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I videogiochi sono i miei sentimenti

Slegare videogiochi e sentimenti? Impossibile, spesso sono la stessa cosa



Sembra assurdo che nel 2020 qualcuno ci veda ancora dei sentimenti nei videogiochi. Sono puro intrattenimento, no? Lo svago di una trentina di ore, da comprare e poi scambiare con qualcosa di nuovo. Con altre trenta ore di intrattenimento, logico. Un circolo vizioso di comprare per risparmiare al prossimo acquisto, di dischi che vanno e vengono dallo scaffale e su cui abbiamo sempre qualcosa da ridire. Un loop eterno di compravendite in cui i sentimenti non devono entrare, perché gli unici a dover ringraziare davvero sono quelli che i videogiochi li fanno. Glieli paghi fior di soldi, quei due dischi maledetti. Tra l'altro anche parlare di dischi ormai è obsoleto. Siamo nell'era del digitale, perché occupare spazio con i vecchi fisici?



Eppure eccomi qua, a difendere a spada tratta una categoria che ormai sembra indifendibile. Parlo di quelli a cui capita di sentire male al cuore, come se ne avessero perso un pezzo. Confusi, frastornati da quella strana sensazione per giorni interi, alla fine tornano nella propria stanza e si guardano intorno. Ed eccolo lì il pezzo mancante: a fette ordinatamente, maniacalmente esposte sugli scaffali dentro scatole di plastica. Più ce ne prendiamo cura, più ci sentiamo meglio – come fossero Horcrux usciti direttamente da Harry Potter. Mi immolo, conscio delle conseguenze, a difendere la categoria dei malati per definizione di affective gaming.



Non sapete cosa sia l'affective gaming? Rimediamo subito.

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9 maggio 2020 alle 21:50

Condiviso da Sam Fisher e un altro.Piace a 6 persone

 

Personalmente videogiochi, film, libri/fumetti li vedo tutti come la stessa cosa. Come storie raccontate in forme differenti.
Da quel che so nulla prescinde dalle emozioni, in generale tutto, qualsiasi nostra decisione per quanto possa sembrare razionale resta emotiva. Banalmente tutti i prodotti in un supermercato cercano di attirarci per essere acquistati suscitando in noi emozioni tramite vari stimoli.
Anche i videogiochi più semplici o anche senza trama hanno come fondamento le emozioni, che poi vorrebbero fossero provate dal giocatore.

 

Pienamente d'accordo.
Sono sempre del parere che se riesci a ricordare qualcosa, bella o brutta che sia, significa che quel media ha lasciato il segno. Ti ha lasciato un ricordo.

 

Avevo in programma un viaggio in Giappone e tra le tante tappe da fare vi era quella di visitare negozi di videogiochi e di comprare alcuni titoli da inserire in collezione, e nn penso minimamente che ne avrei acquistato uno senza provare nulla... quindi si, dall'acquisto al giocarci fino al tenerlo su una mensola mi scaturisce emozioni.