BadPrinceWolf ha scritto una recensione su Bloodborne
Tornare a Yharnam nel 2026 mi ha fatto innamorare persino di più di quanto fece all’uscita. Dal punto di vista di atmosfera e ambientazione, top 3 videogiochi mai creati senza dubbio alcuno.
Mai scattato un numero di screenshot così impressionante in vita mia, ho superato le 400 foto e mi sono anche contenuto.
Desideravo un’opera così Lovecraftiana e gotica fin da bambino: il fatto che sia nata sotto la luce del mio sistema videoludico preferito (Souls) e quel combat così…è quasi un miracolo.
Il gotico architettonico è una vera e propria opera d’arte, che unito ai fondali di luna piena o dei cieli violacei, la visceralità intrinseca, lo stato di malattia che si respira in ogni angolo, il mistero e l’inaffidabilità che affligge ogni figura, rende Bloodborne un vero trionfo del Tenebrismo. Dark Souls 1 rimane per me l’apice del level design, ma anche qui From Software ha costruito un gioiello geometrico.
Mi sono alzato ad applaudire dopo aver realizzato come avevano collegato Yharnam, Old Yharnam, Yahar’Gul, la Cattedrale e le Foreste Proibite.
Questo giro me lo sono goduto al 100% (aldilà del platino), anche nell’incredibile battle system che unisce le basi dei Souls a una frenesia e spettacolarità che all’epoca From Software non aveva mai toccato.
Goduria e adrenalina pura, la sensazione di essere dei veri cacciatori di bestie è talmente immediata che a Yharnam ti ci senti proprio perso.
SPOILER
La maniacalità che ho dovuto ricercare per fare le boss fights NO DAMAGE di mostri sacri come Orphan of Kos o Ludwig The Holy Blade è qualcosa che non dimenticherò facilmente.
Tutti gli NPC sono inquietantissimi: non riesci a fidarti letteralmente di nessuno. Ed è paradossale che uno dei più ‘’spaventosi’’, ovvero la megera di Cathedral Ward, si scopra una delle uniche veramente buone che voleva soltanto fare del bene e avere degli amici. Quando si dice che l’apparenza inganna nella sua forma più potente. Ma quanto è bello poi dover decidere di mandare le persone incontrate alla Clinica di Iosefka oppure alla Cattedrale stessa, non sapendo che queste scelte possono portare a delle vere e proprie stragi.
Ma poi come descrivere il feeling di ricevere un invito tramite lettera insanguinata, con appuntamento in un dirupo abitato da streghe, una una cocchiera di cavalli che ti viene a prendere e ti porta al Castello di Cainhurst, remota e innevata sede di un’eleganza suprema.
Inutile dire che anche qui l’amore di Miyazaki per Berserk di Kentaro Miura si palesa a più riprese.
L’importanza della torcia nel gameplay è giustamente la più elevata di sempre e il gioco ne approfitta per regalarti dettagli di illuminazione unici. Mi basta pensare alla figata che è entrare in una casa abbandonata, illuminarla per capirci qualcosa e ritrovarsi una trappola con bomba ad orologeria che senza luce ti avrebbe fatto esplodere come un coglione.
I picchi horror che ho preferito probabilmente sono stati:
-entrare nella Clinica di Iosefka, dove ritrovi i poveri cristi mutati in esperimenti alieni e dove la povera proprietaria è stata sostituita da un impostore, con quest’ultimo che ti intima di non procedere e ti aspetta dietro la porta per assalirti. Lì l’atmosfera era così inquietante che mi sono letteralmente eccitato.
-la cella/ascensore nell’Incubo di Mensis che ti porta letteralmente nel vuoto più oscuro, dove ad aspettarti c’è un cervello gigante con gli occhi che ti fissano allo sfinimento come la Gioconda. Chicca incredibile quella di rimanere un minuto a fare la gesture ‘’Make Contact’’.
-la bambina che dalla porta ha perso la famiglia e scopri dal suo Carillion che è la figlia di Gascoigne, con quest’ultimo che allo stesso tempo ha ucciso la moglie. La fine che poi farà la bambina è l’emblema di come Bloodborne non lasci quasi mai vera speranza.
-ha persino quella che è per me la foresta meglio realizzata fra i Souls: tutti i giochi più o meno hanno quel luogo pieno di alberi in cui ti perdi e non vedi l’ora di andartene, qui invece le Foreste proibite, con quei serpentoni così inquietanti, è talmente dispersiva e malata che acquisisce un logica sensata.
A proposito, The Old Hunters potrebbe essere considerato il miglior DLC mai fatto con alcune delle mie boss fights preferite di sempre, sia dal punto di vista artistico che da quello della battaglia.
E la cosa è una vera e propria manna dal cielo per il gioco base, che di per sè come difetti poteva avere proprio un parco boss letteralmente debole, in quanto poco impegnativi e in diversi casi gimmick, per quanto tutti ispirati.
Gli altri due difetti palesi sono la flessibilità di build assai inferiore rispetto ai Souls e in generale la quantità di veri approcci all’aspetto ruolistico e il combat system (che però ripeto, è una vera droga).
Parlando di quantità, Dark Souls III che uscirà successivamente distrugge sotto questo aspetto Bloodborne.
Volendo potrei anche citare il fatto che i Calici sembrano più un riciclo di sotterranei con l’obiettivo di renderti overpower, piuttosto che un contenuto veramente affascinante, salvo rare eccezioni e sfide (come il Calice infame che ti dimezza la vita, o quello finale della Regina Pthumeriana e i suoi discendenti).
In generale la coerenza sanguigna che c’è in tutta la realizzazione di Bloodborne è assuefante, sembra tutto perfettamente amalgamato e il senso di malessere è talmente ben piazzato che…regala un senso di benessere.
Perchè poi è proprio questo che Bloodborne rappresenta: un ossimero.
Il sogno è oscuro, l’incubo è lucente.
Svegliarsi dal sogno è un incubo, perchè ne sei già assuefatto da tempo.
Voto assegnato da BadPrinceWolf
Media utenti: 9.1 · Recensioni della critica: 9.2






Luca Strife
il GOAT
Mark
So che dico l’ennesima cosa trita e ritrita ma non riesco a trattenermi: immagina tutto questo ben di Dio se girasse a 4K 60fps e con caricamenti ridotti 😭
UnderWorld
L'unica che si è avvicinata è tramite emulazione
namberone78
Io ancora ho la speranza di un Remake