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Xalcus

Rilasciata una seconda patch nella giornata odierna 😱

Ecco i punti salienti della patch 1.00.04
• Risolve un bug durante il passaggio a Kliff
• Alcune azioni/interazioni sono state sistemate

C'è anche un piccolo assaggio per i futuri update:
• Gli sviluppatori stanno monitorando attivamente i problemi
• Risoluzione rapida dei bug relativi ai personaggi
• La stabilità del gioco su PS5 è una priorità

Xalcus

Ho fatto un bel po' di ore sono arrivato alla spoiler morte di Scorpion per mano di Kraven.
Quest'ultimo non è un nemico da sottovalutare, assolutamente. È figo, è crudele e mi darà parecchio filo da torcere.
Il gioco è quello, un More of the same che non delude, che aggiunge tante belle chicche (la possibilità di switchare fra Peter e Miles è parecchio figa).
L'unica cosa che ho notato di strano è il volto di MJ, ma non me la ricordavo così bruttina, anzi, nel riassunto iniziale aveva un'altra faccia. Che cazzo hanno combinato? Comunque sono andato già a fare le visite al cimitero come di consuetudine e fatto delle attività secondaria.

Xalcus

Il mistero dei templari 3:

Jerry Bruckheimer, super produttore hollywoodiano, ha dichiarato a The Direct che National Treasure 3 è davvero in fase di scrittura in questo momento; la Disney sembra intenzionata a rilanciare il franchise

ChrisMuccio

ha pubblicato un'immagine nell'album Immagini

30 anni di Resident Evil.
30 anni dalla nascita della mia serie preferita in assoluto. No anzi, è qualcosa di più: è proprio una parte fondamentale della mia vita intera, un qualcosa di imprescindibile a cui ho legato ricordi, momenti importanti, amicizie e rapporti speciali, vicende indimenticabili ed altre più difficili. Resident Evil in un modo o nell’altro è sempre stato lì, accompagna la mia esistenza sin da quando la scoprii per la prima volta.

In realtà, pur conoscendola di nome tra riviste, citazioni e sentito dire, ho iniziato a viverla soltanto anni dopo i suoi inizi su PlayStation, partendo con il remake del capostipite per GameCube. E scoperto per purissimo caso, in maniera del tutto casuale.
Era il settembre del 2003, avevo 12 anni. Ai tempi ero alla ricerca di una versione americana di Mario Golf: Toadstool Tour per GameCube, già disponibile in versione NTSC ma che in Europa sarebbe arrivato soltanto un intero anno dopo. Non volendo aspettare così a lungo, avevo iniziato a passare in rassegna tutti i negozi di Roma nella speranza di trovare una copia del gioco e un Freeloader, un disco che consentiva di bypassare il blocco regionale del Cubo ed avviare anche i titoli Import.
Il Freeloader lo trovai infine nel mio negozio di riferimento di allora (e che ormai dal 2019 non esiste più), ma nessuna copia di Toadstool Tour perché non trattava l’Import. Considerato il rischio che forse non saremmo riusciti a trovarlo, mio padre mi suggerì di prendere un altro gioco in alternativa così almeno da avere qualcosa di nuovo con cui giocare. Controllando tra gli usati per GameCube disponibili in quel momento in negozio, l’occhio cadde proprio sulla cover di Resident Evil: solo il logo del gioco in bianco su uno sfondo oscuro. Era a buon prezzo, ne avevo sentito parlare molto bene sulle varie riviste di allora per la console Nintendo, ed allora in maniera del tutto casuale dico: “Proviamo con questo”.

In verità, continuando a cercare in altri negozi quello stesso giorno, Mario Golf americano alla fine saltò fuori e dunque lo prendemmo. Tornai a casa con due giochi, quello ardentemente desiderato… E quello preso totalmente a caso come alternativa.
Ma incuriosito provai prima proprio Resident Evil. Quell’occhio sinistro nella schermata iniziale era inquietante. Scelsi Chris Redfield come protagonista e subito dopo mi ritrovai impreparato di fronte a ciò che mi aspettava. Rimasi letteralmente di sasso davanti al filmato iniziale, con un branco di cani zombie che sbranano il malcapitato di turno in mezzo a una foresta oscura e gli altri sopravvissuti che corrono a tutta velocità verso una via di fuga che si concretizzerà in una villa.
“Benvenuto al Survival Horror”, campeggia sullo schermo. Io ero rimasto pietrificato di fronte a quelle scene non essendo abituato a “giochi maturi”. Ma un momento dopo, pensai di aver visto la cosa più spettacolare in assoluto in un videogioco.
Ed immediatamente rimasi rapito da Resident Evil, dalle sue atmosfere spettrali, gli scenari claustrofobici, gli enigmi e le mostruosità di Villa Spencer. Provavo nei confronti di questo gioco un’attrazione magnetica che mi rendeva impossibile posare il controller e spegnere la console.
Emozioni nuove, uniche, mai provate prima.
Permettetemi alcuni sp.oiler, avviso per sicurezza anche se immagino che un po’ tutti ormai conoscano il primo RE. Non dimenticherò mai il fiato sospeso nel momento in cui si scopre la verità su Wesker ed il risveglio del Tyrant. Non dimenticherò mai i brividi che invasero tutto il mio corpo al momento della fuga finale: la musica ansiogena in sottofondo, l’allarme incessante e una voce robotica che ripete ossessivamente che il sistema di autodistruzione del laboratorio è stato attivato. Non dimenticherò mai il cuore battere a mille nel momento in cui Chris lancia il razzo di segnalazione sull’eliporto per avvisare il pilota Brad, preludio al gran finale contro il Tyrant. Non dimenticherò mai la sensazione di sollievo provata di fronte ai protagonisti finalmente liberi da quell’incubo, in volo in elicottero mentre sorge una nuova alba.
Le emozioni provate con Resident Evil non le ho mai più provate con nessun videogioco al mondo. Mai più.

Quello fu solo l’inizio. Da quel momento in poi Resident Evil divenne una nuova certezza. Presi un poco alla volta tutti gli episodi mancanti e comprai al lancio tutti i giochi successivi, attendendo con impazienza l’arrivo di ogni nuovo capitolo e spin-off. Persi la testa per Resident Evil 2 e 3 anche se sul Cubo non avevano la grafica del remake di RE1, capendo che in fondo la grafica non è mai stata un fattore per me così fondamentale, anzi. Giocai fino alla nausea Code Veronica X e feci modificare la mia prima PS2 soltanto per giocare prima Resident Evil Outbreak.
Per i miei 14 anni mi venne regalata la copia americana di Resident Evil 4, diventato il mio gioco preferito in assoluto cambiandomi ulteriormente la vita. Ho perso il conto di quante volte ho finito Resident Evil 5 e 6, controversi quanto vogliamo ma che in fondo ho consumato senza sosta nonostante il loro essere tanto diversi dagli altri RE.
Non mi sono perso letteralmente nessuno spin-off tra i Chronicles per Wii, i due Revelations e persino i Survivor. Ho recuperato letteralmente ogni singolo Resident Evil esistente anche in più versioni, anche di quelli più rari e costosi come RE Gaiden per Game Boy Color o i più inqualificabili come Operation Raccoon City ed Umbrella Corps, con quest’ultimo che pure se è una merda totale ne custodisco con estrema gelosia la copia fisica.
Ed ho continuato ad amare la serie anche con i suoi giochi odierni, da Resident Evil 7 Biohazard fino al più recente Resident Evil Requiem, passando per i moderni remake. E non vedo l’ora di scoprire quali altri giochi ancora arriveranno nei prossimi anni.

È partito tutto per caso, come una scelta alternativa in un giorno di settembre del lontanissimo 2003. E’ diventato un pezzo imprescindibile di ciò che sono e di tutta la mia esistenza.
Grazie Shinji Mikami. Grazie Capcom. Grazie Resident Evil.

Xalcus

ha aggiornato la sua collezione

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