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xcelsius

Dopo anni più E meno soddisfacenti di Fifa e data la sua deriva bimominchia con FUT (e ciò che ne consegue ANCHE nelle modalità offline) ho deciso di dare una nuova chance a PES, titolo a cui sono particolarmente legato perché tra i più vecchi cui ho giocato insieme ad Actua Soccer, Kick-Off 2 e Virtua Striker... le prime impressioni sono state assolutamente positive, in quanto il ritmo è più compassato e mediamente si verificano situazioni più realistiche (inclusi i risultati finali), ma devo dire che inizio a storcere il naso, oltre al fatto che la CPU attacca solo con gli 1-2 è così scriptato nei minuti finali (che sia a favore o contro non importa) delle partite che quasi viene da rimpiangere il momentum di Fifa. asd Ho come l'impressione che l'unico titolo di calcio veramente degno sia rimasto solo Football Manager. :'(

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xcelsius ha scritto una recensione su Nier

Cover Nier per PS3

- Gameplay 71 / 100
Il pregio principale di questo gioco è senza dubbio la telecamera dinamica, che permette -seppur macchinosamente- di alternare il free roaming alle fasi platform e di combattimento. Il battle system è piuttosto semplicistico e basato su due tipi di attacco fisico (uno debole e uno forte), diversi attacchi magici che non ha senso ruotare se non per il puro piacere di farlo (l'attacco "Dark Lance" è più che sufficiente per tutto il gioco), parata ed elusione. Il farming dei personaggi è legato al buon vecchio level up, il quale oltre ad essere estremamente rapido non è accompagnato da un proporzionale miglioramento dei nemici nelle fasi avanzate di gioco e ancor meno nelle run successive alla prima (pressapoco obbligatorie in termini narrativi), tanto è vero che a un certo punto usare la magia Dark Whirlwind solleva perfino dalla preoccupazione di combattere, con un conseguente calo del divertimento a favore di uno scorrimento più rapido della trama. Le quest e gli aspetti secondari sono pochi e curati male, ad es. la pesca è di una ripetitività imbarazzante, seppur in alcuni casi ci si imbatta in storielle piacevoli ma che lasciano il tempo che trovano (su tutte mi viene in mente la vecchietta del faro).

- Grafica e ambientazioni: 65 / 100
Le ambientazioni sono poche, peccano di originalità e sono fin troppo minimali per una PS3, ma... funzionano. L'espressività dei protagonisti quasi inesistente, i movimenti piuttosto macchinosi -che penalizzano ulteriormente il battle system- e uno sgradevole effetto sparkling negli spazi aperti tolgono purtroppo punti al comparto grafico. Inoltre il fatto che la maggior parte dei nemici sia in forma di "ombre", seppur giustificato narrativamente, sembra quasi un espediente per evitare di scervellarsi sul loro aspetto.

- OST 55 / 100
Essendoci poche ambientazioni non possono che esserci poche tracce, le quali per di più sono estremamente ripetitive (poche note ripetute in loop).

- Trama: 91 / 100
Collegata direttamente ad uno dei finali di Drakengard, tratta di un'epidemia chiamata Black Scrawl che ha portato gli esseri umani a separare l'anima (Gestalt) dal corpo, in attesa di poter rientrare in una clonazione di esso (Replicant) al cessare della malattia. Col passare dei millenni, i cloni hanno acquisito una loro coscienza e vivono ignari del loro vero scopo, che verrà rivelato solo verso la fine del gioco insieme alla natura dei nemici (Shades), i quali altro non sono che Gestalt degenerati. Ho apprezzato molto l'idea di proporre una seconda run in forma di "Director's Cut" con scene che mostrano le nobili motivazioni delle Shades, rendendo ancor più sbiadito l'incerto confine tra bene e male, chiave narrativa del gioco.

- Personaggi: 72.5 / 100
Nier, il protagonista, è un buon uomo disposto a tutto pur di salvare sua figlia Yonah dalla Black Scrawl. Personalmente l'ho trovato poco carismatico e scarsamente caratterizzato ma per fortuna ad accompagnarlo in questa avventura ci sono personaggi più che gradevoli: un libro dai poteri magici, Grimoire Weiss, sempre pronto ad alleggerire la situazione con il suo sarcasmo; un bambino/scheletro fluttuante di nome Emil; Kainé, una "scortese" guerriera intersessuale (che al contrario del protagonista eccelle per carisma e caraterizzazione). Il vero antagonista, anche in virtù della seconda run, si può definire la malattia stessa. Oltre le gemelle Devola/Popola e la Gestalt di Nier con Grimoire Noir -che tuttavia assumono un ruolo rilevante solo nel finale- non ci sono boss che spiccano particolarmente ma si fanno apprezzare una volta delineati i loro background nella run per il finale B.

In sintesi un gioco non esente da difetti tecnici, forse anche troppo evidenti, che non ha saputo proporre un gameplay divertente nel lungo termine e che lascia al giocatore numerosi momenti di noia ma anche la "ricompensa" di una trama straordinaria e raccontata in modo innovativo.

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