prendere la mano e da lì si vola. Il senso di velocità si sente tutto e non solo: la soddisfazione nel percorrere i livelli nel modo più stiloso possibile è impagabile. Fin da subito si ha l'impressione di essere dei maghi del videogioco. Poi comincia la corsa verso tempi sempre migliori.

Rubo un'espressione che devo aver sentito tempo fa, credo in un video di Jacob Geller: Neon White è un po' una scuola di speedrunning. Finire un livello con velocità e precisione e prendere l'oro è solo l'inizio in realtà, se si entra nella mentalità di Neon White è probabile che sui ottengano fin da subito tutti ori. Non perché il gioco sia estremamente facile, è che quello è solo l'inizio. Man mano che si rigiocano i livelli e si ottengono medaglie, ciascun livello rivela altre parti di sé. Da una parte ci sono i regali: nascosti in praticamente tutti i livelli ci sono pacchi regalo che richiedono di ripensare a tutte le possibilità delle carte e della loro disposizione per essere raggiunti. I regali non sono semplici collezionabili, ma servono a sbloccare alcuni dialoghi con i vari comprimari, livelli sfida bonus e infine ricordi della vita passata di Neon White. Soprattutto, ottenere l'oro o rigiocare più volte un livello permette di avere un hint sulla migliore strat per limare ulteriore e preziosissimo tempo alla ricerca dell'agognato Ace. Insomma, Neon White insegna a pensare al di fuori degli schemi.

Tutto quanto è condito da una presentazione davvero fuori di testa, il gioco ha stile da vendere a partire dai design di protagonisti e comprimari fino a quello dei vari livelli e dei demoni, per non parlare della colonna sonora. La OST di Neon White è entrata di diritto tra le mie preferite di sempre. Anche il doppiaggio in inglese è sempre stato molto al di sopra della media, il tutto per interpretare un copione ben scritto e divertente, soprattutto negli scambi opzionali che seguono le regalie di White di cui sopra. Se si vuole vedere tutto ciò che il gioco ha da offrire, andando quindi a guadagnare tutti gli Ace e recuperando tutti i regali, il gioco raggiunge facilmente le quindici ore, senza contare le Rush che si sbloccano dopo il 100% e che alzano notevolmente l'asticella della difficoltà oltre al conto ore.

Non sono solito assegnare voti ai giochi, ma se lo facessi non faticherei a metter dieci a Neon White. Credo che sia un gioco ineccepibile, perfetto in quello che fa. Non avrebbe senso cambiare nulla delle parti che lo compongono perché tutto ciò che c'è funziona al meglio delle sue possibilità. Chissà se ora non mi scappi qualche tentativo di speedrunnare Sly.

Steto96

Agosto 2025: nella settimana di ferie gioco a The Old Country.
Agosto 2026: nella settimana di ferie gioco al DLC di The Old Country.

Allora, 10 sbleuri a Hangar 13 li dò volentieri giusto per dare un segnale a 2K per il destino di Mafia, anche se già le vendite del gioco l'anno scorso avevano superato le aspettative. Ho comunque letto qualche parere prima dell'acquisto e da una parte posso concordare con quanto detto, ma c'è da dire che dai soliti toni tipici della Rete pensavo decisamente peggio. Lasciamo da parte il discorso Free Roam, già l'anno scorso attorno a dicembre avevo espresso i miei dubbi a riguardo delle varie aggiunte, allora gratuite e qui incluse nel pacchetto del DLC, anzi reitero: capisco che siano un po' nel DNA di Mafia, ma a questo giro non sentivo il bisogno di queste attività anche considerato quanto il gioco presti comunque un po' il fianco lato gameplay.

Man of Honor ha come piatto forte due capitoletti ambientati poco dopo l'ingresso di Enzo nella famiglia di Don Torrisi e ruotano attorno al "caro" Ennio Salieri, al secolo Don Salieri dal primo Mafia. Qui lo troviamo ancora "giovane", fresco di prigione e con alcuni conti in sospeso: Enzo e Cesare provvederanno in veste di "contabili" così da assicurare una buona partenza ad Ennio alla volta della 'mmerica. Il volto è quello ringiovanito della Definitive di Mafia, ovviamente, aggiungiamo anche per lui il doppiaggio in un siciliano ancora più sboccato del solito e si parte.

Il gioco rimane quello, se vi è piaciuto The Old Country al netto delle sue mancanze troverete esattamente quello, nel bene e nel male. La partenza non entusiasma proprio per il ritmo claudicante per arrivare poi a una sezione molto più vivace. Insomma, non avrebbe sfigurato nella campagna principale, anche visto il posizionamento. Parliamo comunque di un due orette massimo di gioco.

Salieri lo trovo un po' sprecato, il suo ruolo sarebbe potuto essere tranquillamente occupato da un personaggio nuovo senza nessun legame con la serie. Ha totalmente senso avere un personaggio giovane in parte diverso dalla sua versione più attempata (l'avventatezza rimane), ma allora perché metterlo in gioco così? I fan di Mafia ci troveranno proprio due occhiolini rivolti nella loro direzione, per il resto è difficile spiegare cosa questa aggiunta regali alla narrazione di entrambi i giochi. Non dice nulla di nuovo sul Salieri che comunque abbiamo conosciuto meglio nel suo capitolo di appartenenza, non dice molto di nuovo all'Enzo di The Old Country.

Steto96

ha aggiornato la sua collezione

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