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Shuperman

ha scritto una recensione su God of War

Cover God of War per PS4

Storie di asce, lame e martelli

Ricordo che all'annuncio fui tipo "perché?", mi sembrava strano vedere Kratos, anziano e di nuovo figliato dopo gli avvenimenti del terzo capitolo, oggi invece mi trovo ad essere pienamente soddisfatto di questo nuovo God of War.

Per me il gioco è una enorme opera d'arte, non nel senso iperbolico del termine, ma nel modo in cui è composto il level design, da smascellarsi, quadri dipinti come nel peggiore dei Dark Souls.

La trama sprizza epicità da ogni pixel, partendo dalla main quest alle normalissime storie narrate dai personaggi mentre si è in barca o in viaggio tra i regni, ogni parola è sicuramente studiata, la mitologia norrena si adatta senza problemi ai racconti del gioco, cattura il giocatore e gli fa chiedere per altro, come Atreus sempre curioso di capire cosa lo circonda.

Poi Kratos, più umano che mai, saggio ma ancora severo, forgiato dalle esperienze passate, cerca di portare il figlio sulla retta via e di non farlo diventare un Fantasma di Sparta 2.0, eccezionali le scene in cui lo vediamo titubare nell'esprimere emozioni verso il RAGAZZO, ma complimentadosi sempre più apertamente verso il finale.

Il finale a Jötunheim e le profezie sui muri mi hanno fatto avere un po' di nostalgia, sperando non si avverino, perché con questo God of War ho empatizzato veramente molto con Kratos, cosa mai successa con gli altri perché secondo me il personaggio stesso non permetteva di farlo essendo stato concepito come una macchina da guerra.

"Ora non ho più nulla da nascondere..."

Unica pecca la poca varietà di nemici, secondo me.

Per il resto: applausi.

Shuperman

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