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Shujin
Cover The Walking Dead: Season Two - A Telltale Games Series per PS3

Questa volta ero pronto, sapevo a cosa andavo incontro, eppure...

Eppure The Walking Dead: Season Two ha saputo emozionarmi, coinvolgermi e sconvolgermi come pochissimi altri giochi prima di lui.
Ancora una volta Telltale centra il bersaglio, proponendo un'avventura grafica in cui gli zombi fanno solo da contorno a quello che è il cuore del gioco: i rapporti tra i personaggi e la loro evoluzione, e le sempre difficile scelte da prendere nei momenti più drastici.
E' giusto compiere azioni sbagliate per il bene del gruppo? Sacrificare uno per salvarne un altro?
Con queste ed altre domande si è portati a confrontarsi nel corso dei cinque episodi che compongono l'avventura, accompagnando per tutta la sua durata la piccola Clementine, anche se piccola può essere riferito solo alla sua statura ormai.
Eh si, scordatevi l'indifesa ragazzina della prima stagione, la Clem della Season Two è una ragazza sicura di sé e disposta a tutto per la propria sopravvivenza e quella delle persone a cui tiene...o forse no, dipende da come la si giocherà. Personalmente, trovo che sia uno dei personaggi femminili più riusciti dell'intera storia videoludica: è impossibile non affezionarsi a lei, non ridere delle sue gioie (poche) e non piangere delle sue disgrazie (eh, tante).

Se dovessi trovare un difetto, direi che rispetto alla Season One, questa seconda parte è calata un po' (di pochissimissimo però). Forse perché la prima rappresentava una novità assoluta per me, e invece qui troviamo alcune situazioni "riciclate" o già vissute in parte. O forse perché mi sono abituato al mondo di The Walking Dead, tra videogame, serie TV e fumetto.
Comunque sia, resta un gioco davvero tanto emozionante (si, ho pianto nel finale) e lo consiglio caldamente a tutti, a patto di aver giocato prima alla Season One.

Ora che l'ho finito mi è rimasto un vuoto dentro :(

Shujin

ha scritto una recensione su The Walking Dead

Cover The Walking Dead per PC

Quando nel 2012 The Walking Dead ha vinto il titolo di Gioco dell'Anno ho pensato: "ma che roba è?". Non ne avevo mai sentito parlare, e informandomi scoprii che era un'avventura grafica disponibile solo in inglese. Grazie, ma no.
Nella mia ignoranza pensai che i giudici avessero votato il gioco più "di nicchia" giusto per tirarsela un po', e che esso in realtà non fosse niente di che.
Madonna quanto mi sbagliavo.

Qualche giorno fa ho deciso di dargli una possibilità, soprattutto grazie alla traduzione italiana disponibile via patch (in realtà non ho problemi con l'inglese, è solo che giocando in italiano mi immergo molto di più nel gioco), e così l'ho iniziato.
In poco più di due ore, nel tempo di un episodio, è entrato prepotentemente nell'olimpo dei miei giochi preferiti.
La narrazione è qualcosa di spettacolare: non ho mai giocato ad un titolo così empatico, capace di farti immedesimare così a fondo nei suoi personaggi e nelle loro vite, nelle loro gioie e paure, nella loro felicità e nella loro sofferenza. L'apocalisse zombie fa solo da contorno a quello che è il cuore di The Walking Dead, ovvero i personaggi, Lee e Clementine su tutti, la loro evoluzione e il costruirsi di una rete di rapporti tra di loro, amichevoli e non.
E come si costruisce questa rete di rapporti, come evolve il protagonista del gioco e chi gli sta attorno? Attraverso le innumerevoli scelte che noi giocatori siamo chiamati a fare nel corso dell'avventura. E la vera forza di questo gioco è che non c'è mai una scelta facile, non esiste giusto o sbagliato: esistono solo le tue azioni e le loro conseguenze. Come si può decidere chi salvare tra due persone che stanno per essere divorate dagli zombie? Puoi uccidere una persona a sangue freddo per evitargli un destino ben peggiore? O ancora, sarai capace di vivere con il rimorso di aver fatto un gesto terribile, ma per il bene della collettività?

Insomma, se non si fosse capito, The Walking Dead è un titolo con una narrazione e una regia magistrali, che è stato in grado di coinvolgermi come nessun gioco aveva mai fatto prima. Mi ha fatto emozionare tantissimo, e mentirei se dicessi che non mi è spuntata una lacrima nei momenti più forti del gioco.
Consigliato a tutti quelli che hanno un cuore.

Shujin

ha scritto una recensione su Dark Souls

Cover Dark Souls per PC

Finito. Beh, che dire...semplicemente fantastico. Un gioco difficile, sadico, bastardo, ma che sa regalare un sacco di soddisfazioni.
Un gioco pieno di segreti da scoprire, aree da esplorare, nemici temibili da sconfiggere. Un viaggio attraverso una terra sconosciuta, letale, ad inseguire un destino ignoto.

Perché Dark Souls è così bello?
Perché ha un gameplay ricco e raffinato, pieno di particolari che rendono l'esperienza di gioco unica e intensa. Corri, salta, rotola, schiva, contrattacca, colpisci. Un esempio? Ogni arma (e ce ne sono tante) ha un attacco diverso, c'è quella che attacca rapidamente, quella che attacca con affondo, quella di taglio, la spazzata con la lancia...prova tu ad usare un'arma con un ampio raggio all'interno di un corridoio stretto.
Perché è una meraviglia per gli occhi. Posti come Anor Londo, o il Mondo dipinto di Aramis, o la Grotta di Cristallo sono semplicemente fantastici da guardare e da esplorare. O anche i nemici e le creature che incontreremo durante l'avventura (ma soprattutto i Boss) ce ne sono alcuni di veramente ispirati e indimenticabili.
Perché è difficile. E' difficile, si, ma di quel tipo di difficoltà che può essere superata. C'è sempre un modo per sconfiggere un nemico, un punto debole da colpire, uno spiraglio da afferrare, anche se lui con due colpi ci butta giù. Morire non è una sconfitta, ma un punto di partenza. E il gioco non fa niente per aiutarci, non si svela, ma si lascia scoprire piano piano...sta a noi cogliere tutte le sue meccaniche nascoste, come il potenziamento delle armi, o il funzionamento dei falò e dei punti Umanità.
E sarà quando si riuscirà a raggiungere i propri obiettivi, al prezzo di infinite battaglie (e tante parolacce), che Dark Souls mostrerà il suo vero valore.

Shujin

ha scritto una recensione su Hitman Absolution

Cover Hitman Absolution per PS3

Finito circa una settimana fa: ho aspettato un po' a scrivere un commento su Hitman Absolution per calmare i bollenti spiriti. Non è servito a niente.

Questo gioco è FENOMENALE.
Probabilmente è il miglior gioco Stealth a cui io abbia mai giocato dai tempi di Chaos Theory...ma andiamo con ordine.
La trama è interessante anche se non è nulla di eccezionale. Lineare, con pochi colpi di scena, ma nel complesso funziona bene. In questo capitolo il nostro caro agente 47 si assumerà il compito di rintracciare e proteggere una ragazza speciale...e starà a noi muoverci nei molti livelli del gioco raccogliendo informazioni e assassinando chi rappresenterà un ostacolo tra 47 e il suo obbiettivo.
E il bello è proprio farlo: avremo a disposizione un sacco di modi differenti per portare a termine un livello. Si può agire in segreto cercando di non farsi mai scoprire dai nemici, travestirsi e infiltrarsi tra di essi, cercare strade secondarie come condotti di aerazione, creare diversivi, o anche farsi largo ad armi spianate (caldamente sconsigliato). La libertà d'azione è davvero alta, basti pensare che per il primo obbiettivo da eliminare esistono non meno di dodici possibilità differenti per farlo, tra veleni, esplosivi o fucili da cecchino. Ciò influisce ovviamente anche sulla longevità, già buona di per sé.
Un altro punto a favore di Hitman Absolution è la difficoltà: se giocato nel giusto modo, ovvero cercando di non essere mai scoperti dai nemici e agendo nel modo più silenzioso possibile, allora il titolo offrirà un grado di sfida elevato; sarà necessario rigiocare determinati passaggi più volte e imparare gli spostamenti e i tragitti delle guardie risulterà fondamentale.
In nostro aiuto verrà una nuova abilità peculiare di 47 introdotta in questo capitolo: l'istinto. Grazie ad esso saremo in grado di percepire la presenza di nemici, anticipare i loro movimenti, mantenere un basso profilo mentre si indossa un travestimento (eh si, perché i personaggi vestiti come noi ci riconosceranno se manterremo troppo a lungo il contatto visivo) e altro ancora. I nemici saranno molti e sempre all'erta, per cui l'uso sapiente di questa abilità sara indispensabile per la buona riuscita dei nostri piani.

Che dire, un ottimo Stealth se giocato in questo modo. La varietà delle ambientazioni, le numerose possibilità offerte dal gameplay, le ottime musiche ed una trama semplice ma mai banale fanno di Hitman Absolution un titolo consigliato a tutti, ed in particolare a coloro che cercano un gioco impegnativo ed appagante.

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