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Mad_dog

ha scritto una recensione su Chicory: A Colorful Tale

Cover Chicory: A Colorful Tale per PS5

Il nero della depressione

Ho sentito diverse volte bollare Chicory come “l’ennesimo giochino per bambini” ma questo non potrebbe essere più sbagliato. Sotto l’apparenza bambinesca del suo design si cela un’anima ben più profonda e drammatica. Un racconto sulla depressione, l’insicurezza, il vedersi non all’altezza dei propri compiti, di fallire e di essere giudicati da chi ci circonda e di come sia mostruosamente difficile uscirne. Ma non il solito “tema profondo” buttato li a caso. Un racconto scritto da qualcuno che sa benissimo di cosa sta parlando, un racconto che se avete vissuto in prima persona o avete esperienza di qualcuno vicino a voi che ha avuto a che fare con questo mostro non potrà fare altro che colpirvi con l’accuratezza di alcuni dialoghi, di alcune frasi e comportamenti.

La storia si svolge nel mondo di Picnic, un coloratissimo mondo cartoonesco popolato da animaletti antropomorfi tutti con nomi di cibi o spezie. Questo mondo è popolato e in un certo senso “governato” dai pittori che di volta in volta si tramandano un pennello magico in grado di colorare il mondo. In questo momento il pennello lo ha Cicoria, quella che il gioco descrive come una delle più grandi pittrici di sempre. Di punto in bianco però il mondo perde ogni colore e torna interamente in bianco e nero.

Da qui prende piede la nostra avventura, non nei panni di Cicoria ma di quello del/della sua sguatterə a cui ovviamente dobbiamo dare il nome del nostro cibo preferito oltre che il sesso. Oppure no, sta a noi decidere. Io e, senza sorpresa, molti altri lo abbiamo chiamato Pizza.

Pizza raccoglie il pennello ed entusiasta di poter essere il prossimo pittore parte a ricolorare il mondo in modo… amatoriale.

Presto però si accorge che qualcosa si sta diffondendo a Picnic, qualcosa di malvagio, di corrotto che non può combattere da solo. Torna quindi da Cicoria a chiedere aiuto e qui si inizia a svelare la vera natura del gioco. I colori sono svaniti a causa di Cicoria, la quale depressa e insicura ha dato il via alla corruzione del mondo.

Da qui prende il via quella serie di piccoli dettagli di cui ho parlato all’inizio. Alcune frasi, alcuni comportamenti sono incredibilmente accurati e comuni a chiunque abbia dovuto affrontare questa malattia. Il chiedere di essere abbandonati in quanto un peso, il chiedere costantemente scusa per aver causato problemi agli altri, addossarsi colpe di tutto, volersi isolare, perdere interesse per il mondo esterno e tanto, tanto altro. Da qui quindi i nostri due protagonisti cominciano a sostenersi a vicenda cercando di sanare i propri dubbi e le proprie insicurezze con l’obiettivo di sconfiggere la corruzione.

Come gameplay il gioco si presenta come una sorta di metroidvania con qualche semplice puzzle qua e là. Con l’analogico sinistro ci muoviamo mentre con il destro controlliamo il pennello con il quale con la pressione dei dorsali possiamo dare colore oppure cancellarlo.

Ovviamente il fulcro di tutto il gameplay è il colore. Grazie al nostro fido pennello possiamo e/o dobbiamo colorare il mondo attorno a noi e utilizzarlo per interagire con i vari elementi degli scenari. Alcune piante se colorate scompaiono creando passaggi, altre compaiono creando “ponti”, possiamo attivare geyser di colore, far piovere colori interagendo con le nuvole e così via.

Il gioco è diviso in 10 capitoli, la maggior parte dei quali si concludono con una vera e propria boss battle contro la corruzione. Queste si presentano con una struttura che mi ha ricordato molto i combattimenti di Undertale. Tutta la schermata diventa nera e ci troviamo a combattere contro un boss. Dovremo schivare i suoi attacchi quasi a mo’ di bullet hell e allo stesso tempo colpirlo con il nostro pennello.

Al termine di ogni boss fight il nostro legame con il pennello aumenta donandoci una nuova abilità che sblocca di conseguenza nuovi passaggi nel mondo a zone precedentemente inaccessibili.

Non mancano ovviamente alcune subquest. Andiamo da quelle legate al ritrovamento della grande quantità di collezionabili, al colorare in modo particolare alcune zone della mappa a consegnare la posta. Tutte attività che se svolte permettono di raddoppiare le ore di gioco.

La storia principale infatti dura circa 8/10 ore a seconda di quanto tempo impieghiamo ad esplorare o cercare di dedicarci ad attività secondarie. Per portare il gioco al 100% ne occorrono circa il doppio.

Graficamente il gioco è carinissimo. Il tutto è presentato come un cartone disegnato a mano con animaletti carinissimi e scenari che se colorati sprizzano colori e gioia da ogni schermata. Il tutto ha anche un feeling che ricorda molto quei libri con il “pennarello magico”. Quei libri per bambini che avevano all’interno dei disegni tanti piccoli “puntini” imbevuti di colore che quando toccati dal pennarello magico lo sprigionavano andando a colorare le pagine.

La colonna sonora, composta dall’autrice di quella di Celeste, è sempre più che azzeccata in ogni situazione e scenario.

In generale gioco che va assolutamente giocato. Diverte ma allo stesso tempo colpisce con la sua storia senza presentare alcun vero difetto né nella narrazione né tantomeno del gameplay. Una di quelle piccole perle indie che spesso vengono ingiustamente inglobate in un mare di mediocrità.

Mad_dog

ha pubblicato un'immagine nell'album Antani

I collezionabili 14

No more heroes è forse il gioco Ps3 di suda più dimenticato. Mentre tutti accorrono a prendere Lollipop chainsaw e, almeno all'estero, killer is dead e ricordano con piacere shadows of the damned pare nessuno ricordi le gesta di Travis Touchdown rimasterizzate in hd.

Sarà che questa versione "directors cut" arriva 3 anni dopo l'uscita dell'originale su Wii, sarà che questo ha avuto un così grande successo che nessuno ha sentito la necessità di recuperarlo su Ps3, sarà che su questa versione si vede poco niente e si trova pure meno.

Sarà quel che sarà ma sta di fatto che di No More Heroes Heroes Paradise girano molte poche copie, anche e soprattutto tra collezionisti.

Ma sapete chi non si è dimenticato di questo gioco e della sua rarità? I venditori ebay, ovviamente

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