ChrisMuccio ha scritto una recensione su Pragmata
Siamo abituati a pensare che se un gioco viene rinviato più volte, mettendoci anni a concretizzarsi dopo l'iniziale annuncio, significa che qualcosa sta andando storto nel suo sviluppo. Continui cambi di piani, problemi tecnici, development hell: tanti modi diversi per descrivere una situazione che appare preoccupante. Non è una regola chiaramente, ci sono stati più esempi di titoli con uno sviluppo lungo e magari pure travagliato che però alla fine hanno centrato l'obiettivo rivelandosi opere memorabili. Pragmata rientra perfettamente in questa categoria. Quando Capcom lo annunciò era il giugno del 2020, all'evento di presentazione di PlayStation 5. Sì, PS5 così come Xbox Series X/S ancora non esistevano, e Pragmata attirò l'attenzione non solo perché ai tempi era la prima nuova IP di Capcom in ben 8 anni (non contando Kunitsu-Gami: Path Of The Goddess annunciato tempo dopo) ma anche per il suo stile e le sue tematiche sci-fi inconsueti per gli standard del colosso nipponico. Inizialmente confermato per il 2022, già all'inizio del 2021 ne venne confermato il posticipo di un anno intero con tanto di scuse da parte della compagnia. Ma nemmeno il 2023 fu l'anno giusto, venendo invece rinviato a tempo indeterminato e senza troppe spiegazioni. Fino a quel momento di Pragmata si era visto poco e nulla, e così sarà ancora per molto tempo. E inevitabilmente venne da chiedersi che fine avesse fatto e soprattutto se sarebbe mai diventato realtà alla luce dei molteplici rinvii e del silenzio radio generale da parte di Capcom. Subito venne alla mente un altro progetto di Capcom che sulla carta sembrava molto ambizioso ma nei fatti mai diventato realtà: Deep Down, presentato nel 2013 proprio durante il reveal dell'allora nuovissima PlayStation 4 e poi scomparso e dimenticato da tutti come se non fosse mai esistito. Pragmata sembrava destinato a ripercorrere quella strada secondo i più pessimisti, sciogliendosi come neve sotto al sole. Così non è stato: è tornato di prepotenza in scena con la promessa che il 2026 sarebbe stato l'anno giusto. Così è stato: Pragmata è finalmente diventato realtà ad aprile. Ed i sei lunghi anni di attesa ne sono valsi tutti, perché Capcom ha sfornato la sua ennesima eccellenza videoludica.
Pragmata non è un Action/Adventure qualsiasi, ma prova ad offrire qualcosa di nuovo ed unico mescolando tra loro la tipica azione da Third-Person Shooter con meccaniche da Rompicapo legate all'hacking, tutto in tempo reale per dare vita a combattimenti intensi e dai ritmi serrati ma anche mentalmente stimolanti. E pure se la narrativa non è esattamente il suo punto più forte riesce comunque a raccontare una vicenda che scalda il cuore grazie al genuino rapporto che si crea tra il protagonista, l'ingegnere Hugh Williams, e la bambina androide Diana, risvegliatasi dopo un lungo sonno all'interno della Culla, una gigantesca stazione spaziale costruita sulla Luna della quale però si era perso ogni collegamento dalla Terra. Hugh e un team di ingegneri erano stati inviati verso la Culla dalla Delphi Corporation proprio per ristabilire un contatto con la stazione e gli scienziati che la abitano, salvo trovarla completamente deserta. Un terremoto separa Hugh dai suoi compagni, salvo poi essere salvato proprio dalla piccola Diana.
Con il prezioso aiuto dell'androide, Hugh esplora i vari settori della Culla con l'obiettivo di trovare un modo per fuggire e tornare sulla Terra, un'impresa che però sembra tutt'altro che semplice: i due devono infatti vedersela con IDUS, un'IA impazzita che ha reso ostili tutti i robot della stazione ed ora programmati per eliminare le tracce di ogni essere umano.
Hugh e Diana scoprono un poco alla volta cosa è accaduto all'interno della base lunare, attraverso numerosi documenti ed ologrammi sparsi che danno un poco alla volta sempre più contesto alla storia, sebbene comunque la narrativa rimanga un elemento in gran parte di contorno: lo scopo principale rimane sempre quello di tornare sulla Terra ed i due protagonisti seguono imperterriti tale scopo. A fare la differenza è però il rapporto padre-figlia che si instaura tra Hugh e Diana, una relazione che scalda il cuore attraverso le numerose scene e dialoghi che li coinvolgono e le reazioni incredibilmente sincere, genuine ed umane della bimba robotica alla realtà che la circonda e gli insegnamenti dell'ingegnere. Persino la raccolta dei collezionabili regala numerose scene aggiuntive che danno ancora più profondità al rapporto tra i due protagonisti, con Diana che tra l'altro non si rivela mai fastidiosa nemmeno per un attimo, fornendo consigli utili al momento giusto e dimostrandosi in molteplici occasioni un autentico tesoro da proteggere e custodire con la sua dolcezza irresistibile. Ma anche la storia stessa, pur restando in larga parte un semplice contorno senza troppi spunti, verso le fasi finali ha una bella sterzata prendendo una piega più cupa e misteriosa che rende le ultime ore dell'avventura più intense e coinvolgenti anche in chiave narrativa, arrivando a un finale magari prevedibile ma non per questo meno potente. Si finisce dunque con l'apprezzare il contesto narrativo di Pragmata grazie alla sua semplicità generale, di certo non il più originale in circolazione ma che segue una sua strada ben definita senza mai esagerare o ricercare il colpo di scena a tutti i costi rischiando di infrangere l'equilibrio generale del racconto che si poggia tutto su Hugh e Diana, personaggi che difficilmente verranno dimenticati una volta conclusa la loro odissea nello spazio.
Da giocare è tutto un altro paio di eleganti maniche: per i concept che lo caratterizzano e le idee messe in campo, Pragmata sembra a tutti gli effetti un'avventura dell'epoca PlayStation 2, e questo è da intendersi come il più grande e sincero dei complimenti. L'azione e l'esplorazione sono protagonisti assoluti in un'opera che mette il gameplay al centro dell'attenzione, funzionano in maniera eccezionale in quasi ogni sua componente, al netto di qualche sbavatura che vedremo tra poco. Va subito sottolineato che l'azione TPS alla base di Pragmata brilla di luce intensa grazie alle sue tantissime sfumature, mostrando un'impostazione inconsueta che la distingue ed eleva rispetto a tantissimi altri esponenti del genere. Non si tratta semplicemente di un gioco dove bisogna sparare a tutto ciò che si muove, al contrario l'azione seppur frenetica è anche molto riflessiva con un pizzico di tatticismo, strettamente legata alla continua collaborazione tra Hugh e Diana. Il nostro ingegnere non può infatti eliminare facilmente i numerosi robot presenti sulla Luna essendo tutti dotati di corazze inscalfibili con i metodi tradizionali, invulnerabili ai proiettili nella loro forma base. E' qui che entrano in gioco le abilità da hacker di Diana: spostandosi attraverso un'interfaccia a griglia, si arriva al punto debole dei nemici esponendo così i loro punti deboli, permettendo finalmente ad Hugh di infliggere danni reali ed eliminare un poco alla volta ogni minaccia. Come già accennato l'hacking si esegue in tempo reale, ciò significa che l'azione prosegue nel frattempo che Diana prova ad esporre i punti deboli degli avversari nel frattempo che Hugh fugge e schiva i loro colpi in attesa di passare al contrattacco al momento giusto. Questo tipo d'impostazione in un primo momento potrebbe lasciare un po' spaesati e richiede un poco di tempo per essere compresa e padroneggiata, ma una volta entrati appieno nei meccanismi ecco che Pragmata sprigiona al massimo il suo potenziale: il minigioco legato all'hacking è assuefacente e, sbloccando un poco alla volta nuovi moduli e potenziamenti, si fa anche più profondo e strategico grazie ai tanti malus passivi che è possibile infliggere ai nemici, nel frattempo il nostro eroe scatena una pioggia di proiettili con il nutrito arsenale a disposizione, piuttosto originale e da utilizzare con intelligenza considerato che le munizioni sono limitate (le armi standard in ogni caso sono dotate di proiettili infiniti che si ricaricano automaticamente con il passare dei secondi) e va compreso quando è il momento opportuno per utilizzare ciascuna arma a disposizione, comprese quelle dotate di abilità passive. L'armamentario è studiato con grande intelligenza considerato che ogni singola arma ha un'utilità preziosa e può salvare anche dalle situazioni più ostiche, un discorso che vale anche per i moduli a disposizione di Diana che arrecano effetti sempre differenti e possono risultare più o meno efficaci a seconda della tipologia di robot che stiamo affrontando.
A rendere ancora più speciale Pragmata è un senso costante di progressione ed evoluzione dei nostri personaggi: per tutta la durata dell'avventura si sbloccano regolarmente nuove armi, abilità, potenziamenti e moduli facendo ricorso alle numerose risorse accumulate durante l'esplorazione, dando una varietà sempre più grande alle possibilità in combattimento di Hugh e Diana. Anche i nemici stessi si fanno sempre più ostili e pericolosi con il passare delle ore, complice non solo le decine di robot che si affrontano nei vari settori della stazione ma anche le meccaniche aggiuntive che rendono l'azione sempre più imprevedibile e l'hacking persino più complesso, regalando di conseguenza stimoli sempre maggiori. Certo, in alcuni casi si potrebbe avvertire un po' di monotonia, ma Capcom ha cercato di variare il più possibile la formula di gioco in modo da mantenerla sempre fresca grazie a tutti gli equipaggiamenti ben variegati messi a disposizione così come un numero sempre più ampio di nemici pericolosi con cui confrontarsi.
Di per sé comunque Pragmata non è un gioco troppo ostico e, una volta comprese le sue meccaniche, offre una sfida piuttosto equilibrata e stimolante mettendo a disposizione del giocatore tutto il necessario per affrontare ad armi pari le orde di nemici che gli sbarrano il cammino. Avvincenti soprattutto le Boss Fight, che offrono sempre qualche concept nuovo da comprendere e sfruttare a proprio vantaggio, e nelle fasi avanzate dell'avventura bisogna prestare attenzione anche a diversi ostacoli ambientali che rendono le battaglie sempre più ostiche ed imprevedibili. Insomma, lato combat c'è veramente poco di negativo da dire a Pragmata, che in tal senso si dimostra per davvero uno dei giochi più freschi e brillanti dell'attuale generazione. Semmai una critica si potrebbe muovere alla varietà e impostazione degli obiettivi, che in effetti non sono particolarmente originali e anzi tendono a farsi ripetitivi molto presto: spesso gli incarichi da portare a termine sono fortemente simili tra loro (esempi: attiva specifici pulsanti per sbloccare una porta, esplora due diverse aree per attivare un'ascensore) e la loro risoluzione non ha chissà quali guizzi creativi. Il level design è piuttosto lineare pur lasciando comunque spazio all'esplorazione considerata la presenza di tanti potenziamenti e collezionabili sparsi in ogni area, ma nel complesso l'azione vera e propria risulta molto più intrigante e coinvolgente rispetto al contorno. Occhio a non fraintendere: gli scenari seppur lineari sono comunque di dimensioni abbastanza ampie da garantire la presenza di aree e passaggi segreti che attendono di essere scoperti, e non manca ogni tanto qualche enigma ambientale più elaborato con cui cimentarsi.
Un altro aspetto ben implementato è il rifugio, dove è possibile sbloccare nuovi potenziamenti ed abilità aggiuntive oltre a rilassarsi in compagnia di Diana e cimentarsi con i vari extra messi a disposizione da Cabin, l'unico robottino non ostile della Culla che ci mette a disposizione tanti nuovi oggetti da sbloccare attraverso le Monete Cabin accumulate lungo il percorso, così come le Simulazioni, sfide dal sapore arcade a difficoltà crescente e con ricche ricompense da sbloccare se completate rispettando tutti gli obiettivi. Gli stage del simulatore sono numerose e ben elaborate, gradualmente sempre più impegnative e di conseguenza in grado di regalare grandi soddisfazioni una volta completate, rivelandosi uno degli aspetti migliori del titolo Capcom.
E sebbene Pragmata non sia magari troppo longevo (una decina di ore potrebbero essere sufficienti per finirlo con molte attività secondarie completate), la qualità della sua durata è tale da renderlo un'esperienza ricchissima e in grado di coinvolgere il giocatore dalla sua fase iniziale fino all'epilogo. C'è tantissima sostanza nel titolo Capcom, e nella sua durata magari non esplosiva dimostra di avere tutto ciò che serve per regalare un'esperienza di altissimo livello e ricca di innumerevoli possibilità diverse, soprattutto dopo aver padroneggiato appieno il gameplay e sbloccato il grosso delle abilità disponibili. Si tratta di un gioiello che conquistare anche grazie alla sua direzione artistica ispirata sia nel design dei robot, sia nella realizzazione di tutto l'ambiente circostante. Il tutto scorre poi su schermo in maniera fluida e senza alcuna problematica tecnica, con il RE Engine che qui si dimostra al massimo della forma offrendo visuali mozzafiato, animazioni curatissime e una resa generale di grande impatto. L'accompagnamento sonoro, che mescola tra loro brani più melodici ed emotivi ad altri dal sapore sci-fi pienamente coerenti con il contesto dell'avventura (bellissima in particolare la Main Theme, ancora più bella la canzone conclusiva che riassume alla perfezione l'essenza dell'opera Capcom), è un altro grande punto a favore dell'opera, che brilla anche nel doppiaggio. Il parlato in italiano è di livello, ma quello inglese rimane di un livello ancora più incredibile soprattutto per l'interpretazione magistrale di Hugh e Diana, in grado di elevare ulteriormente la caratterizzazione dei due personaggi ed il loro rapporto.
E mentre scorrono i titoli di coda, in attesa di cimentarsi poi con le sfide post-game, le difficoltà maggiori ed il New Game Plus, ti fermi a riflettere e pensi: Capcom ha fatto centro ancora una volta. Una compagnia in stato di grazia da circa un decennio che sforna opere indimenticabili una dopo l'altra, in un percorso fatto di grandi successi e magari qualche inciampo che però non gli impedisce di consolidarsi sempre di più come una delle più importanti certezze dell'attuale panorama videoludico. E Pragmata ne è l'ennesima prova: ha avuto uno sviluppo lungo e travagliato, ma il risultato finale ti fa capire che ne è valsa la pena aspettare e dare fiducia allo studio giapponese per tutti questi anni. E come ringraziamento ha tirato fuori dal cilindro un'opera che non ha deluso affatto, imponendosi al contrario come uno dei giochi più memorabili del 2026. Il viaggio attraverso la Luna di Hugh e Diana merita di essere vissuto dall'inizio alla fine, appassionando con un'avventura che ha il coraggio di osare e un duo di protagonisti che entra immediatamente nel cuore con l'intenzione di restarci per sempre. Ed ora la speranza è che questo sia solo l'inizio per Pragmata, i primi importanti passi verso successi sempre più grandi ed ambiziosi.
Voto assegnato da ChrisMuccio
Media utenti: 8.9









AmazingAlex
Recensione da formato Kindle meritata per un gioco così, io aspetto di finire a Lunatica per buttare un parere.
Questo gioco mi è piaciuto più di Requiem.
AmazingAlex
@ChrisMuccio nemmeno io credevo che il nuovo capitolo di una serie che amo, col protagonista che amo, sarebbe stato superato da un'IP che sembrava persa.
Invece è stato così, se alla fine di Requiem avevo dubbi, critiche, qualcosa che m'è piaciuta meno, con Pragmata non è successo, non ho trovato niente di davvero criticabile, è anche il mio GOTY al momento.
Steto96
Leggerti in serata è il giusto premio dopo averlo finito in mattinata ♥️ nonostante non sia tipo da numeri come ho sempre detto e nonostante mi sia piaciuto molto, quando ho visto quel 9 ho pensato che forse ti è piaciuto un po' più di quanto sia piaciuto a me; leggendo la recensione però devo dire che mi trovo d'accordo punto su punto.
ChrisMuccio
🫶
Garth Brown
come Mike (o meglio, suo cognato Sag) finisce di registrare il walkthrough, lo si guarda IMMEDIATAMENTE!!!!
ChrisMuccio
Grande!
Non te ne pentirai!