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Samuele Lago

ha pubblicato un'immagine nell'album Cose riguardante The Witcher 3: Wild Hunt

The Witcher 3 è davvero il gioco che più di tutti mi sono trascinato dietro per anni senza finirlo. Il primo salvataggio nel 2019: tra università, cambi di casa, gente che è entrata e uscita dalla mia vita, pandemie, guerre, crisi... L'unica costante è Geraldo, da cui tanto prima o poi ritorno. Stasera lo riprendo ad anni di distanza, senza ricordarmi una ceppa. Nuovo drop a breve ahsisi

Samuele Lago

ha scritto una recensione su Resident Evil Requiem

Cover Resident Evil Requiem per Xbox Series X|S

Una trashata fanservice senza senso

Parto col dire che mi sono rotto le palle della solita frasetta "eh ma è Resident Evil, la trama non è mai stata importante". No, porco il cazzo, se una storia è brutta allora è brutta. Punto. E quella di Requiem sembra scritta da dei babbuini di due anni. Il risultato è un aborto di serie Z, con dei personaggi statici, privi di spessore e un rapporto tra i due protagonisti che non si sviluppa mai veramente. Un plot ridicolo e convoluto che mette al centro finti misteri, personaggi trash e una vagonata di sequenze, situazioni e ambientazioni fanservice incollate l'una all'altra con lo sputo. Se il 7 aveva avuto il merito di riportare RE ad una dimensione più viscerale con una storia personale incentrata sul protagonista, qui si torna a parlare di grandi cospirazioni mondiali, di cattivoni che fanno i cattivoni e di eroi provvidenziali che arrivano e salvano la damsel in distress facendo pure i fighi. Arrivati al nono capitolo della saga principale non capisco come questa roba possa interessare ancora, ma tant'è.

Sul gameplay boh, la tanto decantata prima parte con Grace mi è sembrata carina ma mai un capolavoro e comunque finisce troppo presto. Le parti con Leon mi hanno proprio rotto il cazzo. Mi piaceva in RE4 quando avevo 14 anni ma qui mi è proprio venuta voglia di vederlo morire male, sto fighetto monodimensionale che fa le battutine in stile spider-man dopo aver fatto una strage di mostri. Le due anime del gioco comunque non comunicano mai e alla fine prevale sempre l'action sul survival, per la gioia dei bimbiminchia giapponesi probabilmente. La sensazione è proprio quella di un gioco che annulla sé stesso, il trionfo dell'incoerenza. Le uniche trovate che potevano essere interessanti (gli zombie che hanno memoria delle loro vite precedenti e i problemi di salute di Leon) sono in realtà brevissime gimmick che modificano il gameplay per due secondi e poi si torna a sparacchiare.

Piacevole la grafica, soprattutto nella parte iniziale, e alcune ambientazioni. Per il resto una saga che non mi dice più molto. La rivoluzione di Re7 sulla scia di PT purtroppo è stato un sogno morto troppo presto.

4.9

Voto assegnato da Samuele Lago
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