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Un politico americano propone una tassa sui videogiochi violenti per aumentare la sicurezza nelle scuole

Gli Stati Uniti sono tristemente famosi per le decine di sparatorie avvenute negli edifici scolastici ad opera di studenti che per vari motivi (spesso anche a causa di bullismo) decidono di procurarsi un'arma da fuoco ed usarla contro i loro stessi compagni. Come principali colpevoli sono (come sempre) chiamati in causa i videogiochi ed infatti l politico repubblicano Chris Quinn ha proposto una tassa del 10% su tutte le versioni fisiche dei cosiddetti "videogiochi violenti", ovvero quelli valutati come M for Mature ed Adults-Only dall'ESRB.



Come riporta Gamespot, Quinn intende destinare i proventi della tassa ad un fondo speciale che servirà per aumentare la sicurezza delle scuole, la proposta di legge era stata già presentata nel 2018 (non riuscì ad uscire dall'aula) ed è stata ripresentata ora. Il politico afferma che i videogiochi violenti possano aumentare il rischio di queste tragedie, citando anche rapporti di altri enti:



"Un fattore che potrebbe contribuire ad aumentare il rischio delle stragi è il materiale con cui i ragazzi vengono in contatto, attraverso i videogames."

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7 febbraio 2019 alle 14:30

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Io metterei una tassa sulla stupidità dei politici, più il loro QI è basso e più pagano. Questo, probabilmente, andrebbe in bancarotta.

 

Perché non mettono le tasse sulle armi o addirittura fare più controlli visto che vendono armi come se vai a fare la spesa