C’è un qualcosa di vagamente romantico nel festeggiare i 25 anni di Xbox con il remake del kolossal dal quale ha tutto ha avuto inizio in quel lontano 15 novembre del 2001. Un anniversario che cade tra l’altro in quello che si potrebbe considerare il momento più difficile per il brand targato Microsoft tra ondate di licenziamenti, studi chiusi oppure venduti, giochi che non generano i profitti sperati e radicali cambi al vertice che hanno completamente cambiato il volto di Xbox.
Lo hanno chiamato “Xbox Reset” non a caso, una ripartenza dopo cambiamenti radicali nel tentativo, si spera fruttuoso, di rilanciare un intero business da anni in grossa difficoltà. E ripartire con Halo: Campaign Evolved, il rifacimento di quell’Halo: Combat Evolved che sparò subito Xbox nella stratosfera, è a suo modo simbolico.
Lo stesso Halo come franchise ha vissuto molteplici alti e bassi negli ultimi anni, con la sensazione generale di critica e pubblico che l’odissea di Master Chief abbia già vissuto da tempo i suoi momenti migliori ed oggi sia alla ricerca di un nuovo scopo che possa tenerla rilevante come in passato,
Campaign Evolved è quindi una ripartenza anche per lo stesso Halo e per i suoi sviluppatori, 343 Industries ora diventato Halo Studios. E come nuovo inizio, ripartendo esattamente dalle origini, i primi passi sono stati mossi verso la giusta direzione, al netto di un remake che non si prende troppe libertà e privo della componente multiplayer competitiva online che ha fatto la fortuna del brand nel corso dei decenni.
Avvii il gioco e ti ritrovi davanti a un menu principale indimenticabile: l’Anello nello spazio sullo sfondo e il leggendario coro in sottofondo, proprio come venticinque anni prima. E riscopri quell’avventura che già conosci bene: la Pillar Of Autumn, l’attacco dei Covenant con i quali la razza umana è in conflitto, lo sbarco nell’Installazione 04, la scoperta sulla reale essenza di quell’Anello, l’invasione dei parassiti Flood e così via fino al gran finale. Tutto sempre nei panni di Master Chief, affiancato dall’IA Cortana.
La storia è la stessa già vissuta in Combat Evolved (e nella riedizione Anniversary) non toccata in alcun modo e che ripropone gli stessi dialoghi già conosciuti, una trama semplice e lineare ma comunque godibile che si lascia seguire con piacere.
E di conseguenza è immutata la Campagna nelle sue 10 missioni complessive, in grado di regalare una dozzina d’ore circa di grande intrattenimento.
Perché il primo Halo in fondo è ancora oggi fortemente godibile e con questo remake lo dimostra ancora una volta. Al netto della fedeltà assoluta al classico originale in termini di level design (ottimo soprattutto negli scenari all’aperto, un po’ meno negli ambienti al chiuso) e struttura degli obiettivi, il gameplay appare rinnovato in modo così da essere più vicino allo stile degli Halo più moderni, pur mantenendo comunque tangibile il feeling con il gioco del 2001. Si apprezza l’aver voluto aggiungere diverse armi in più riprese dai capitoli successivi (in particolare da Halo 2 e 3) e gradita anche l’aggiunta dello sprint in modo così da muoversi più velocemente attraverso gli scenari. Per il resto è Combat Evolved elevato all’ennesima potenza tecnica ma che sembra non aver comunque perso un briciolo del suo smalto rivelandosi anche oggi un FPS solidissimo e capace di regalare grandi stimoli grazie a un grado di sfida intenso, nemici mossi da una IA efficace e reattiva, e combattimenti dall’alto tasso di coinvolgimento e pure un pizzico di tatticismo, quanto basta per non gettarsi nella mischia alla cieca ma studiando invece con attenzione l’ambiente circostante per capire come approcciarsi ad ogni scontro, sfruttando le risorse a disposizione e cambiando costantemente arma in modo così da non ritrovarsi senza munizioni davanti l’ennesima orda inferocita di Covenant.
Certo, tra le aggiunte di Campaign Evolved ci sono anche tutte le modernità più controverse tra i giocatori puristi, come una presenza molto più massiccia di indicatori che in certi casi sembrano per davvero accompagnarci per mano. Niente paura però, basta semplicemente smanettare un po’ tra le opzioni per disattivare ogni aiuto e godersi un’esperienza quanto più vicina possibile alle precedenti edizioni del primo episodio. Stavolta invece l’energia vita si ricarica automaticamente a prescindere, niente medikit come accadeva in Combat Evolved.
Questo comunque volendo sono aspetti minori che non vanno a stravolgere eccessivamente l’esperienza di gioco. Il fatto però che sia rimasto così fedele all’opera del 2001 significa che riprende anche le problematiche di allora: se odiavate la Biblioteca continuerete ad odiarla non essendo stata ritoccata e migliorata in nessun modo tangibile, e in generale le ultime missioni trasmettono ancora oggi la sensazione di essere quelle meno ispirate in termini di idee e design. Ciò comunque non toglie che la prima avventura di Master Chief abbia più qualità che problemi dalla sua parte e come esperienza ed atmosfere continua ad esercitare un fascino unico che può fare colpo anche su chi ci si avvicina per la prima volta proprio con questo remake.
Senza poi dimenticare la presenza di ben 42 Teschi diversi da sbloccare e con i quali modificare le regole del gioco a suon di bonus e malus attivandoli prima di iniziare la partita. Tra questi, però, uno in particolare spicca per la portata “rivoluzionaria” che lo contraddistingue: la possibilità di giocare l’intera opera in Terza Persona, una novità assoluta per una serie come Halo da sempre sinonimo di FPS. Il relativo Teschio, il primo che si ottiene subito a inizio avventura nella sala tattica della Pillar Of Autumn dopo aver parlato con il Capitano Keyes, stravolge la visuale trasformando il gioco in un TPS a tutti gli effetti, tuttavia nonostante il cambio di inquadrature il gameplay e il feeling generale trasmettono sempre la sensazione di stare giocando ad un Halo, dimostrando come l’implementazione di questa novità sia avvenuta in modo efficace e che offre uno sguardo differente ma altrettanto avvincente a un simbolo degli Sparatutto in Prima Persona.
A parte la Campagna, un altro aspetto potenzialmente interessante di Campaign Evolved è l’aggiunta di una mini-avventura prequel di tre missioni ambientata un anno prima i fatti della storia principale, che vede Master Chief e il sergente Johnson prendere d’assalto una colossale nave dei Covenant in modo così da ottenere preziose informazioni sulla fazione rivale.
La mini-campagna si rivela nel complesso un’aggiunta gradevole sebbene al tempo stesso non offra nulla di sconvolgente: le tre missioni ricalcano totalmente lo stile del gioco principale in termini di level design e combattimenti, presentandosi piuttosto lineari nella struttura degli stage e senza offrire sussulti particolari. Al tempo stesso, comunque, quanto offerto non dimostra criticità particolari ed anche in questo caso tutto scorre liscio ed intrattenendo con gusto, concludendosi con una fase spaziale piuttosto avvincente. Si poteva forse fare qualcosina di più, ma comunque il paio d’ore d’azione in più non fanno danni e si giocano volentieri.
Preso nella sua totale interezza, appare comunque chiaro che Halo: Campaign Evolved sia un remake che abbia voluto puntare forte sul sicuro senza mai prendersi reali rischi, dimostrandosi un prodotto che funziona ma senza dimostrare grosse ambizioni. Di sicuro sul fronte grafico è stato fatto un lavoro encomiabile che ci regala uno degli Halo visivamente più belli mai realizzati in rapporto alle potenzialità della propria generazione, con l’UE5 che svolge il suo compito in modo riuscito e regalandoci scenari adesso molto più credibili e ricchissimi di dettagli che conferiscono loro molta più personalità e caratterizzazione rispetto al passato. C’è qualche sbavatura tecnica occasionale, come ad esempio filmati che talvolta vanno a scatti per pochissimi secondi (almeno su Xbox Series X), ma nulla di particolarmente compromettente. L’accompagnamento sonoro è invece sostanzialmente invariato, offrendo la colonna sonora già amata nel 2001 e dieci anni dopo con l’Anniversay e che ancora adesso, pur senza più avere la carica di stupore e meraviglia di un tempo, rimane sempre un autentico piacere da ascoltare.
E’ chiaro che, di fronte a una nuova riproposizione dell’Halo originale, potrebbe essere più difficile restare stupiti, soprattutto se già si conosce bene l’opera di riferimento e il resto della serie. Tuttavia, per quanto molto conservativo, Halo: Campaign Evolved rimane comunque un’esperienza che vale la pena vivere, nella speranza che il futuro di un franchise storico come questo possa proseguire su strade sempre più rosee. Per Master Chief non è ancora finita, niente affatto.
sephiroth
Quanta bella robetta! Vedo un diablo che mi manca
buone ferie Chris! Anche io da oggi in ferie e sto tornando in Sicilia
ChrisMuccio
Quelle zone ancora mi mancano, ho visto Catania, Siracusa e paesini nei dintorni, ho visto anche Ragusa, Noto, Marzamemi ed alcuni paesini nel centro dell'isola come Barrafranca e Pietraperzia. Ed ho visto altri paesini ancora visto che mi è capitato di viaggiarci più volte grazie a matrimoni vari, ma ho ancora tantissimo da scoprire!
TheMelchio
Che bella idea! Mi sa che ti prendo da esempio, troppo tempo che non gioco con ps2/1
ChrisMuccio
Io è da diverso tempo che dico di volermi ributtare con forza sulle console a 128-bit, non solo PS2. Ho pensato che questo periodo di ferie sarebbe stato perfetto almeno per dedicarsi al monolite nero, sarà un vero piacere
Fallo anche tu!!
Il_Mirko
Tanta tanta roba, per me invece ferie è sempre stato staccare da tutto, lavoro e gaming in primis, mi godo il mare/montagna/città di turno
ChrisMuccio
Le ferie sono l'unico momento dove riesco davvero a giocare tanto e come vorrei, ogni volta che le ho ne approfitto al massimo
Ovviamente queste settimane mi godrò anche mare, gite ed amici, poco ma sicuro!