Gam3r 4ever 💙⚡ (^__^)
BluRaito93X, BluLight7X
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25 Anni sono ormai passati dall'uscita di questo primo adattamento videoludico della Saga nelle sue prime versioni PC e Console, notoriamente tutte differenti tra loro per sviluppo e gameplay. Ammetto di essere rimasto piacevolmente stupito da questa versione PS1 in quanto mi aspettavo un gioco estremamente legnoso e scomodo da giocare, mentre l'ho trovato invecchiato relativamente bene ad oggi. Harry innanzitutto è controllabile tramite stick analogico sinistro, evitando la fatica di possibili Tank control, seppur siano comunque utilizzabili le frecce direzionali. La telecamera è invece controllata dai grilletti posteriori, come ad esempio nell'originale Kingdom Hearts, ma ci si fa subito l'abitudine. Il gioco è poi in generale decisamente semplice, tra poche fasi di "combattimento" molto rapide e indolore e un platform agevolato dalla capacità di Harry di saltare e aggrapparsi automaticamente ai bordi di muri e piattaforme e di cambiare direzione durante il salto in caso di orientamento sbagliato. Anche le cure presenti sono abbastanza numerose. Le uniche parti più complicate, anche e soprattutto perché invecchiate peggio, sono la sezione sui carrelli della Gringott e quelle sulla scopa con i famigerati cerchi da attraversare in volo durante cui si percepisce letteralmente il materiale di cui è effettivamente fatta una scopa. L'esperienza è relativamente breve e lineare, con l'unica esplorazione extra data dal voler trovare tutte le Gelatine Tuttigusti+1 nelle diverse sezioni, le quali, raccolte tutte o quasi (ce ne sono in più di quelle necessarie per ogni set) danno accesso a bonus extra come una scopa migliore o un attacco più potente. Altro collezionabile sono le Figurine dei maghi e streghe famosi, sparse lungo tutto il gioco come premio dietro passaggi segreti o minigiochi opzionali per puro completismo. È inoltre possibile vincere o perdere la Coppa delle Case in base a piccoli obiettivi secondari completati o meno durante le missioni, con in premio per la vittoria l'ultima Figurina a completare la Collezione. Il gioco non brilla poi a livello di trama, riassunta per grandi punti e vissuta nei soli momenti principali del primo capitolo, col presupposto che il giocatore conosca già la storia e non abbia bisogno di spiegazioni. In generale è una breve e discreta ma piacevole esperienza nel mondo di Harry Potter, apprezzabile al tempo più che altro dai fan del maghetto che volevano immergersi in quell'atmosfera, e ad oggi dagli appassionati della Saga completisti che vogliono ripercorrerne la storia videoludica come me.
Voto assegnato da Raito93X
Media utenti: 6.3
Dark Souls 1 è come un incontro di pugilato: hai il tuo avversario davanti e devi studiare le sue mosse mentre utilizzi tutte le tue abilità e conoscenze per reagire e vincere il combattimento.
Dark Souls 2 è come un incontro di wrestling: hai il tuo avversario davanti e mentre ti prepari ad affrontarlo arriva qualcuno alle tue spalle a spaccarti una sedia sulla schiena per poi bloccarti sulle corde mentre il tuo sfidante ti corca di mazzate senza che tu possa reagire.
Quando ho finalmente, dopo anni, giocato in prima persona DS2 non ero blind. Avevo già visto svariate run online e sentito critiche e insulti di ogni tipo verso il gioco, ma ho comunque provato a esperire l'opera cercando di rimanere più neutrale possibile volendomi godere l'avventura al netto dei suoi svariati problemi.
Lo giuro, ho provato con tutto me stesso a rimanere positivo, soprattutto nei momenti in cui transitavo per quella maestosa e commovente bellezza che è Majula, con i suoi scorci, la sua atmosfera, la sua musica calda e accogliente.
Ho provato... e ho fallito, o forse rinunciato, o entrambi.
Giocare Dark Souls 2 è diventato progressivamente un lavoro più che un divertimento; il suo completismo un compito più che un piacere.
Passo dopo passo, via dopo via, Drangleic mostrava le sue debolezze, le sue scelte sbagliate, dalle più piccole e "insignificanti" (ma che sommate non lo erano più) a disastri di game design meritevoli del licenziamento immediato delle "menti" colpevoli di certe idee, e non parlo solo dei fottuti campi glaciali che Non sono stati vergognosamente sistemati nemmeno nella Scholar.
Se DS1 era splendidamente adattabile alle proprie fantasie e stili di gioco, DS2 priva poco a poco il giocatore di ogni estro creativo costringendolo a giocare alle Sue regole per evitare inutili frustrazioni e garantirgli efficienza e controllo del campo.
È tutto da buttare? No certo; rimane un discreto action che intrattiene per svariate ore attraverso numerose suggestive ambientazioni (certo bei paesaggi, peccato per gli interni vuoti e anonimi), parecchie bossfight (di cui solo 1/5 degne di tale nome e ancor meno veramente brillanti) e una storia (Storia, non Lore, che qui non ha alcuna coerenza né interna né col predecessore!) che, toccando certe corde, può coinvolgere ed emozionare grazie a certi personaggi e temi che guidano l'opera.
Sono poi da lodare e premiare certe idee di gameplay nate e in parte rimaste bloccate in questo capitolo, come il dual wielding, i falò ascetici e un NG+ originale e differente da una nuova partita. Lascio al gusto personale poi certi elementi da GDR classico come danni e resistenze elementali estremamente dipendenti da build e setup del momento.
Detto ciò, a parere personale il pregio più grande di DS2 rimane indubbiamente l'aver "costretto" il buon Miyazaki, per salvare la dignità della Saga, a regalarci quel meraviglioso gioiello che è stato Dark Souls 3. Al netto di ciò, per fortuna questo grande inciampo produttivo è servito almeno come grezzo prototipo e base di quel che sarebbe poi diventato il famoso "DS2 2", che prende le migliori idee e ispirazioni del lavoro di Tanimura elevandole e raffinandole per dare vita a quel grandioso Open World che è stato Elden Ring.
Voto assegnato da Raito93X
Media utenti: 8.2 · Recensioni della critica: 9
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