"Ding-ding! Polle says: Play This Game"
Non sono esattamente fan degli horror ma mi affascinano un sacco da sempre e cerco di superare l'ansia e la paura per godermi dei titoli che meritano assolutamente di non essere ignorati. Ciò che sopporto ben poco sono invece gli horror moderni fatti solo di jumpscare e spaventi facili che non lasciano spazio ad altro nell'esperienza. Di Primo acchito Mouthwashing, di cui non sapevo nulla se non che "meritasse parecchio" a detta di tanti, mi ha fatto temere di trovarmi dinnanzi a un'opera di quest'ultimo tipo. Per fortuna mi sbagliavo. Mouthwashing è un'opera di forte impronta psicologica e sociale; non cerca di farti saltare dalla paura, di farti urlare, se non per un paio di istanze. Ciò che vuole è farti immergere nella sua ambientazione, nella situazione in cui si ritrovano i suoi personaggi che sono il nucleo stesso del gioco; vuole farteli conoscere, vuole che tu li ascolti, farti vivere ciò che loro stanno vivendo. Da ciò deriva "l'horror" di quest'opera: dall'angoscia che essi stessi provano e che ci viene trasmessa, dalla tensione crescente nel proseguire dell'intreccio narrativo, dall'essere spesso in bilico tra realtà e "qualcos'altro", senza sapere all'inizio quanto ci sia di sovrannaturale e quanto sia frutto della mente dei protagonisti. Mouthwashing è comunque più un'esperienza narrativa che interattiva. È classificabile come "walking simulator" per quanto sembri una definizione sminuente. Il Gameplay è molto ridotto, con pochi semplicissimi puzzle che si riducono perlopiù a trovare l'oggetto necessario al momento e usarlo nel luogo richiesto, tra un dialogo e l'altro con i diversi npc, seppur con qualche eccezione. Il gioco dura poche ore, ma ho comunque percepito un allungamento innecesario verso la fine, che non aggiunge più nulla al messaggio ma cerca di tenere alta la tensione per il finale diluendo il gameplay.
Mouthwashing è una piccola perla che merita di essere esperita se amate i drammi psicologici, le trame non lineari e il coraggio ormai unico degli Indie di affrontare temi forti e difficili spesso evitati o ignorati dalle grandi compagnie. Seguirò certamente le opere future degli Autori!