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Hillary Clinton a difesa dei videogiochi: non c'entrano nulla con stragi e sparatorie

In USA gli attacchi ai videogiochi si stanno moltiplicando negli ultimi giorni a causa delle recenti tragiche stragi di El Paso e Daytona. Sparatorie di massa associate al nostro medium preferito prima da politici repubblicani e da ex agenti dell'FBI e poi dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.



Le difese da parte dell'industria videoludica non sono mancate ma fortunatamente ci sono delle prese di posizione nette anche al di fuori, all'interno della politica americana. Sono sicuramente le parole di Hillary Clinton a spiccare, non tanto per la profondità della sua riflessione (in realtà piuttosto banale) ma per la semplicità e la chiarezza con cui evidenzia uno dei veri problemi che affligge gli Stati Uniti: le armi.



Il tutto sminuendo due capri espiatori su cui moltissimi continuano a puntare con insistenza invece di sottolineare ciò che davvero differenzia USA e resto del mondo.



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7 agosto 2019 alle 12:30

Condiviso da Chris88 e un altro.Piace a 15 persone, 1 persona

 

Bello il fatto che quella schifosa della Clinton per avere 3 voti in più alle prossime elezioni dica ciò che noi vorremmo sentirci dire. Intanto le stragi sono dovute alla vendita di armi da parte di aziende che la hanno finanziata anche in campagna elettorale. Trump sarà pure un coglione, ma preferisco votare mille volte lui piuttosto che questa psicopatica.

 

tutte stronzate sia le posizioni di una parte che dell'altra, tutte demagogie avverse, ci sono un mucchio di paesi in cui circolano armi ma non hanno problemi così seri (tipo la Russia oppure la Svizzera dove se non erro ci sono molte più armi diffuse tra la popolazione che negli U.S.A.)... la verità è ben più drammatica, il problema degli Stati Uniti è di tipo culturale e sociale: la società più neoliberista e tardo-capitalista del mondo è la loro e in essa si raggiunge livelli di stress strutturale che aumentano le possibilità di comportamenti distruttivi...

 

@Svyturis ma non penso che in realtà poi sarebbe molto diverso, secondo me anche se magicamente sparissero tutte le armi e si riiniziasse con un ordinamento più limitazionista, dopo poco le cose tornerebbero più o meno come prima. Poi non ti credere che ci siano controlli superiori in altri paesi, pensa che per inverso se prendiamo l'Italia vediamo come procurarsi un arma a fine sportivo sia semplice e relativamente veloce, e si... ti posso assicurare che a meno che tu non sia tipo uno psicotico certificato, le armi le diamo a chiunque...
cmq non sminuiamo, non è una questione di competizione come dicevi sopra, quella è solo una delle componenti della questione socio-culturale che ponevo ahsisi
dai, è palese che questo binomio di vedute contrapposte sul tema armi è fuori dalla realtà, è da quando gli Stati Uniti esistono (anzi pure da quando erano colonie) che tutti sono armati, eppure questo stragismo "gratuito" è un fenomeno che è iniziato, guarda caso, nel dopoguerra ed è appunto andato sempre più intensificandosi fino ad oggi. Eppure nessuno vuole accorgersene...
il problema sul dibattito è che oggi tutte le questioni mediaticizzate funzionano così: si pone una questione, si delineano due visioni avverse che siano associabili ad altre visioni in altri dibattiti generando così contenitori di "valori" e significati (buoni e cattivi, salutare o non salutare, logico o illogico, ecc...), in ultima istanza poi quasi mai non manca di verificarsi una "politicizzazione". In tutta questa operazione le persone scelgono inconsciamente di subire la narrazione e ne diventano proseliti; il perché di questa scelta? Bo, io penso che le persone desiderino subire narrazioni perché hanno bisogno di sentirsi sottomesse, la cosa le rassicura, provare ad esercitare un ragionamento esterno alle dinamiche prefisse le spaventa, hanno bisogno delle loro catene psico-culturali, preferiscono l'ordine e la sicurezza alla libertà. Ovviamente sto ragionando in ottica prettamente psicanalitica ahsisi

 

@Svyturis certo che sono molto diverse qui ahsisi io dicevo che anche in un paese come l'Italia dove le armi sono molto regolamentate poi invece volendo non è veramente così difficile ottenerle, ci sono un mucchio di reportage che lo dimostrano.
Insisto sul fatto che la questione statunitense non è così tanto legata alla facilità nel ottenere un'arma come viene discusso.
Dici che le hanno fatte fuori per dimostrare mediaticamente che li omicidi non devono passare necessariamente da un arma?