Loli Hanta ha scritto una recensione su 7th Dragon 2020-II
Un anno dopo gli eventi del primo capitolo, il soggetto Murakumo ha compiuto il suo inevitabile spostamento dialettico: abbandonata la centralità del Palazzo del Governo Metropolitano, si è ricentrato nell’opera di ricostruzione della totalità sociale devastata. L’Unità 13, avanguardia eroica del popolo oppresso, viene convocata presso la Tokyo Sky Tower per estirpare le residue manifestazioni mostruose del Caos e contribuire così al risanamento della torre, emblema stesso della contraddizione capitalistica che si erge verso il cielo promettendo salvezza e producendo soltanto rovina.
E tuttavia, ecco irrompere l’Evento: un portale si squarcia improvvisamente sulla sommità della torre e i Draghi, antica e invincibile negatività, tornano a manifestarsi nella loro forma più pura per attaccare l’umanità intera. Di fronte a questa irrompenza del Reale, giunge dagli Stati Uniti, centro nevralgico dell’Impero della Tecnica e del Mercato, la SECT 11, unità speciale di soldati con a capo i fratelli Sakuraba, Shouji e Izumi. Apparentemente alleati nella lotta contro il Drago, essi rappresentano invece la nuova forma di mediazione imperialistica, l’ennesima astuzia della Ragione strumentale che si presenta come salvatrice per meglio assoggettare.
L’Unità 13 è dunque costretta a combattere nuovamente contro i Draghi, ma soprattutto contro gli umani che, in nome di false alleanze e di interessi geopolitici, si frappongono sul cammino della vera liberazione. È la classica dialettica dell’amico-nemico portata al livello del videogioco: il nemico esterno (il Drago) e il nemico interno (l’umano che ostacola).
Sul piano ludico, 7th Dragon 2020-II non compie una rottura epistemologica radicale rispetto al predecessore. Aggiunge al massimo una nuova classe, l’Idol, figura ambigua tra spettacolo della merce e resistenza culturale, e nuovi dungeon che approfondiscono l’esplorazione dell’abisso metropolitano. Ricalibra il livello di sfida rendendolo più aspro e spietato, conforme alla durezza del nostro tempo storico. Eppure il gioco resta profondamente divertente, dotato di una profondità insospettabile e, soprattutto, di un’immediatezza quasi sovversiva: qualità tanto più pregevole in quanto prodotto per PSP, console portatile che ancora resisteva, nell’era della sua obsolescenza programmata, alla barbarie del touch e del free-to-play.
7th Dragon 2020-II è uno di quei rari titoli che, pur restando fedeli alla forma-gioco di ruolo giapponese, riescono a far intravedere, dietro la superficie ludica, le grandi contraddizioni del nostro tempo: la lotta eterna tra l’Umano e il Drago, tra la comunità concreta e l’astrazione imperiale, tra la resistenza e l’integrazione coatta nel sistema. Un’opera che merita di essere giocata non solo per diletto, ma per elevazione dialettica dello spirito.
Voto assegnato da Loli Hanta
Media utenti: 8

