Finito Red Dead Redemption. Come immaginavo, world building e cast di personaggi di sono rimasti, più o meno fino alla fine, di (quasi) ottima fattura. John Marston è un personaggio che ti entra nel cuore, così come la maggior parte dei personaggi di un mondo tanto strambo quanto affascinante e tragico. Non cambiano, però, i pareri sul gameplay, che in più di un'occasione affossa la bontà narrativa del gioco. Nel suo gameplay, almeno ad oggi, risulta noioso, ripetitivo, banale, superficiale: quest design non pervenuto; level design non pervenuto. In più di un'occasione ho avuto l'impressione che le missioni fossero solo dei tentativi di allungare il brodo (e di fatto lo sono). L'idea di suddividere la main-quest in 50+ missioni minuscole (essenzialmente delle fetch quest) è una trovata che fatico ad apprezzare. Scriverò un parare più approfondito quando avrò fatto una ricapitolazione mentale degli eventi della storia, ma per il momento non ho intenzione di proseguire con il DLC, Undead Nightmare. A quanto leggo non è canonico, ciò significa che dovrei giocarlo solamente per il gameplay - cosa che non sono disposto a fare, visto che le 18 ore che ci ho impiegato per portarlo a termine risultavano già tremendamente pesanti.
So già che negli anni di questo gioco conserverò i ricordi di alcune cose eccezionali: la storia con tutte le tematiche che si porta con sé, i personaggi, e la bellezza paesaggistica.
Aoi Kurashiki
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