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Steto96

Finito oggi a pranzo mentre mangiavo i fagioli di Bud Spencer.
Già verso la metà di questo Blood Meridian mi sentivo come se fossi ritornato a qualche mese fa, quando ero completamente assorbito da Moby Dick. Penso che i paralleli tra i due si sprecano, anche solo per il fatto che ritornare nel tempo ad entrambi i romanzi penso che porti chiunque li legga a trovarci sempre di più, sempre qualcosa in più.
Blood Meridian è un romanzo sul male, credo che chiunque lo legga possa arrivare a questa conclusione semplicemente perché il male tracima così tanto dalla coppa che è impossibile berne senza sporcarsi quantomeno il colletto. Nonostante ciò, McCarthy riesce a essere molto più sottile e subdolo nel suo modo di spiegare quanto il mondo sia malvagio.
Siamo di fronte all'agnosticismo più puro, l'idea che a creare il mondo sia stato per forza un ordinatore malvagio e infatti l'uomo, che abita il mondo, soffre ed è vittima costante del dolore e del male. Nonostante ciò continua ad avvicinarsi ad esso.
Il Giudice Holden è il centro di gravità attorno al quale si radunano i personaggi del romanzo, è il male che segue questa compagnia di uomini, è il male che si sono scelti. Nel Giudice convergono le tre anime principali che ho trovato in Moby Dick: è un Ahab che in qualche modo è riuscito a dominare sulla natura; è un essere preternaturale, quasi divino come Moby Dick; è un'aberrazione della figura di Ishmael, là così volenterosa di conoscere il mondo e catalogarlo, qua "tutto ciò che esiste senza la mia conoscenza esiste senza il mio consenso".
Blood Meridian in inglese è veramente tosto, ma sono sicuro che la traduzione non avrebbe restituito davvero la scrittura di McCormac, ogni capitolo è una poesia, è da leggere a voce alta per apprezzare lo stile, il suo modo di fluire, il suono; c'è una resa incredibile di quella natura indifferente che è protagonista al pari degli altri personaggi.
Parlare di Blood Meridian solo come uno dei migliori esponenti del Grande Romanzo Americano secondo me equivale a togliere gran parte del suo messaggio, un messaggio del tutto universale.