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Git

ha pubblicato un'immagine nell'album VARIE riguardante Return to Monkey Island

Il povero Ron Gilbert si è visto costretto a chiudere la sezione commenti dedicata a Return to Monkey Island perchè i soliti nostalgici incivili sono arrivati agli insulti personali per esprimere il proprio dissenso verso il nuovo stile grafico :|
E' lecito non possa piacere il nuovo artstyle ma arrivare alle offese è sbagliatissimo e da condannare, nel caso poi che a farlo siano over 35-40 è ancora più grave: questa gente si meriterebbe che i propri insulti venissero screenati e mandati a partner ed eventuali figli così da capire che "bellissimo" esempio di partner o genitore abbiano in casa...

Git

ha scritto una recensione su Prince of Persia (2008)

Cover Prince of Persia (2008) per PS3

Let's Get it On

Nel lontano 2008 nessuno avrebbe mai potuto immaginare che Prince of Persia sarebbe stato uno degli ultimi giochi un minimo sperimentali prodotti da Ubisoft e che quella PS3/360 sarebbe stata l'ultima generazione in cui la software house francese avrebbe concetto spazio alla varietà prima di chiudersi in un rassicurante ciclo di progetti di sicuro guadagno ma di ben poca inventiva.

Le premesse per un ottimo reboot di PoP dopo l'ottima trilogia della generazione 128 bit ci stavano tutte: un ritorno alle atmosfere fiabesche di Sands of Time dopo le tinte di dark di Warrior Within e il compromesso di Two Thrones, un artstyle di sicuro impatto, un sistema di combattimento rinnovato e piccole introduzioni lato gameplay atte a favorire un'esplorazione ancora più armoniosa.
PoP 2008 è inoltre l'incipit di un arco narrativo totalmente nuovo in cui il Principe, in cooperazione e complicità con la principessa Elika, si ritroverà a dover contenere la minaccia di Ahriman ripristinando i Suoli fertili; come tristemente noto sarà necessario il DLC Epilogo per vedere il vero finale, non bastasse quello PoP The Fallen King per Nintendo DS proseguirà ulteriormente la trama rendendo ancora più grottesca la vicenda e facendo un danno non di poco conto alla reputazione del gioco.
Pad alla mano si nota subito l'intenzione di Ubisoft Montreal di deviare dalla piega action presa dagli ultimi due giochi della trilogia per tornare ad avere più equilibrio tra acrobazie e combattimenti, da questo lato nonostante l'introduzione dell'open world possa spaventare (un open world di dimensioni contenute e piacevole da attraversare fortunatamente) c'è poco da recriminare essendo ogni sezione generosa di ostacoli da affrontare con in più l'aiuto di Elika in caso di acrobazie apparentemente insormontabili o di cadute nel vuoto; purtroppo l'esplorazione in se è stata fin troppo facilitata visto che alcuni movimenti sono in parte automatizzati ed Elika sarà sempre pronta a resuscitarci in caso di morte. Proseguendo sbloccheremo quattro powerup per sfruttare ulteriori possibilità di esplorazione ma la sostanza non cambia molto trattandosi in gran parte di QTE mascherati!
Il medesimo problema è riscontrabile nei combattimenti ed è forse qui, più che altrove, che si ravvisa come questo Prince of Persia non sfrutti bene le sue potenzialità: di base il giocatore avrebbe a disposizione 63 combo + una da 14 colpi utile per il trofeo relativo e ognuna di queste sfrutta bene le possibilità offerte dalle abilità del Principe e dalla presenza di Elika essenziale per diverse di queste combo avendo anche lei abilità peculiari, la realtà è che basterà usare le solite 3-4 combo per sconfiggere i boss e i pochissimi nemici presenti nella mappa; a peggiorare la situazione i boss sono solo quattro ripetuti più volte ciascuno con scontri quasi sempre uguali tra loro a parte leggere variazioni...
Per completare il quadro ad un certo punto sarete obbligati a fare backtracking per raccogliere i semi di luce necessari a sbloccare poteri aggiuntivi, non la migliore delle idee trattandosi di un gioco che avrebbe potuto benissimo riciclare quanto fatto nella Trilogy quando i potenziamenti della vita o le sacche per le sabbie andavano trovati esplorando oppure superando piccole stanze contenenti ostacoli di vario genere. Come scritto qui su Ludomedia da altri utenti l'impressione è che Ubisoft Montreal abbia avuto ottime idee per Prince of Persia 2008 ma non sia riuscita a concretizzarle facendo uscire, più che un gioco completo, un concept di un gioco.
Sono sicuro che un secondo capitolo con le dovute correzioni e senza cavolate come il finale venduto via DLC avrebbe rilanciato il brand, la realtà al contrario ha visto Ubisoft affossare il brand con Forgotten Sands, riesumarlo anni dopo solo per un remake di Sands of Time per ora in development hell arrivando dunque ad un punto di stallo. Nonostante tutto PoP 2008 è stata per me una discreta esperienza e preso come una simulazione di esplorazione con un grande comparto audiovisivo ha il suo perchè, per il resto è un grosso passo indietro rispetto agli altri capitoli 3D e un ancor più grande rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere.

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