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Prince Wolf

ha scritto una recensione su Battlefield 1

Cover Battlefield 1 per PS4

PREGI
Vacanze natalizie fine 2020, praticamente 10 anni senza FPS online (gli ultimi furono Killzone 3 e Modern Warfare 2), prendo totalmente a caso questo Battlefield 1 regalatomi 4 anni fa da una mia ex, e lo metto dentro. Nonostante mi ritrovi completamente ritardato nel giocare questo genere di giochi frenetici, mi catapulto diretto nei Deathmatch a Team online.

Prima cosa che noto è il controllo in prima persona del personaggio. Ottimo feedback, mi ha stupito specialmente la precisione nello sdraiarsi di colpo dopo una corsa, con la sensibilità con cui si spinge il tasto a decidere se accovacciarsi o distendersi completamente a terra. Poi vabbè le armi, noto subito come Battlefield ci tenga a dare quella sensazione di artiglieria pesante e una balistica quanto meno verosimile, rispetto al molto più arcade Call Of Duty.
La sola sensazione di tenere una qualsiasi arma fra le mani in questo gioco, regala soddisfazione. Che sia una mitragliatrice leggera, uno shotgun o un fucile da cecchino (rigorosamente one shot and recharge, nella prima WW). In più è automatizzato (grazie al grande controllo fra personaggio e ambiente) il realistico posizionamento dell’arma, che si adegua a finestre o ripari.

Seconda cosa che subito non può sfuggire, è la meraviglia di cornice che sono riusciti a rendere. Esplosioni ricreate alla grande, particellari di ogni tipo, spettacolare distruttibilità delle strutture che dona epicità a più riprese, granate a gas o incendiarie a regalare colori ai cambi di battaglia, il sound design dei proiettili che ti sfiorano i tipani. E’ LA CAZZO DI GUERRA, e mai mi era capitato in un videogioco di esserci così dentro.

Alcune mappe online stupiscono per la verticalità (esempio le colline del monte Grappa, la sensazione di star scalando e conquistando una fortezza è bellissima) e in generale la fisica del gioco è eccelsa, tanto da avvicinarsi quasi completamente alla realtà.
Anche una porta chiusa a chiave o una serranda possono salvarti la vita, così come agenti atmosferici come nebbia, sabbia del deserto, vento e via dicendo possono condizionare pesantemente il gameplan e la visibilità, favorendo diversi approcci.

La sensazione poi raggiunge i massimi picchi non appena scopro la modalità Operazioni, che non è altro che un 16 vs 16 (mi pare) in cui si progredisce per le mappe stile Campagna, con quest’ultime che si allargano sempre di più per dare quel feeling di conquista continua, oltre che massima fedeltà dei conflitti di inizio secolo. Ai videogiocatori sono forniti mezzi di ogni tipo: cavalli, carroarmati, cannoni semoventi e statici, navi, aeroplani di vario tipo, zeppelin con cui buttarsi col paracadute. E’ un gioco che già compirà 5 anni nell’Ottobre del 2021 ma quello che DICE ha reso con questo sparatutto online rende VERAMENTE EUFORICI.

Delle 4 classi (Assalto, Medico, Supporto, Scout) per ora ho approfondito soltanto il Supporto con la Mitragliatrice leggera Lewis, la balestra con le granate antifanteria, granate incendiarie, cassa di munizioni da spammare per far punti e una revolver come arma secondaria. Ci sto prendendo mano piano piano e dopo una partenza disastrosa che mi ha completamente rovinato (in cui sinceramente non avevo idee di come muovermi con tutti questi giocatori indemoniati rimasti a giocarci), il gioco mi esalta sempre di più e la mira inizia ad essere molto più fredda, coi posizionamenti di corpo che hanno un senso. Non posso che esaltarmi nel vedere quanto si possa aumentare la tecnica e la tattica in ogni scontro a fuoco (a corta o lunga distanza) e anche se il mio tempo è davvero minimo e non so quanto ci giocherò ancora (per ora solo 25 ore), spero di poter alternare Battlefield 1 online con altri giochi in singolo da recuperare per non dover abbandonare prematuramente questo splendido sparatutto.

E’ poi bellissimo vedere come hanno anche un app con statistiche super dettagliate della tua esperienza online (cosa che amo alla follia, SEMPRE) e la possibilità di creare plotoni con gli amici. Spero di spremere a dovere tutto questo bendiddio.

DIFETTI
Per quanto spettacolare la cornice complessiva, in Operazioni a più riprese c’è un bordello e degli assembramenti tali che non capisci più un cazzo e l’aspetto tecnico perde molto valore (in favore del buco di culo).

Sinceramente qualche momento frustrante tipo respawn e morte immediata me l’ha regalato (spesso era colpa della mia scelta di respawn, molte altre volte era semplicemente scandaloso).

Per un giudizio più completo di BF1, spero che avrò tempo anche per approfondire tutte le altre modalità (specialmente Piccioni di Guerra) e fare la campagna, avendo giocato solo Deathmatch a squadre e Operazioni.

VOTO FINALE – 8

8

Voto assegnato da Prince Wolf
Media utenti: 8.2 · Recensioni della critica: 8.8

Prince Wolf

ha scritto una recensione su Mass Effect 2

Cover Mass Effect 2 per PS3

PREGI
- Un’avventura completissima che nel 2010 rappresentava un vero e proprio blockbuster videoludico di qualità importante. Uno dei pochi titoli che potenzialmente si fa amare da qualsiasi tipologia di videogiocatore, che si tratti di un’amante dell’adventure classico, del sandbox, dello sparatutto e/o del gioco di ruolo. Per farlo basta rendersi scorrevole la fase di shooting e le direttive che la caratterizzano: di certo non sarà un capolavoro di controlli o profondità, ma è sicuramente godibile e con un minimo di strategia richiesta (coordinamento del posizionamento dei due alleati, tipologie di armi da equipaggiare, attacchi speciali da suggerire basandosi sulla diversificazione dei nemici biotici, con barriera, con armatura). Se non si ha il blocco iniziale con questo tipo di gameplay, Mass Effect 2 non potrà far altro che farsi amare e regalare diverse perle.

- Missioni e dialoghi incredibilmente diversificati e ispirati, con il già citato shooting che fa solo da collante fra le splendide conversazioni (con la costante presenza di decisioni influenti da prendere) e la progressione della narrativa.

- Dialoghi intelligenti con differenti approcci, dove ogni scelta è SERIAMENTE influente e crea intrecci diversi. Il top del top l'ho visto per sbaglio su Youtube: nella Loyalty Mission di Samara è possibile scegliere se aiutarla nell'uccidere la seducente figlia (assassina) Morinth, oppure salvare quest'ultima. E' possibile poi sostituirla in incognito nell'equipaggio e lei affascinata da Shepard tenterà di sedurlo. Se il giocatore attraversa questa via può creare il romance e...proprio quando il pene del comandante è in procinto di colpire ecco che l'infame ti ammazza. CRITICAL MISSION FAILURE. Pazzesco.

- Sei l’Eroe senza macchia e tutta diplomazia o un Badass Interstellare che non ci pensa due volte prima di crivellare un cranio? Sei un tipo equilibrato o un bipolare del cazzo? Tutto questo in Mass Effect 2 è vera e propria esperienza. Ma poi per far capire, premo R2 (azione da renegade) non sapendo cosa faró, pesto un poretto senza volerlo ma poi mi danno l’occasione di chiedergli scusa e specificare che non lo volevo fare.

- La famigerata Suicide Mission finale. In base alle scelte fatte durante il gioco e i personaggi con cui hai legato, perderai tragicamente dei compagni di squadra. A me hanno salutato Thane (infilzato), Kasumi (esplosa) e Jack (trafitta in testa da un laser). E’ bellissimo anche coordinare il team in base alla mansione specifica, scegliere chi rendere leader, a chi far creare la barriera biotica, a chi far hackerare il sistema, a chi far portare in salvo gli ostaggi.
Il discorso dell'elasticità di Mass Effect 2 si fa ancora più impressionante se si pensa che aumentare le difese della Normandy tramite gli upgrade può far sopravvivere qualche membro in più.

- Grande cura sulle razze (“razzismo alieno” contestualizzato in modo tutt’altro che banale) e dettagli dei personaggi. Quest’ultimi molto interessanti con loro storie, caratteri, ruoli e punti di forza all’interno del team.

- Per quanto spesso inutilizzate, mi ha sorpreso non poco vedere mappe con un sacco di strade e ripari per i duelli: molto meno lineari di quanto si possa pensare.

- Dopo un iniziale titubanza mi sono goduto non poco il girare per location vive come la Citadel o Omega e parlare con gli npc, scoprire conversazioni sergrete e minigag particolari (come può essere il minigioco del far esplodere i topi o ritrovarsi avvelenato da un barman che ti serve il drink).

- La Normandy. Questa fin da subito mi ha incuriosito ed è stato bello andare in giro a parlare con l’equipaggio di missione in missione, con l’astronave che si aggiornava e rivelava nuovi dialoghi e aneddoti sui personaggi.

- Scoparsi una con il volto di Yvonne Strahovski in un videogioco è qualcosa di quasi onirico, troppo importante per il curriculum.

DIFETTI
- Mi aspettavo un po’ di più dal sistema di level up e dalla varietà dei superpoteri.

- Stesso discorso per gli upgrade, secondo me non gestiti al meglio. Alla fine quello che mi ritrovavo livellavo e andava benissimo così, sinceramente andare nei pianeti per lanciare sonde e recuperare materiali è un po’ una rotta di palle che ho evitato volentieri, ma che non mi ha minimamente complicato le cose (difficoltà Veterano).

- Forse un pochino più di varietà nei nemici e i boss ci voleva, anche se non mi lamento nel complesso. Il boss finale vuole essere appunto diverso ma è un po’ una cagata.

- Su PS3 il frame-rate fa davvero cagare.

COMMENTO
Mi appunto sotto delle cose e un po’ di missioni sia per ricordarmele sia per palesare la diversificazioni e varietà di questo gioco:

•Loyalty Mission di Kasumi la ninja ladra, per entrare in un Vault di una Villa signorile, devi prendere password, impronte digitali e vocali. Entrato nell’Vault ti ritrovi opere d’arte quali il David di Michelangelo o la testa della Statua della Libertà, sopravissute persino negli anni galattici dell’umanità.

•Missione con Liara, inseguimento con navicella a davvero spettacolae, varia da una sessione arcade con veicolo ad un po’ di esplorazione nelle stanze di un bordello, dalla perlustrazioni di un edificio bombardato fino ad una boss fight Molto avvincente contro l’Asari Tela Vasir.

•Subito dopo questa missione mi hanno catapultato nella quest dello Shadow Broker. Mi son ritrovato con un caschetto spaziale nel pieno di una tempesta abbastanza epica sopra ad una navicella gigante da conquistare. E’ molto bella la sensazione di stare a scalarla ed è apprezzabile che abbia una certa verticalità nelle sparatorie. Poi anche la boss fight con lo Shadow Broker in se, che è un bel bestione).

•Loyalty Mission di Garrus: headshot alla vittima senza pietà, non potevo sicuramente fermare un personaggio così figo dalla sua vendetta. “Betrayal retrial Sidonis”.

•Loyalty Mission di Thane: essendo quest’ultimo un’assassino silenzioso, si aggiunge anche una fase investigativa stealth. Mi ricorderò di questa missione per il poliziotto buono/poliziotto cattivo che fanno nel dialogo Shepard e Thane, davvero divertente prendere a pugni l’interrogato per 3 volte di fila senza troppi problemi.

•Loyalty Mission di Samara: sua figlia Morinth è una killer spietata a cui va data una lezione. Per farlo Shepard dovrà prima informarsi sui suoi gusti personali (arte, musica ecc), far vedere che tipo interessante è in discoteca ballando, picchiando tipi loschi o facendo battute, e poi farsi parlare dalla stessa per conquistare la sua fiducia e farsi portare nel suo appartamento. Qui lei diventa ancora più affascinante e letale e cerca a sua volta di ipnotizzare Shepard, con le pupille che le diventano completamente nere super inquietanti. “Dark rhytms, violent pulses. It stirs something primitive in me”. Poi esce fuori Samara e la uccidela figlia senza pietà: questo è il cinismo di Mass Effect 2.

•Mission in cui prendi controllo del pilota Joker: i Reapers attaccano la Normandy quando la squadra è in missione e l’intero equipaggio si ritrova nella merda in un contesto molto simile ad Alien.

•La crew in generale mi è piaciuta:
Garrus, è nettamente il più figo con quell’armatura blu, scouter stile Vegeta, temperamento da duro ma comunque buono e saggio, con un fucile da cecchino a concludere il quadro.
Miranda, che le vuoi dire a Yvonne Strahovski? Lei e Garrus onnipresenti nel team, ma lei soprattutto per potermela bombare. Apprezzato come il suo personaggio sia molto disciplinato e quasi mai dolce.
Gruth è un bestione da combattimento che a primo impatto fa paura ma come prevedibile alla fine è un dolcione. No non è vero, rimane cazzuto e violento fino alla fine.
Thane è un assassino malinconico (anche per problemi di salute).
Samara nonostante sia un aliena blu coi tentacoli al posto dei capelli e con super poteri biotici spaventosi me la tromberei malissimo.
Jacob è il nigga rispettoso e battagliero di turno che per quanto non mi sia piaciuto si fa rispettare.
Mordin è lo scienziato alieno logorroico, meno banale di quanto sembri. Bellissimo quando schizza coi dialoghi.
Kasumi è una ladra furbetta simpatica.
Jack che pensavo fosse una delle più forti è la prima che mi è chioppata. Interessante la sua storia da bambina e i poteri (poco) nascosti che ha.
Legion è un hacker simpatico sotto forma del classico robottone buono.
Tali dovrebbe essere un personaggio amato nel primo episodio ma sinceramente non la potevo vedere con quel design.
Shepard vabbè, è un avatar ma allo stesso tempo si è rivelato un comandante più cazzuto di quel che pensavo inizialmente.

8.5

Voto assegnato da Prince Wolf
Media utenti: 9.1 · Recensioni della critica: 9.6

Prince Wolf

ha scritto una recensione su The Witcher 3: Wild Hunt

Cover The Witcher 3: Wild Hunt per PS4

- Cura e qualità riposta nella narrativa delle missioni secondarie semplicemente IMPRESSIONANTE. Mole di quests quasi infinita e mai la pigrizia di non deliziare con dialoghi e situazioni uniche e contestualizzate. Da applausi a scena aperta, tutti dovrebbero prendere come Bibbia lo sforzo di CdProject per tramandare un comandamento nel concetto di Avventura Open World. Quasi ci rimanevo "male" a ritrovarmi storie affascinanti, a caso, persino quando mi fermavo incuriosito a esplorare una casetta. Per molti aspetti il gioco di ruolo da sempre sognato.

- Un mondo immenso ed uno dei pochi che non cede un granello di qualità di fronte a tanta vastità di contenuti, ma che anzi si esalta per ampliare i propri racconti e approfondire la lore. Narrativa, dialoghi, doppiaggio, espressioni facciali, mole di contenuti, glossario dell’universo creato da Sapkowski, collegamenti coi capitoli precedenti. Inoltre, tutte le scelte che fai condizionano in maniera pesante l’intreccio narrativo: che lavorone.

- Personaggi meravigliosi con tanto da raccontare. Geralt il Lupo Bianco entra di diritto fra i miei preferiti di sempre: design perfetto, caratterialmente apatico ma cazzone, un donnaiolo formidabile, feticista delle spade. Ma la Dea incontrastata sarà sempre lei, Yennefer Of Vengerberg, la mia donna dei sogni in tutto: bellezza, carattere, poteri, vestiario, perversione. Questo duo in particolare mi rimarrà nel cuore.

- Crudezza e violenza all’ordine del giorno, contestualizzata e senza paura di tirarsi indietro. Nelle tantissime sottotrame assistiamo ad omicidi feroci, vampiri che succhiano sangue a bambini, case orrorifiche con cadaveri sbranati o impiccati, psicopatici totali, doppio giochisti...

-Quanta fregna e di che qualità: cosa gli vuoi dire a un gioco che per solo 120 monete te ne fa chiavare 3 in un bordello, con interracial elfici compresi. Nel mondo di The Witcher la patata ha un ruolo primario e ci sono pesi massimi della storia principale come Yennefer, Triss, Keira, Ciri e Shani che ti entrano nel cuore in un battibaleno.

- Il Gwent è quello che rappresentava il Duel Monsters in Final Fantasy VIII: un altro gioco a tutti gli effetti pronto a portarti via decine di ore. Strategico, ottimo per rilassarsi e divertirsi, con carte di tutti i personaggi della saga e un potenziale mica da sottovalutare.

- Colonna sonora che mi è entrata nel cuore già solo per tracce come quella di Kaer Morhen, il tema da pub vichingo del Gwent ma soprattutto la meravigliosa Wolven Storm (Priscilla’s Song), con cui mi alzo dolcemente la mattina.
Quasi da piangere per quanto è bella... “You flee my dream come the morning, Your scent - berries tart, lilac sweet.. To dream of raven locks entwisted, stormy..of violet eyes, glistening as you weep..”

- Ambientazione pazzesca ed enorme, ed è per me un peccato mortale non avere il tempo per riuscire ad esplorare tutta. Piena di creature, luoghi secreti e un mondo vivo e coerente approfondito nei dettagli. Il DLC Blood and Wine aggiunge ambientazioni da favola e un palette di colori delizioso.

Momenti da ricordare (SPOILER):
1)Gioco base:
•La scopata leggendaria con Yennefer nell’unicorno
•Sbronza con gli altri Witcher (Eskel e Lambert) assolutamente epica: fra schiantini, giochi di cazzeggio con le domande proprio come faccio col mio gruppo di amici, cagnoli, battute bellissime e cazzoni coi vestiti di Yen.
•La battaglia di Kaer Morhen, dove tutti i personaggi con cui hai avuto a che fare nelle sub quests e non si uniscono per la difesa della fortezza. Davvero ben orchestrata e automaticamente esaltante per il setting in sè, nonchè tutte le personalità che vanno a scontrarsi. Rest in peace Vesemir.
• La palude con le Crones e i bambini: atmosfera inquietante al top e la loro bruttezza mi rimarrà secondo dentro.
•Non li posso scrivere tutti nel dettaglio quindi li riassumo: la famiglia del Barone col figlio abortito che diventa una mostruosità, i conflitti di corte a Skellige in pieno stile vichingo, la quest del Sigillo che lega Yennefer e Geralt, la quest con Keira nell’isola con lo spettro donna infame che ammazza il fidanzato, la serata di gala con Triss, il serial killer vampiro che fa vittime e non si fa manco scoprire, Dandelion che si scopa e le fa incazzare tutte, Djistrka e il Redanian King megalomane che gioca a scacchi..

2) Heart of Stone:
•c’è un Riferimento a “Scene di un matrimonio” di Bergman,
•un boss Slenderman super inquietante in quella bella location,
•O’Dimm che è Dio sceso in terra onnipotente che ferma il tempo, ficca cucchiai negli occhi e ci intrattiene con un bel enigma degli specchi
•Ma il top è il fantasma che prende il controllo del corpo di Geralt: è esilarante provandoci con Shina, facendo battute sul pene grosso e perdendo i soldi di Geralt coi nani (e facendolo sembrare ubriaco perché parlà da solo).

3)Blood and Wine:
• Il mondo delle fiabe di Blood and Wine con riferimenti esilaranti alle fiabe (Cappuccetto rosso e il lupo cattivo, i 3 porcellini, il bambino che grida ‘’al lupo al lupo’’, il gigante e i fagioli magici e anche una scopata onirica).
• Lezioni di vampirismo, e sia Dettlaff che Regis sono due Higher Vampire di spessore.
• Elder Vampiro che DISTRUGGE Geralt in modo esilarante con i suoi poteri infinit.
• Finale cattivo con la Duchessa e sua sorella che muoiono insieme: spettacolo.

DIFETTI
- Il Battle System non è per nulla eccelso e lo penalizza per la Gloria Videoludica assoluta. Purtroppo è facile, l’intelligenza artificiale è scarsetta e per quanto i nemici siano molti le situazioni sono sempre scontate e prevedono l’utilizzo ripetitivo delle varie magie di Geralt. Potenziare il melee è noioso (gli attacchi sono solo 2 fino a più di metà gioco e le schiavate anche, di cui una mezza inutile). Conviene divertirsi potenziando gli incantesimi.

- L’interazione con ambiente si limita a witchers senses nelle quest, saccheggi (gratuiti) e venditori.

- C’è fin troppa roba dispersiva inutilizzata e a conti fatti inutile nel menu o i negozi, almeno per il sottoscritto che non ha mai sentito il minimo bisogno di usare una pozione, per dire (giocato a Hard).
- Finale del gioco base abbastanza anticlimatico (da Eredin ai titoli di coda, qualsiasi siano le scelte intraprese).

- Nessuna boss fight degna di nota (carine solo le Crones e Imhelith che rimangono molto sempliciotte, ma nel DLC le cose migliorano un po’).

- Gli enigmi...perché così pochi...? Ce ne sono due tre appena accennati, ma il potenziale per fare ben altro c’era.

- I villain alla fine sono tutti mezzi rincoglioniti, da Eredin super deludente (una macchietta in pratica) alla sorte toccata a Dettlaff, che passa dall’essere un potenziale top character super affascinante ad un coglioncello che fa un macello per la figa.

9

Voto assegnato da Prince Wolf
Media utenti: 9.2 · Recensioni della critica: 9.2

Prince Wolf

ha scritto una recensione su God of War

Cover God of War per PS4

PREGI
-Assoluto primato di qualità videoludica per quel che concerne determinati lati artistici(almeno alla data di pubblicazione). Mi riferisco alla sensibilità nella narrazione e alla qualità sconcertante dei dialoghi, dietro la quale c’è una cura e un’intelligenza mai proposta prima. Aldilà del doppiaggio stratosferisco (giocato in lingua inglese), questo God Of War si porta nel futuro dei videogiochi studiando lo scambio di battute in base all’umore, a ciò che succede nell’ambiente, alle conseguenze di missioni principali e secondarie, e variano persino a seconda dell’ordine cronologico con cui si svolgono determinate mansioni, reagendo in modo sorprendentemente coerente ed elastico. Nessun gioco prima d’ora è riuscito a riempire fasi di navigazione o caricamenti con continui dialoghi fra padre e figlio, o le storie della mitologia norrena narrate da Mimir. Remare con una barchetta non è mai stato così interessante.

-Animazioni fuori di testa, fluidità, coreografia unita alla tecnica nel combattimento: l’ascia del Leviatano e le lame del Chaos pennellano con fasci di azzurro e rosso delle battaglie che fanno sentire vivo, con comandi precisi (cancel compresi) e un feeling dei colpi pazzeschi. Terminato in modalità Give Me A Challange (Hard) è bello constatare che ogni combattimento, anche il più banale, richiede uno sforzo mentale: GoW si è Dark Soulizzato e il button smashing non conta più nulla.

-La qualità sopracitata è talmente elevata che si presenta utile anche per il level design e la progressione strettamente giocosa. Questo aumenta ulteriormente il distacco fra le meccaniche ‘’legnose’’ ormai standard che rendono un videogioco riconoscibile, e quello che è un’esperienza narrativa cinematografica vera e propria.

-L’introduzione dell’Ascia che torna a comando (con animazioni fantastiche) basta da sola a dare unicità alla giocabilità, creando enigmi di gioco per proseguire sempre intelligenti. Alcune chicche poi sono spettacolari, esempio pratico: quanto è affascinante accendere un cristallo con la freccia e illuminare la soluzione sul muro scritta col sangue. Oppure: girare una manovella, mentre la si tiene ferma tirare l’ascia e congelare i meccanismi e bloccare il veleno, poi contemporaneamente switchare alle lame del chaos e combattere i nemici (dovendosi ricordare dell’ascia che deve rimanere conficcata).

-Amato l’orientamento delle sub quests nel lago dei nove, esempio di ottimo level design intuitivo ma non banale. In generale ci troviamo ad un derivato dei Metroidvania che per quanto perfezionabile funziona bene.

-Lore della mitologia norrena trattata con classe. Bellissimo ascoltare le storie, la sete di potere e inganni che contraddistingue Odino, Thor, i giganti, ecc.

- Dettagli che più ho amato:
Meraviglioso quando gli rivela di essere un Dio. Dialogo davvero meraviglioso nella messa in scena e i toni.
Ritrovarsi un vaso greco con rappresentato Kratos.
Kratos che si fa UN SORSO DI VINO GRECO col figlio. Una scena a dir poco meravigliosa ed forse l’unica dimostrazione di dolcezza e ironia allo stesso tempo per quel che riguarda il Fantasma di Sparta.
Ovviamente la rivelazione finale, il Dio dell’Inganno Loki...non è altro che Atreus.

DIFETTI
-Mini boss riciclati, pochi nemici e troppo riutilizzati in varie versioni.

-Nessuna spinta a scegliere una difficoltà rispetto ad un’altra, anzi giocarlo a difficile diventa completamente inutile se non per piacere di sfida personale. Riguardo questo devo sottolineare un bilanciamento non proprio impeccabile dei danni nemici (troppo alto): sei praticamente costetto a giocarti tutte le secondarie per proseguire in certi punti e questo si sarebbe potuto evitare (vedi Dark Souls).

-Se la qualità della narrazione è elevatissima, la qualità del ritmo e i pretesti per muoversi da un punto all’altro durante la storia lo sono molto meno.

-Stesso discorso per la logica del gameplay, spesso una montagna russa che non esalta i climax ma le fasi di enigmi alternate ai combattimenti a volte sembrano inserite un po' a random nella progressione.

-Uno dei suoi più grandi pregi, la calma e l'eleganza con cui si portano avanti le cose, è allo stesso tempo un piccolo contro: è lontanissimo dall'epicità e le endorfine che ti sprigionava God of war 3 nella sua ignoranza.

8.5

Voto assegnato da Prince Wolf
Media utenti: 9.3 · Recensioni della critica: 9.6

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