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Frank Grande Gamer

ha scritto una recensione su Persona 3 Reload

Cover Persona 3 Reload per PC

Forse sono un po' egocentrico

Pausa pranzo alla Atlus, Osamu Ohashi ha la camicia sbottonata e beve una crema di caffè, ha i piedi poggiati sulla sua scrivania in mogano. Gli impiegati che passano guardano di sbieco, qualcuno saluta, ma Ohashi-Sensei non ricambia lo sguardo, è troppo impegnato a consultare i social network:
"Persona 5 è il miglior JRPG di sempre"
"Metaphor RePhantazio innova il videogioco introducendo il sistema di combattimento a turni"
"Persona 5 tactica ha la trama più matura di quella di God Of War".

Ohashi sorride, si rivolge alla foto di sua madre sulla scrivania: "Ce l'ho fatta" beve un sorso di caffè "Sono finalmente diventato la persona puù amata al mondo".

"A proposito di Morgana: la prima mascotte del mondo videoludico"
"Persona 5 e il suo innovativo sistema di movimento: gli analogici"
"La nuova tecnica delle cutscene di Metaphor RePhantazio vi sorprenderà: si chiama animazione"

"Vedi, mamma?" continua Ohashi "Avevi detto che nessuno mi avrebbe mai amato se avessi mollato l'università e mi fossi messo a creare videogame". Il caffè è finito, il rimasuglio è una poltiglia marroncina che scivola sul fondo della tazzina "E invece guarda, mamma, mi amano tutti, tutti!". Ohashi si accende una sigaretta, espira il fumo sul grosso cartello: "Vietato fumare", ma quella pausa al sapor di nicotina viene interrotta da un piccolo omino, un giovane stagista sudaticcio e dal capello unto: "Ohashi-Sensei!" urla "Ohasi-Sensei!".
"Cosa vuoi?!" domanda l'amministratore delegato.
"Un ragazzo..." lo stagista ansima "Un ragazzo italiano associa persona 5 ai cock edit di one piece su ludomedia.it".
"Cosa?" urla Ohashi.
"Giuro... Guardi..." il ragazzo mostra al capo il profilo ludomedia.it di Nappone Grande Gamer.
"Quello è... Barbabianca..."
"Col pene da fuori, sì, Sensei".

Ohashi scuote la testa, prende a turbinare per la stanza, lo stagista interviene: "Tutti gli altri su ludomedia.it ci amano, Lapassionedelverogamer dice che Persona 5 è il miglior JRPG di sempre, Reita.Roses sostiene che Riujy sia il primo personaggio caratterizzato nella storia del videogame..."
"E Nappone?" domanda Ohashi.
"Nappone dice che... Che..." l'impiegato deglutisce "Persona 5 è un gioco per pedofili".
Il CEO getta la sigaretta per terra, guarda l'impiegato negli occhi mentre con un gesto rapido scaglia la foto della madre in terra: "Voglio sapere tutto su di lui, tutto. Dove abita, cosa faccia nella vita, perché trovi cosi divertente associare ai titoli di nostra produzione Ace e Rufy che si stringono la mano nudi... Voglio rovinargli la vita, voglio distruggerlo".
"Signore... Non è difficile..."
"Non sono qui per ascoltare i consigli di uno stagista".

Lo stagista abbassa lentamente il capo, con due dita afferra il badge plastificato appeso al collo, lo osserva per qualche secondo, poi lo sgancia. Il laccetto cade a terra e nello stesso istante una folata d'aria attraversa l'ufficio, le veneziane tremano, i fogli sulla scrivania di Ohashi si sollevano.
Il tirocinante sbottona la sua giacca, un bottone rimbalza sul pavimento, le spalle gli si raddrizzano.
Quando parla, la voce non è più quella di uno stagista: "Sensei... Io non lavoro per lei" la sua voce ha un vago accento maceratese: "Sono Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche".

Ohashi è stupito: "Cosa ci fa il Presidente della Regione Marche qui?".
"Sensei, io e lei abbiamo lo stesso obiettivo... Rovinare la vita a Nappone. Io ho il potere di rovinargli la vita adulta, ma la sua adolescenza è ormai un lontano ricordo... Non posso tornare indietro nel tempo, nossignore, ma posso aiutarla a creare un videogioco così tremendo da essere un capolavoro per tutti... Tranne che per Nappone..."
"Continui pure, la prego..."

"Nappone non puoi recensire un gioco dopo averci giocato mezz'ora".
"Beh, tanto è bastato per rovinarmi l'adolescenza".

0.1

Voto assegnato da Frank Grande Gamer
Media utenti: 5.8

Steto96

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Steto96
Steto96

ha scritto una recensione su 99Vidas: Definitive Edition

Cover 99Vidas: Definitive Edition per Nintendo Switch

Nintendo Switch Backlog Dumpster Diving Parte 1

007 First Light mi ha cockbloccato durante la intro con Lana del Rey perché deve scaricare il resto del gioco quindi direi di inaugurare una serie di recensioni.

Appena comprata la mia prima Nintendo Switch e per gli anni a seguire ho abusato delle offerte dell'E-Shop per rimpolpare la libreria digitale della console, salvo poi non giocare gran parte di essi per secoli e lasciando così imbottita la povera SD della mia Switch. La cosa si è protratta fino questo maggio, quando mi è stata regalata la Switch 2 e mi è sembrato più che giusto cercare di consumare un po' questo backlog digitale.

99Vidas è arrivato nel mio momento di riscoperta dei Beat 'em Up, dopo aver amato e sfondato Streets of Rage 4 e il primo River City Girls. Averlo trovato a pochi spicci ha anche aiutato.

Nell'azienda dove ho lavorato a lungo prima di cambiare quest'anno avevo moltissimi colleghi di origine sudamericana, più precisamente brasiliana. Da loro ho scoperto che il Brasile è una vera e propria fucina di content creator e streamer dei quali giustamente noi non sappiamo nulla, ma che in realtà hanno un enorme seguito al punto da essere poco al di sotto di tanti personaggi più celebri per il semplice fatto di parlare in inglese. Un mio collega capoturno si sparava le live di Counter-Strike per sopravvivere alle notti, mentre ad una cena aziendale ho scoperto che la sorella di una collega della branca americana dell'azienda era addirittura una Youtuber di grande successo. Poi mi ha mostrato il feed ed era pieno di monnezza incredibile come Garten of Banban quindi ho dovuto mascherare il mio disgusto, ma i numeri c'erano eccome.

Tutto ciò per dire che in quest'ottica non stupisce che solo tre anni dopo al primo gioco di The Angry Video Game Nerd sia uscito questo 99Vidas, legato all'omonimo podcast brasiliano dedicato al retrogaming. Il 99Vidas è anche il McGuffin sul quale si regge l'esile trama del gioco, un elemento magico di grande potere protetto da quattro guardiani elementali, con le fattezze dei membri del podcast. Ovviamente il 99Vidas finisce nelle mani del cattivo e tocca ai nostri amici brasiliani recuperarlo.

Se vogliamo, 99Vidas è anche quello che servirebbe per finire il gioco perché anche a "Normale" non si può parlare di una passeggiata. Finire la modalità storia mi ha preso decisamente troppo tempo e tutti per i motivi sbagliati. C'è sicuramente una fonte di interessanti discussioni da fare sulla difficoltà nei videogiochi e il confronto tra passato e presente. Ci sono però anche cenni storici incontrovertibili, come il fatto che la difficoltà di molti giochi in occidente è stata artificialmente tarata verso l'alto per "combattere" contro le pratiche di noleggio che avevano preso piede in quegli anni. Tra le illustri vittime c'è proprio, per non andare lontani, Streets of Rage 3.

Là dove però 99Vidas pecca è la mancanza di una buona base ludica. Il combat system è basilare: un tasto per il pugno, uno per il calcio, la possibilità di concatenare gli input in semplici combo, attacchi in salto e un pulsante per la special. C'è poi poco altro da menzionare, a parte la possibilità di iniziare grapple sui nemici. Grande assente, qualche opzione difensiva o evasiva, il gioco si concentra tutto sul posizionamento e spesso anche quello non basta. Essere presi da una combo nemica vuol dire veder volare via un terzo della barra della vita. C'è giusto la possibilità di sacrificare un po' della barra della vita per un attacco utile per il crowd control, ma finisce lì. L'IA nemica poi non è particolarmente brillante, cosa che rende i vari avversari abbastanza fastidiosi da affrontare, senza contare la miriade di attacchi "sporchi" di alcune categorie di NPC. Anche i boss non brillano per capacità di game design. Medaglia al disonore per quello del secondo stage, anche dopo averlo affrontato più di una volta causa game over non saprei dire come "funziona" la sua gimmick. In generale la mancanza di meccaniche difensive/evasive si sente con più forza in questi frangenti.

Nonostante ci sia una ampissima scelta di personaggi da selezionare, una rapida prova fa subito capire che in realtà si è di fronte a una lista di "skin", il combattimento resta uguale per quanto riguarda il moveset ed è quindi un'aggiunta abbastanza indifferente. Alla fine di ciascuno stage è possibile spendere il punteggio come se fosse una valuta per sbloccare e potenziare una manciata di combo oppure per acquistare nuove vite. Gli unlock sono permanenti tra le modalità e le run e infatti una strat comune e consigliata è quella di affrontare alcuni stage bonus al di fuori della modalità storia per "farmare" punti e quindi unlock. Chi come me preferisce evitare questa pratica scoprirà che i punti sono infine meglio spesi per accumulare vite, dato che le combo non offrono un miglioramento sostanziale al gameplay.

Il gioco comunque ci prova ed è abbastanza competente sotto altri frangenti. La pixel art in linea di massima è buona, la soundtrack se non piacevole quantomeno non è fastidiosa e i controlli comunque sono reattivi. Ci sono diverse modalità di gioco per chi riesce a digerire il gioco per quello che è. Ovviamente non essendo neanche lontanamente fan di 99Vidas, il podcast si intende, è altamente probabile che io mi sia perso un sacco di citazioni al di là dei più classici e riconoscibili easter egg videoludici. Trovo interessante mettere piede in questi nuovi territori di cultura digitale. C'è da ammettere che Internet non avrà dei confini definiti allo stesso modo di quelli politici con i quali ci si trova a volte a fare i conti nella vita vera, ma c'è comunque una certa geografia della rete, ed è rinfrescante bagnarsi i piedi in questi mondi. Un po' come gran parte dello slavjank indie contemporaneo vive di meme della comunità russofona, 99Vidas porta su schermo un Brasile che è quasi da stereotipo anche un po' "razzista". Il primo stage è ambientato tra baracche di lamiera e ci si mena con omini dalla pelle scura. Poco più avanti, appaiono ultras del calcio. E così via.

Mi sento di non consigliare 99Vidas, ma è vero che così come questo gioco è arrivato a me è probabile che arriverà ad altri desiderosi di provare qualche nuovo Beat 'em Up. Sono sicuro che ci sia di peggio, ma sono altrettanto sicuro che ci sia di meglio.

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