Scrivo questo post principalmente per trovare un modo per processare quello che sta succedendo nella mia vita. Alle volte sono così preso dagli impegni del quotidiano che passano mesi interi senza poter riflettere sulla direzione in cui la mia vita si sta muovendo.
Vivo a Tokyo da Aprile 2025 come studente di ricerca, ovvero uno studente che svolge un periodo di studio post-magistrale e (possibilmente) pre-dottorato. Dal 2025 a oggi, 22 Giugno 2026, sono successe tante cose. Mi sono ritrovato in un contesto universitario totalmente diverso rispetto a quello a cui ero abituato; ho dovuto occuparmi da solo del mio primo trasloco (ricerca dell’appartamento, trasloco effettivo, stipulare contratti per elettricità, gas, internet etc) facendo tutto in giapponese, con un livello non all’altezza; la mia vita personale ha visto la fine di una relazione a distanza durata un anno e mezzo, seguita da una frequentazione in Giappone con una persona che si è rivelata essenzialmente una merda; il 2025 è stato l’anno in cui per la prima volta, nel tentativo di migliorare la lettura del giapponese, ho cominciato a giocare diversi giochi in lingua originale: NieR Automata, Resident Evil 5-6-7-8-Requiem, Bayonetta 1-2-Origins, Final Fantasy VII Rebirth - impensabile per il me del 2024, considerando lo sforzo immane richiesto (specie NieR e FFVII Rebirth); ho ripreso un lavoro part-time occasionale, tendenzialmente ben pagato, per il quale ho avuto delle promozioni visto l’impegno profuso (lato negativo è che 1) si tratta di un lavoro in inglese che non mi permette di usare molto il giapponese 2) è a tratti molto noioso e sento di non avere più nulla da imparare); ho avuto la possibilità di partecipare a una prima (piccolissima) conferenza per presentare il tema della mia ricerca (in inglese); ho cominciato a cucinare quasi ogni giorno e ho scoperto il piacere di questa attività che nella sua semplicità dà alle mie giornate quel pizzico di novità di cui ho bisogno.
Ma il periodo 2025-2026 è stato anche pieno di fallimenti che hanno minato alla mia autostima, episodi imbarazzanti che ancora oggi sono eternamente in replay nella mia testa, e che a ogni replay il mio corpo reagisce con dei brividi, anche a distanza di più di un anno. Due mesi dopo essere arrivato a Tokyo, mi proposi per un lavoro part-time in un supermercato - volevo cominciare con qualcosa di semplice, per prendere dimestichezza. Quel colloquio è stata una delle peggiori esperienze di sempre: primo colloquio di lavoro in giapponese e la mia fronte grondava di sudore dalla pressione già dopo 30 secondi. In giapponese, il registro che usi cambia (com’è naturale) in base al tuo interlocutore, e io che ero abituato al giapponese quotidiano-informale mi sono ritrovato in difficoltà. Tuttavia, la botta finale è arrivata quando mi è stato messo un foglio davanti con 3 colonne di operazioni matematiche per capire quanto rapido fossi nel fare i calcoli alla cassa. Non prevedendo affatto una tale richiesta e trovandomi già sotto pressione dal minuto zero, la mia mente è andata in cortocircuito. Sotto lo sguardo dell’esaminatore, a stento riesco a finire una colonna prima della fine. Ovviamente il colloquio non è andato, e vi lascio immaginare come mi sono sentito per aver fallito un colloquio per un supermercato…
Detto ciò, ritornando al punto iniziale, l’obiettivo di questo periodo di ricerca è essenzialmente prepararmi per accedere al dottorato (letteratura, il che in parte spiega le mie carenze nel campo della matematica
). Il piano iniziale era quello di terminare il periodo di ricerca in Giappone, tornare in Italia e fare domanda per il dottorato lì. Tuttavia, a Ottobre del 2025, realizzando cosa avrebbe significato ritornare a vivere in un paesino di provincia dell’agro-aversano, decisi che avrei fatto domanda per il dottorato qui in Giappone.
Flashforward ad Aprile-Maggio di quest’anno. Comincio le procedure per fare domanda per il dottorato, scrivo il progetto di ricerca, contatto chi devo contattare; nel frattempo ci sono lezioni da seguire, tantissime deadline e scadenze; oberato da tutte le cose da fare, comincio a sviluppare una forte ansia per il mio futuro. Sostanzialmente ciò che temevo era quello di dover ritornare nel mio paesino, dover cambiare totalmente piani per il futuro, dire addio alla vita che mi ero costruito a Tokyo e che ho sempre amato per quella libertà che mi ha dato. Considerate che già di mio sono, riprendendo le parole della persona che mi ha seguito prima di partire per il Giappone, un soggetto con tendenze depressive. Sta di fatto che quest’ansia per il futuro si è trasformata in stress, che a sua volta si è tradotta in 1) problemi col sonno, per 2 mesi ho dormito tra le 4 e le 5 ore a notte; 2) perdita di capelli tangibile (facevo lo shampoo e mi ritrovavo in mano una ventina di capelli alla volta).
Sono stati 2 mesi passati con stanchezza cronica per via del poco sonno, il che mi ha causato tanta confusione mentale; mi presentavo al seminario e mi chiedevano perché avessi delle occhiaie così nere e gonfie; i capelli che cadevano; l’ansia di sputtanarmi il futuro; le lezioni e le deadline da rispettare; la preparazione per il dottorato; le presentazioni che dovevo fare con la mia supervisor. In pratica ho visto la mia salute psico-fisica collassare completamente nel giro di due mesi, e la prova schiacciante di ciò c’è stata quando a maggio, nel giro di due settimane, ho avuto per la prima volta nella mia vita ben due attacchi di panico sul treno. Bruttissima esperienza perché è qualcosa che sembra molto simile a un infarto ma di fatto non lo è. Per fortuna, una volta sostenuto l’esame per il dottorato (nel quale non ho brillato per via della situazione che stavo vivendo), la situazione si è calmata e ora sto decisamente meglio.
Oggi, 22 Giugno, sono usciti i risultati. Comincerò il dottorato a Ottobre di quest’anno, a Tokyo e non più in Italia. Ancora non processo questa cosa perché sono ancora psicologicamente e fisicamente esausto da tutto ciò che ho vissuto in questi mesi. Ma una cosa è certa, almeno per ora, non sarò costretto ad abbandonare la vita che mi sono costruito qui per ritornare in un paesino di provincia che ho sempre detestato da quando sono nato.
Tornerò molto probabilmente in Italia a Settembre per salutare amici e famiglia, ma soprattutto per prendere la PS4 e portarla con me in Giappone e comprare Elden Ring per Switch 2 (la versione Giapponese ha solo il giapponese, ma si tratta di un giapponese arcaico formato soprattutto da parole che non sono usate né nella vita reale né nei libri di testo, perché sono una combinazione di caratteri che hanno senso solo nel mondo di gioco di Elden Ring) 
*In allegato partita a FFVII Rebirth mentre aspetto che finisca la lavatrice alla coin laundry
Il_Mirko
Minchia fino a 120? Bomba