Extremely Powerful Capybaras – Recensione
Nel vasto zoo dei videogiochi indie, ogni tanto emerge una creatura che non solo sfida le convenzioni, ma le accarezza dolcemente con una zampa umida. Extremely Powerful Capybaras, sviluppato da Studio Bravarda, è un bullet hell roguelike che prende il mammifero più rilassato del regno animale e lo trasforma in un'arma di distruzione di massa. Il risultato? Un'esperienza che mescola il frenetico caos da arcade con il mood da centro termale, il tutto condito da un'estetica cartoonesca e una colonna sonora che sembra uscita da un rave in mezzo alla giungla.
Ma non lasciatevi ingannare dal titolo: dietro l'ironia si nasconde un gameplay sorprendentemente profondo, una struttura cooperativa ben pensata e un comparto artistico che riesce a essere tanto buffo quanto efficace. Preparatevi a immergervi in un mondo dove i capibara non solo combattono, ma lo fanno con stile, sinergie strategiche e una lancia affilata tra i denti.
Il non-racconto di un'epopea capibaresca
Parlare di “trama” in Extremely Powerful Capybaras è come cercare un arco narrativo in una partita a Tetris: tecnicamente non c'è, ma il contesto fa il suo lavoro. Il gioco non si prende mai sul serio, e questo è il suo primo punto di forza. L'avventura inizia con il tuo capibara immerso in una pozza termale, circondato da compagni altrettanto rilassati. Nessuna minaccia imminente, nessun villain da sconfiggere. Solo un'anfora decorativa e un hub centrale che funge da base operativa.
Da lì, il giocatore accede a una serie di arene divise per difficoltà, dove orde di nemici si scagliano contro di lui con crescente ferocia. Non c'è un vero e proprio worldbuilding, né cutscene o dialoghi. Il gioco comunica tutto attraverso il design: il contrasto tra la placidità iniziale e la frenesia delle battaglie è il vero racconto. È una narrazione implicita, surreale, che gioca con l'idea di un animale famoso per la sua calma trasformato in un eroe d'azione.
Il risultato è una parodia affettuosa dei giochi fantasy, dove il protagonista non è un cavaliere tormentato o un mago oscuro, ma un roditore gigante che si rilassa in ammollo prima di scatenare l'inferno.

Sinergie, schitarrate e caos controllato
Il cuore pulsante di Extremely Powerful Capybaras è il suo gameplay, che combina elementi da roguelike, bullet hell e action cooperativo. Il sistema di classi è sorprendentemente vario: si parte con quattro archetipi principali – Druido, Bardo, Guerriero e Assassino – ognuno con abilità uniche e stili di combattimento distinti. Il Druido lancia sfere diagonali, il Bardo uccide a suon di riff musicali, il Guerriero preferisce la lancia, mentre l'Assassino scaglia lame rotanti con precisione letale.
La progressione si basa su sinergie attive e passive che si sbloccano durante le partite. Ogni nemico ucciso rilascia sfere che permettono di salire di livello, e a ogni level-up si può scegliere un potenziamento. Con nove slot disponibili (quattro attivi, quattro passivi e uno finale), il giocatore è chiamato a costruire build strategiche che influenzano profondamente l'esito delle battaglie.
Il gameplay cooperativo è dove il titolo brilla davvero. Le partite in compagnia moltiplicano il divertimento, grazie a potenziamenti condivisi, obiettivi comuni e una dinamica che favorisce il lavoro di squadra. Purtroppo però al momento, la cooperativa online presenta gravi problemi, si rimane quindi in attesa di una patch correttiva. Nel frattempo, il gioco resta pienamente fruibile in ooperativa locale. In solitaria, invece, il gioco perde un po' di mordente: la mancanza di varietà nelle arene e il grinding necessario per progredire possono rendere l'esperienza meno coinvolgente.
Ma nel complesso, il sistema è solido, accessibile e sorprendentemente profondo. È il tipo di gioco che vi fa ridere mentre vi massacra, e che vi invita a provare “solo un'altra run” anche dopo essere stati annientati da mille nemici pixelati.

Minimalismo tropicale e capibara couture
Visivamente, Extremely Powerful Capybaras sembra uscito da un libro illustrato per bambini sotto acido. I capibara sono disegnati in stile cartoonesco, con abiti distintivi e armi improbabili. L'estetica è volutamente buffa, ma non sciatta: ogni elemento è curato per trasmettere leggerezza e personalità. Le arene sono semplici ma leggibili, con palette cromatiche vivaci che facilitano l'azione frenetica.
L'hub centrale, con le sue sorgenti termali e mercanti stravaganti, è un piccolo gioiello di design. È qui che il gioco mostra il suo lato più rilassato, offrendo un contrasto visivo e tonale con le arene di combattimento. Anche le animazioni, pur essendo essenziali, riescono a comunicare il carattere dei personaggi: il Bardo che schitarra, il Druido che evoca sfere, il Guerriero che carica con la lancia.
Il character design è il vero protagonista: ogni capibara è un piccolo avatar di caos e tenerezza, e la possibilità di personalizzarli con skin e accessori aggiunge un ulteriore strato di coinvolgimento. È un mondo che non ha bisogno di essere realistico, perché punta tutto sull'impatto visivo e sull'umorismo.

Ritmi tribali e rock letale
La colonna sonora di Extremely Powerful Capybaras è un mix eccentrico di ritmi tribali, synth psichedelici e schitarrate rock. Ogni classe ha un sound design che riflette il suo stile: il Bardo, ad esempio, è accompagnato da riff elettrici che si fondono con gli effetti sonori delle sue abilità. Il risultato è un paesaggio sonoro che amplifica il caos senza mai diventare fastidioso.
Gli effetti audio sono ben calibrati: ogni attacco, colpo subito o potenziamento ha un feedback sonoro chiaro e soddisfacente. Anche il silenzio dell'hub termale ha il suo fascino, con suoni ambientali rilassanti che ricordano una spa tropicale. Il comparto sonoro però non è rivoluzionario, ma è perfettamente in linea con il tono del gioco.
La strada verso il Platino
La lista trofei di Extremely Powerful Capybaras è sorprendentemente variegata, con obiettivi che spaziano dal completamento delle arene più difficili all'uso creativo delle sinergie tra classi. Il Platino non è impossibile, anzi, ma richiede dedizione e una buona dose di pazienza, soprattutto per chi gioca in solitaria. È una sfida che riflette lo spirito del gioco: caotica, buffa, ma mai banale.
L'articolo Extremely Powerful Capybaras – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

alfaalex
Caotico, stupido al punto giusto e pure divertente.
Axel Gladiuxs
Quando un animale diventa meme e mainstream è quasi legge che ne esca qualsiasi tipo di videogame a riguardo